Addio ai “tendoni da circo”, alle serre di plastica, all’assenza di regole e alla confusione. Con 18 favorevoli e 4 astenuti, il Consiglio comunale etneo, martedì sera, ha dato il via libera al regolamento per i dehors, disciplinando una materia su cui, dal Covid soprattutto, le deroghe hanno dato vita a una sorta di liberi tutti, con verande esterne di ogni tipologia e colore, a volte a coprire palazzi storici o a invadere le carreggiate, in centro come in periferie. Lo ha spiegato bene all’aula l’assessore all’Urbanistica, Luca Sangiorgio, firmatario dell’atto insieme al collega, l’assessore alle Attività produttive, Giuseppe Musumeci.
Decoro urbano e regole certe per i dehors
“Non sfuggirà ai presenti l’importanza della delibera in oggetto, un regolamento tanto atteso dagli operatori, dalla cittadinanza e anche da noi che ci lavoriamo da tempo – ha esordito il rappresentante della Giunta comunale. Devo ringraziare i consiglieri perché su questo atto c’è stata una proficua collaborazione – ha detto ancora, sottolineando come l’approvazione sia “una vittoria per tutta la città perché a oggi, la situazione che riguarda i dehors”, dopo le scelte effettuate in periodo di Covid “per favorire in quella fase critica i concittadini”, è di caos. “In alcuni casi – ha sottolineato Sangiorgio – sembra più una giungla di istallazioni disordinate”.
La città divisa in tre zone per i dehors
L’assessore si è poi soffermato sulle scelte fatte, in particolare sulla divisione della città in tre zone, con tipologie di dehor differenti, sullo snellimento delle procedure e sulle caratteristiche di materiale e colore, “per mantenere il profilo del decoro urbano” – ha aggiunto. “I permessi possono essere chiesti in tutta la città ma con necessarie differenziazioni, questa è la grande novità– ha precisato -: come previsto dal regolamento, abbiamo zona 1, ovvero quella relativa al centro storico e a tutte le zone di pregio individuate dal Piano paesaggistico, la zona 2, relativa alle aree che insistono sugli ambiti costieri, e, infine, la zona 3, che riguarda tutte le zone che non rientrano nelle perimetrazioni precedenti”.
Le nuove regole per centro storico, costa e periferie
In zona 1, niente più tendoni: saranno autorizzati solo tavoli, sedie e ombrelloni con eventuali supporti di estensioni, per max 3 metri per 4 con o senza pedana. Nella 2 si potranno, invece, montare le pedane mentre, nella 3, si potranno montare strutture chiuse da tutti i lati con o senza pedana. “Abbiamo compiuto un lavoro certosino di concerto con la Sovrintendenza, per gli aspetti di vincolo paesaggistico e tutela dei manufatti di pregio, con le associazioni di categoria, esercenti – ha evidenziato ancora Sangiorgio -. Tutti gli emendamenti presentati sono stati analizzati anche in quest’ottica”.
Stop alla movida selvaggia e agli abusi
Della necessità di normare una situazione caotica e dell’importante concertazione che ha preceduto la stesura del regolamento, ha parlato l’assessore alle Attività produttive Musumeci. “Questa è una giornata da ricordare – ha detto -. Mettiamo finalmente la parola fine a un regolamento atteso da tempo, un regolamento di fondamentale importanza per gli imprenditori e per il decoro urbano che ha come obiettivo non burocratizzare ma rendere tutto più chiaro, con quadro di regole certe che permettano di coniugare sviluppo delle attività commerciali con la vivibilità urbana, ha aggiunto, sottolineando “la concertazione con operatori e sindacati, perché voleva essere una riforma condivisa e non calata dall’alto. Con questo regolamento, azzeriamo la confusione del passato e offriamo agli imprenditori procedure limpide e tempistiche certe – ha proseguito -: ritengo di fondamentale importanza che il sostegno al commercio non si tramuti in tolleranza verso gli abusi. Intendiamo così limitare anche gli eccessi della movida selvaggia, tutelando anche la popolazione residente che ha il diritto al riposo”.
Il dibattito in Consiglio comunale
Il dibattito poco partecipato, tra i rumori di fondo di un’aula che è apparsa un po’ distratta sugli interventi dei consiglieri comunali, tanto da imporre al presidente Anastasi di richiamare all’ordine, ha preceduto la presentazione degli emendamenti (55, oltre a 4 subemendamenti).

