Castelvetrano, punto nascite trasferito, "Pianificare riapertura" - QdS

Castelvetrano, punto nascite trasferito, “Pianificare riapertura”

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Castelvetrano, punto nascite trasferito, “Pianificare riapertura”

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mercoledì 14 Aprile 2021 - 09:33

"Una decisione appresa con amarezza e profondo rammarico" chiosa il sindaco di Partanna Catania, in merito allo spostamento del "punto nascite" all'ospedale "Abele Ajello" di Mazara del Vallo.

“Una decisione decisamente  inaccettabile”. E’ così che il sindaco di Partanna (Tp), Nicolò Catania, definisce il provvedimento annunciato ieri pomeriggio dell’Asp di Trapani di chiudere e trasferire il “punto nascite” dell’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano (da cui Partanna dista 14 chilometri) all’ospedale “Abele Ajello” di Mazara del Vallo (da cui il centro belicino dista 43 km).

“Una decisione appresa con amarezza e con profondo rammarico – dice  – in quanto contribuisce a depauperare sempre di più l’offerta sanitaria rivolta ai cittadini del territorio. Ciononostante, prendo atto delle motivazioni tecniche addotte dal commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, Paolo Zappalà, che in una dichiarazione parla di chiusura ‘temporanea’ del punto nascita per motivi legati alla sicurezza.

Prendo spunto da tali dichiarazioni e confido nella fattiva collaborazione del commissario per rilanciare, tuttavia, la necessità di affrontare in un confronto immediato la questione, trovando tutti insieme le soluzioni necessarie per la riapertura immediata”.

 “E’ importante – continua – che si affronti a questo punto la questione più complessiva relativa ai servizi sanitari del nosocomio, onde evitare che ad ogni piè sospinto si debba procedere con proteste più o meno forti. Ecco perché chiederemo un incontro urgente con il commissario Paolo Zappalà. E’ necessario capire cosa si vuole fare del nostro nosocomio (il riferimento è sempre all’ospedale di Castelvetrano, ndr), fermo restando che in prospettiva sarà sempre utile una deroga al decreto Balduzzi che la pandemia ha rivelato essere un boomerang per la sanità nazionale.

Quello che chiediamo al fine di scongiurare ulteriori disservizi – conclude – è fare un ragionamento serio che ponga l’attenzione ad attività specialistiche e con il personale che garantisca piena sicurezza. I nostri concittadini hanno diritto alla salute e a trattamenti sanitari di qualità e in assoluta sicurezza”.

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