CATANIA – Un presidio in difesa di un luogo reale, di un simbolo, di un’idea. Una protesta che continua, nonostante le transenne abbiano delimitato l’area e presto le ruspe entreranno in azione. La Palestra Lupo, occupata da diversi anni e, da diversi anni, realtà sociale alternativa, tra le poche rimaste in città, sta per essere abbattuta: al suo posto sorgerà un parcheggio a raso e una piazza nuova di zecca. Un’idea accarezzata da decenni da diverse amministrazioni comunali ma mai concretizzata, fino a oggi: l’intervento rientra infatti in uno dei progetti finanziati con fondi del Pnrr e va, dunque, realizzato.
D’altronde, lo aveva già annunciato Palazzo degli Elefanti nel mese di ottobre in un comunicato. “Sta per essere avviato il cantiere per la riqualificazione delle Piazze Pietro Lupo e Angelo Majorana, nel quartiere San Berillo, a seguito della conclusione delle procedure di gara espletate da Invitalia per conto del Comune di Catania. L’intervento, finanziato con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza nell’ambito della misura “Piani Urbani Integrati” prevede un investimento complessivo di 3 milioni e 900 mila euro“.
Il progetto: 139 posti auto, giardino tecnologico e info point al posto della palestra
Il progetto prevede, oltre alla demolizione della palestra Lupo, anche la riorganizzazione complessiva dell’area di sosta e la realizzazione di un giardino pubblico tecnologico con percorsi pedonali, aree verdi, impianti di illuminazione a led, arredi urbani e un info point destinato all’accoglienza e all’informazione dei visitatori. Saranno ricavati 139 posti auto a raso, con spazi riservati ai disabili e colonnine per la ricarica elettrica dei veicoli, secondo criteri di sostenibilità e accessibilità universale. “Un tassello fondamentale della nostra strategia di rigenerazione del centro storico“, secondo il sindaco Trantino.
I manifestanti: “Nessuna concertazione territoriale, la Lupo non è un luogo di degrado”
Sottrazione di uno spazio sociale, uno dei pochi rimasti, alla città secondo chi, ancora adesso, presidia la zona per impedire che la Lupo venga abbattuta. “Il Comune di Catania ha deliberato un progetto esecutivo senza alcuna concertazione territoriale – si legge nel volantino che ci consegnano – perché, in questi anni, l’unica espressione degli abitanti è stata la protesta e la critica verso l’idea di un parcheggio”. I manifestanti stigmatizzano anche il progetto, le somme stanziate “per diminuire i posti auto esistenti e fare l’ennesima postazione per turisti”, denunciano la gestione del centro storico, e respingendo le definizioni di luogo di degrado, in riferimento alla Palestra Lupo non luogo di degrado ma “uno spazio autogestito, in cui si accoglie la collettività, si portano avanti iniziative sociali, laboratori, attività culturali e ricreative libere e gratuite”. “Qua si tratta di difendere la Lupo ma anche gli abitanti di Catania“, sostengono ancora.
Sangiorgio: “Unicum urbanistico”, Panzarella: “Gli spazi sociali vanno protetti, non rasi al suolo”
Il progetto è parte della riqualificazione dell’intero quartiere, sottolinea l’assessore all’Urbanistica, Luca Sangiorgio. “L’intervento, non solo è in conformità con il piano regolatore Piccinato e con il Piano parcheggi – afferma l’esponente della giunta comunale – ma rappresenta, dal punto di vista urbanistico, un unicum insieme ai lavori alla Civita e quelli in via teatro Massimo, oltre alla riqualificazione della vicina piazza Majorana. La prima opera di rigenerazione urbana di un intero quartiere – evidenzia l’assessore che aggiunge a titolo personale “la soddisfazione per la decisione dell’Amministrazione di procedere all’abbattimento di un immobile degradato, pericolante, indecoroso. Un mostro“. Posizione, quest’ultima, condivisa dalla maggioranza del Consiglio della prima municipalità che parla di “riscatto di questa porzione strategica della città” e di “trasformazione di uno spazio fatiscente in un luogo innovativo”. “Gli spazi sociali sono un valore aggiunto ovunque nascano, sono una rivendicazione collettiva del diritto alla città, città che gli interessi politici ed economici troppo spesso vedono solo come un valore di scambio – ribatte la consigliera di minoranza, Florinda Panzarella. Sono luoghi aperti alla cultura e all’arte, influenzati da quelle culture giovanili transnazionali che non trovano espressione altrove, luoghi rivalutati non in senso economico ma sociale, che in molti casi sopperiscono alle mancanze dell’amministrazione organizzando i servizi più diversi a prezzi popolari o gratuiti. Tutto questo è prezioso per la nostra città e andrebbe protetto – conclude – non raso al suolo”.

