Home » Askanews » Castellucci (Fai Cisl): Mercosur migliorato ma serve reciprocità

Castellucci (Fai Cisl): Mercosur migliorato ma serve reciprocità

Castellucci (Fai Cisl): Mercosur migliorato ma serve reciprocità

In materia di lavoro, Corte Giustizia Ue ne tenga conto

Roma, 10 feb. (askanews) – “Sul Mercosur ci sono stati passi in avanti perché sono state introdotte alcune clausole di salvaguardia per la tracciabilità dei prodotti e per monitorarne quantità e prezzi. Il messaggio, anche politico, inviato dall’Europa, è positivo, perché regolamentare i commerci anziché imporre solo dazi come ha fatto Trump è una presa di posizione importante. Però mancano ancora alcuni aspetti fondamentali, come la reciprocità in materia di lavoro: servono clausole che diano garanzie su sicurezza e salute dei lavoratori, orari e salari adeguati, ruolo della contrattazione. Auspichiamo che la Corte di giustizia tenga in considerazione anche questi aspetti”. Lo ha detto il reggente della Fai Cisl nazionale Antonio Castellucci in un’intervista sull’accordo Ue-Mercosur pubblicata sul sito previdenzaagricola.it della Fondazione Enpaia.

“L’Europa fa bene ad aprirsi a nuovi mercati – afferma il sindacalista – soprattutto davanti a un contesto internazionale sempre più in bilico tra guerre dei dazi, nuovi imperialismi economici e militari, rigurgiti nazionalisti. Secondo la Commissione sono in ballo vantaggi per circa 80 miliardi. Sono opportunità che dobbiamo saper cogliere con regole concorrenziali e controlli adeguati, senza mai dimenticare che vanno salvaguardate condizioni di vita e di lavoro dignitosi su tutta la catena del valore, evitando situazioni insostenibili di lavoro povero e illegali per stranieri ed italiani e contrastando l’italian sounding”.

“In questi anni – aggiunge Castellucci – l’Ue ha giustamente investito sul benessere animale, sulla riduzione di fitofarmaci e antibiotici, la proibizione degli ormoni della crescita negli allevamenti e, infine, punto per la Fai Cisl più importante, sulla condizionalità sociale che lega i finanziamenti alla tutela dei lavoratori; questo può elevare i costi per i produttori, ma le soluzioni non vanno trovate al ribasso, ad esempio riducendo la portata della clausola sociale. La sfida si vince all’esatto opposto: puntando sull’innalzamento dei controlli, degli standard produttivi, della qualità e sicurezza del lavoro. Solo così, e lontano da velleitarie suggestioni protezionistiche, saremo in grado di cogliere le enormi potenzialità di questo e di altri accordi, come quello tra Ue e India”.