CATANIA – Una necessità data dalla riduzione del chilometraggio riconosciuto ma anche dalla richiesta, sempre più urgente, di ridurre le attese, la cui media supera i trenta minuti. Il Piano di rimodulazione delle linee dell’Azienda metropolitana di trasporto e sosta di Catania, già anticipato sulle pagine del Quotidiano di Sicilia dall’assessore alla Mobilità, Luca Sangiorgio, ieri pomeriggio è stato illustrato pubblicamente dal presidente dell’azienda partecipata del Comune di Catania, Salvatore Vittorio, alla presenza del sindaco Enrico Trantino, del vicesindaco Massimo Pesce e degli assessori alla Polizia locale e viabilità, Carmelo Coppolino e allo stesso Sangiorgio. Un obbligo, che punta all’ottimizzazione delle linee esistenti, al miglioramento della capacità del servizio, e a una maggiore integrazione con la metropolitana Fce, favorendo l’interscambio modale e l’utilizzo coordinato dei diversi sistemi di trasporto pubblico, ma che nasce dal taglio dei chilometri finanziati da Palazzo d’Orleans passati dagli oltre 12 milioni del 2000 a poco più di 7 milioni.
Riduzione delle linee e riduzione delle attese bus
Come spiega il presidente di Amts, Vittorio. “La visione è quella di riorganizzare il servizio, le linee – ci dice -. Il piano attuale era ancorato al 2000 quando i chilometri assegnati dalla Regione alla città di Catania erano circa 12 milioni, mentre ora siamo a 7 milioni e duecentomila chilometri – prosegue -. Questo ha indotto la necessità di provvedere alla riorganizzazione delle linee che tenga conto, da un lato delle esigenze dei cittadini, ma dall’altro anche del ridotto chilometraggio. Questo ci è stato chiesto dall’amministrazione comunale, che si è fatta parte dirigente e che abbiamo messo in atto con l’ingegnere Caprì”.
Nel dettaglio, il piano prevede la riduzione delle linee, che passeranno da 47 a 31, “Ma la riorganizzazione non comporterà un disservizio – assicura Vittorio – ma maggiore velocità di percorrenza e questo ci porterà ad avere un servizio più idoneo per la città”. Come richiesto dall’amministrazione che, oltre all’oggettivo taglio dei finanziamenti, ha come obiettivo quello di dimezzare le attese che, attualmente, scoraggiano l’uso del mezzo pubblico. “Una cosa che, insieme al sindaco, abbiamo chiesto – ribadisce l’assessore Sangiorgio – è la riduzione delle attese dei bus. Non è tollerabile che qualunque cittadino possa aspettare tempo medio stimato di 40 minuti”.
Mobilità urbana a Catania tra viabilità e cantieri
L’incontro di ieri, che ha seguito quello con il Consiglio comunale e con le commissioni consiliari, non sarà l’unico, sottolinea l’assessore Coppolino. “È l’inizio di una lunga concertazione che ci vedrà impegnati – aggiunge -. Viabilità e mobilità sono diverse e complementari e il lavoro che stiamo portando avanti con il comandante dei Vigili urbani Diego Peruga è cercare di mettere in atto un piano di viabilità alternativo, interfacciandoci con l’Amts per dare servizi migliori. Anche perché Catania è un grande cantiere – conclude – e occorre trovare il modo di armonizzare tutto con la vita della cittadinanza”.
La protesta del Comitato per la Civita
Da segnalare, a margine dei lavori, la protesta, pacifica ma significativa, di alcuni abitanti e rappresentanti del Comitato per la Civita, antico quartiere di Catania oggetto oggi di una serie di cantieri e lavori da esserne praticamente ostaggio. Una situazione divenuta particolarmente critica dopo la demolizione della Palestra Lupo, un mese fa: parcheggi azzerati e quartiere segregato, è quello che hanno denunciato con alcuni striscioni i rappresentanti del Comitato. Che, invitati ad allontanarsi, sono stati identificati dalla polizia, prima di incontrare il primo cittadino che ha assicurato loro il dialogo aperto con l’Autorità di sistema portuale per la questione parcheggi. “Stiamo trovando l’accordo con l’Autorità di sistema – ha detto Trantino -. Lo stiamo definendo”.

