CATANIA – Poco più di tre ore per aprire ed esaminare 160 buste e decretare il vincitore della gara per il rifacimento della facciata del Teatro Bellini di Catania. Basterebbe questo dato per dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, come l’esigenza di celerità nell’aggiudicazione dei lavori pubblici è pienamente soddisfatta dall’utilizzo delle piattaforme informatiche senza esigenza di limitare la partecipazione. A ricordarlo nelle scorse settimane è stato anche Giuseppe Busia, il presidente dell’Autorità Anticorruzione giunto a Caltanissetta per un convegno sulla trasparenza nell’affidamento degli appalti.
Nonostante ciò, la quotidianità è fatta di procedure a inviti, con un numero di partecipanti limitato a una decina o poco più e – elemento non secondario, visto che in ballo ci sono risorse pubbliche – percentuali di aggiudicazioni più basse rispetto a quelle che si registrano in occasioni delle gare aperte. Nel caso del restauro della facciata del teatro più importante di Catania, l’iter scelto ha consentito a tantissime imprese di tentare la sorte e sperare di agguantare la possibilità di firmare il contratto con l’ente. La procedura è stata aggiudicata con il criterio del minor prezzo, dunque tenendo conto soltanto del ribasso economico sulla base d’asta. L’importo iniziale era di poco meno di 2,5 milioni di euro. A vincere è stata la ditta di Mazara del Vallo Marino Rosario srl, che ha presentato un ribasso del 32,1867 per cento.
Teatro Bellini Catania: chi ha vinto l’appalto
La ditta del Trapanese è stata quella che più si avvicinata alla soglia di anomalia calcolata nel 32,1946 per cento. Un calcolo che ha tenuto conto anche dell’esclusione di sei partecipanti a causa della concreta assenza di un’offerta economica nella documentazione caricata sulla piattaforma informatica. La Marino Rosario srl firmerà un contratto dell’importo di 1.704.518,21 euro, comprensivo degli oneri per la sicurezza. I termini per partecipare sarebbero dovuti concludersi il 30 aprile, ma il Comune di Catania ha poi deciso di prorogare di un mese la scadenza, anche sulla scorta di una richiesta provenuta dall’Ance di Trapani.
La storia del Teatro Massimo Vincenzo Bellini
Il Teatro, costruito su progetto dell’architetto Carlo Sada, fu inaugurato il 31 maggio del 1890 con l’opera Norma del compositore Vincenzo Bellini. L’opera architettonica fu finanziata da un gruppo di azionisti della Società Anonima del Politeama, poi nel giro di pochi anni messa in liquidazione. L’amministrazione comunale di Catania è subentrata nella proprietà nel 1879, decidendo a seguire alcune modifiche all’immobile. “Lo stile del Teatro catanese si ispira all’eclettismo francese del secondo impero imposto a Parigi da Charles Garnier con l’Opéra di Parigi”, si legge in una delle relazioni allegate al progetto di riqualificazione.
I lavori di restauro della facciata del Teatro Bellini
La necessità di avviare le opere di restauro conservativo derivano dallo stato di conservazione, non adeguato, in cui al momento si trovano sia gli elementi decorativo che le pareti. “L’intera facciata mostra un generalizzato stato di erosione nelle parti lapidee per effetto della prolungata esposizione agli agenti atmosferici, anche le parti simboliche a base cementizia e metallica presentano un elevato degrado per l’assenza di interventi manutentivi – si legge nella relazione –. Gli elementi decorativi, inseriti in nicchie coronate da cornici e timpani, risultano in qualche caso leggermente fratturate nelle porzioni maggiormente aggettanti”. I problemi riguardano anche la parte inferiore della muratura in cui da tempo si intravedono segni di umidità di risalità capillare “innescata dalla presenza della zoccolatura in pietra lavica che limita fortemente la traspirabilità del supporto murario”.
Interventi previsti e durata del cantiere
Per quanto riguarda le parti decorative – portale, capitelli, balaustre, zoccolatura – il progetto ha tenuto conto della presenza di sostanze estranee veicolate dagli agenti atmosferici, con colonizzazione di microrganismi vegetali. “Si procederà – viene spiegato nel documento – alla pulizia delle porzioni incrostate mediante lavaggio con appositi biocidi per neutralizzare le colonizzazioni presenti connesse all’umidità e bruschinaggio per le porzioni incrostate. Gli elementi decorativi, erosi e fratturati, verranno revisionati e consolidati ove possibile. Si provvederà – proseguono i progettisti – a rimuovere la malta cementizia presente ed utilizzata nel corso degli anni in maniera impropria. Le parti metalliche verranno trattate mediante bruschinaggio per eliminare l’ossidazione, e verniciate con apposito fondo antiruggine e soprastante stesura di smalto con adeguata pigmentazione”. Dal momento in cui sarà firmato il contratto fra il Comune e la Marino Rosario srl, il cantiere dovrebbe durare 540 giorni.

