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Catania, a Librino aggiudicato un progetto da 18 milioni per riqualificare case popolari

Catania, a Librino aggiudicato un progetto da 18 milioni per riqualificare case popolari
Riqualificazione energetica di parte delle case popolari di Librino

La “Two smart building” ha vinto la gara d’appalto per migliorare le prestazioni energetiche dei palazzi di viale Grimaldi e le torri di viale Bummacaro di proprietà dell’Iacp etneo

CATANIA – Sarà la Two Smart Building a occuparsi della riqualificazione energetica di parte delle case popolari di Librino. Il verdetto è arrivato al termine di una gara d’appalto in cui la società che fa capo all’ex Tecnis Mimmo Costanzo è stata l’unica partecipante nonché la proponente del project financing sposato dallo Iacp di Catania, l’ente proprietario dei due edifici residenziali a torre che si trovano in viale Bummacaro e del complesso di quattro fabbricati situati al civico 10 di viale Grimaldi.

L’azienda, che ha la qualifica di Esco (Energy Service Company), ovvero di società specializzata nel fornire servizi nel campo dell’efficienza energetica, ha offerto un ribasso dello 0,10 per cento sulla base d’asta. Di fatto uno sconto di meno di 17 euro, pari al prezzo di 16.483.742,22 euro che, tenendo conto di oneri per la sicurezza e somme destinate alla progettazione, portano a quasi 18,4 milioni di euro l’importo del contratto che Two Smart Building e Iacp firmeranno. Di fatto si tratta di una convenzione della durata ventennale. “L’obiettivo principale del progetto è la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti, nonché il miglioramento delle condizioni abitative delle famiglie residenti, in coerenza con i principi di contrasto alla povertà energetica, di sostenibilità ambientale e di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico”, si legge in una delle relazioni che la società ha presentato allo Iacp.

Gli interventi previsti sugli immobili

Gli interventi riguarderanno i palazzi di viale Grimaldi realizzati tra fine anni Ottanta e inizio anni Novanta e le torri di viale Bummacaro che sono state completate a inizio anni Duemila. “La scarsa qualità termica dell’involucro, l’assenza di interventi di efficientamento e la presenza di impianti autonomi a gas hanno determinato nel tempo un progressivo peggioramento della qualità abitativa”, prosegue la relazione. Le prestazioni energetiche degli immobili sono considerate tali da rientrare nella classe F, la penultima per qualità. Tra le criticità elencate ci sono anche pareti esterne prive di sistemi di coibentazione, serramenti obsoleti, impianti termici e tecnologici scadenti e assenza di impianti da fonti rinnovabili. Per colmare quest’ultima carenza si interverrà installando pannelli fotovoltaici.

Il ruolo del Pnrr e il quadro finanziario

Il project financing per sua natura prevede che il privato si faccia carico del rischio imprenditoriale, riuscendo a rientrare dagli investimenti e ottenere il margine di guadagno da canoni e altre forme di entrate. In questo caso un aiuto di ampie proporzioni arriverà dal Pnrr. “Gli interventi si collocano nell’ambito delle misure di finanziamento previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza – Componente REPowerEU, Investimento 17 Efficientamento edilizia residenziale pubblica”, viene ricordato in uno dei documenti.

Analizzando il quadro economico finanziario si apprende che nel complesso il progetto è valutato 23 milioni, dei quali oltre 17,6 arriveranno per quasi metà dai fondi Pnrr e per il resto dagli incentivi previsti dall’iniziativa Conto termico 3.0. Tolta l’Iva la somma residua che rimane si aggira intorno ai due milioni e mezzo. Va detto che gli introiti passeranno anche per altre voci, a partire dal canone che verrà pagato dall’Istituto autonomo case popolari.

Canoni, gestione e ritorno economico

Nel verbale di gara si legge che il ribasso presentato da Two Smart Building “determina un canone polinomio annuo in conto gestione degli impianti nella misura massima di 199.800 euro di cui una quota quale componente per il ristoro dell’investimento ed una quota quale componente servizi di gestione, conduzione e manutenzione degli impianti, che il concessionario dovrà percepire a partire dal primo anno di gestione successivo alla realizzazione degli interventi e per tutta la durata ventennale della concessione, il cui valore complessivo risulta essere di 3.996.000 euro”.

Altro introito per l’impresa arriverà nell’ambito dell’Energy performance contract che verrà stipulato e che prevede che la Two Smart Building acquisisce il diritto a presentare l’istanza al Gse (gestore servizi energetici, nda) e, garantendo il raggiungimento degli obiettivi minimi di efficienza energetica, ricevere i relativi contributi. In parole più semplice l’entrata deriverà da una parte del risparmio sui consumi energetici che scaturirà dalla riqualificazione degli immobili. “Il soggetto pubblico trae vantaggio dal coinvolgimento di partner qualificati che mettono a disposizione know-how, tecnologie e capacità organizzativa, senza gravare interamente sulle risorse pubbliche. Il soggetto privato assume un ruolo attivo in tutte le fasi del progetto (progettazione, realizzazione, gestione e monitoraggio) ottenendo un ritorno economico attraverso i risparmi energetici conseguiti e i flussi di cassa generati dalla gestione dell’intervento”.