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Catania, chiosco negato in viale De Gasperi: “Comune restituisca gli altri incassi”

Catania, chiosco negato in viale De Gasperi: “Comune restituisca gli altri incassi”
Comune di Catania

Dopo il no all’installazione nell’area di proprietà di Rfi, i legali della Royal food chiedono la revoca in autotutela e sollevano dubbi su concessioni, strisce blu e cartellonistica già autorizzate

CATANIA – Se il chiosco in viale Alcide De Gasperi non può essere realizzato perché l’area è di proprietà di Rete ferroviaria italiana, allora il Comune inizi a valutare la possibilità di dover restituire alla società di proprietà del ministero dell’Economia e delle Finanze tutte le somme incamerate in questi anni. Dal pagamento per la concessione dei dehors ai bar presenti in zona a quello relativo al pagamento degli strisce blu, fino alla cartellonistica pubblicitaria. Più che una provocazione, è la contromossa dei legali della Royal Food, società che oltre cinque anni fa ha avanzato richiesta per l’installazione di un chiosco per la somministrazione delle bevande nell’area a ridosso di piazza Europa.

Il ruolo di Rfi e il diniego del Comune di Catania

L’iter fin dal primo momento è risultato complicato per via del coinvolgimento di Rfi, nella veste di proprietaria della strada sotto cui passa una galleria. A metà dicembre dagli uffici di Palazzo degli Elefanti è arrivato il no definitivo alla richiesta della società proponente, ma gli avvocati Carmelo Barreca e Carmelo Anzalone hanno replicato con una richiesta di revoca in aututela del provvedimento, nella consapevolezza che sulla vicenda pende anche un ricorso al Tar. Il cuore della disputa riguarda la necessità, per poter procedere a una concessione dello sfruttamento del suolo di viale De Gasperi, di stipulare una convenzione tra il Comune e Rfi. Tale possibilità qualche mese fa era parsa parecchio concreta, considerato che a settembre scorso, durante una delle tante conferenze di servizi attivate in questi anni, un responsabile di Rfi diede parere favorevole all’installazione del chiosco, a patto “di regolarizzare gli aspetti patrimoniali con il Comune di Catania”.

In quella circostanza il responsabile di Rfi fece presente la necessità di procedere con la regolarizzazione anche delle altre particelle catastali oggetto di precedenti convenzioni stipulate a fine 2009. Tale passaggio ha spinto i legali di Royal Food ha sollevare perplessità in merito alla differenza di trattamento che il Comune ha riservato al progetto relativo al chiosco rispetto a quanto avvenuto con altre attività.

Le contestazioni legali e il principio di legittimo affidamento

Per Barreca e Anzalone, l’operato dello Sportello unico per le attività produttive (Suap) del Comune si sarebbe macchiato di “gravissima negligenza” comportando una “grave violazione del principio di legittimo affidamento”. Ingenerato dal fatto che nell’area in questione il Comune, da anni, ha installato a fini commerciali le strisce blu affidate a Sostare riscuotendo i corrispondenti introiti, ha rilasciato concessioni di suolo pubblico ad altri operatori economici, ha consentito l’installazione di cartelloni pubblicitari riscuotendo i corrispondenti introiti.

Per i legali della ditta proponente, la mancata stipula di una convenzione con Rfi che possa regolarizzare l’operato del Comune esporrebbe l’ente a responsabilità davanti alla Corte dei Conti e il possibile obbligo per Palazzo degli Elefanti di risarcire Rfi dei canoni e diritti economici incassati dalle altre attività senza averne formale titolo.

La posizione del Comune e l’uso pubblico dell’area

Secondo il Comune, tuttavia, le cose stanno diversamente. “La Royal Food – si legge nel preambolo del provvedimento di diniego rilasciato a dicembre – ha richiesto la sospensione del procedimento in attesa che il Comune sottoscriva una convenzione con Rfi per la regolarizzazione dell’utilizzo dell’area, evidenziando che Rfi si è dichiarata disponibile a istituire un tavolo tecnico per la definizione di un eventuale cessione del diritto reale di proprietà della suddetta area. La richiesta non può essere accolta”. Il motivo starebbe nel fatto che la concessione dell’area al Comune è stata finalizzata all’utilizzo come pubblica viabilità. “Il Comune non ha, quindi, la disponibilità giuridica dell’area per concederla in uso privativo commerciale, difettando del titolo necessario per poterla concedere in uso alla ditta. La mera disponibilità di Rfi a valutare una cessione futura non modifica la situazione giuridica attuale e la sospensione del procedimento, in attesa di eventi futuri e incerti, contrasterebbe con i principi di certezza e tempestività dell’azione amministrativa”.

In merito all’esistenza di altre attività in viale Alcide De Gasperi, nel provvedimento di rigetto del Comune si legge: “L’amministrazione provvederà ad eseguire le necessarie verifiche, ma tale ragione non legittima la richiesta della Royal Food, invero l’eventuale irregolarità di altre situazioni non può sanare l’impossibilità giuridica di concedere l’area richiesta. Il principio di buona amministrazione impone di non perpetuare situazioni di illegittimità”.

Regolamento comunale sui chioschi e bando pubblico

Altro tema che ha acceso la disputa è l’esistenza, dal 2023, di un regolamento comunale riguardante l’installazione dei chioschi, che prevede che le concessioni possano avvenire soltanto tramite bando pubblico. La Royal Food ha contestato l’applicazione sostenendo che “l’inerzia del Comune nell’adozione degli atti attuativi renderebbe illegittimo il diniego”.