Un confronto su questioni strutturali e non contingenti: ospite di questo Forum con il QdS, alla presenza del direttore Carlo Alberto Tregua, il comandante della Polizia municipale di Catania, Diego Peruga.
Al centro del faccia a faccia i temi legati alla sicurezza del territorio urbano e al funzionamento del Corpo dei vigili urbani: dal controllo del centro storico e delle aree più sensibili, fino al potenziamento dell’organico per un miglioramento dei servizi di prossimità. Senza dimenticare l’efficientamento delle attività della Municipale attraverso una sempre più rapida e capillare digitalizzazione delle procedure.
“Organico ringiovanito composto da 408 unità”
“Sono in servizio dal maggio del 2025 e ho trovato un Corpo di Polizia municipale ben strutturato. La città di Catania si presterebbe, ma occorre un processo di riorganizzazione molto lungo, anche a un’articolazione attraverso una suddivisione territoriale della Polizia locale per circoscrizioni. Questo ci potrebbe aiutare”.
“In passato vi era un presidio per ogni Municipalità, ma in atto non è più così, tranne qualche situazione particolare, in zone un po’ più a rischio. Ma contiamo e abbiamo in programma l’assunzione di altre venti unità e con queste contiamo di istituire i presidi nelle Circoscrizioni, almeno per un turno, che si articoleranno sia nella fascia antimeridiana che pomeridiana. Vogliamo istituire una sorta di ufficio di prossimità che ci possa fare avere anche degli input importanti di quello che accade nei territori. Un’interfaccia di ascolto di quello che il cittadino lamenta, rappresenta. Se pensiamo poi che abbiamo quartieri molto popolosi, penso a Librino, che ha gli stessi abitanti di una città di medie dimensioni, comprendiamo l’importanza di tale iniziativa. Dobbiamo avere una grande capacità di ascolto: non dobbiamo essere il nemico del cittadino, tranne quando è necessario, specialmente nei confronti di persone arroganti e poco rispettose. Noi siamo l’interfaccia verso il cittadino e il rigore deve essere accompagnato dalla disponibilità all’ascolto”.
“Sul fronte dell’organico, negli ultimi anni sono arrivate novità importanti. Grazie alle ultime assunzioni adesso possiamo contare su tantissimi giovani, scolarizzati, molti laureati anche con specialistica. E ci sono tante donne, circa 120. In totale, siamo arrivati a 408 unità nella Polizia municipale, grazie anche all’azione politica che è stata fatta nel recente passato, programmando passaggi così importanti. Occorre programmare e trovare risorse e, devo dire che, su questo l’Amministrazione è stata brava”.
“Nei prossimi mesi contiamo di assumere, con finanziamento del ministero dell’Interno, altre venti unità di personale a tempo determinato, ma l’obiettivo è quello della stabilizzazione. Anche perché abbiamo la maggior parte del personale assunto negli anni Novanta e che quindi, nel giro di poco tempo, andrà in pensione. Ci sono anche situazioni difficili: ho quasi ottanta unità che non posso utilizzare per servizi operativi all’esterno, per limitazioni oggettive. Ciò vuol dire che ho meno di trecento persone in strada, con tutto quel che ciò comporta, anche perché gestiamo anche ricorsi, contenziosi, ecc…”.
“Sanzioni utili anche sul fronte preventivo. Dobbiamo puntare a una città più ordinata”
“Sul fronte del rispetto delle regole è indubbio che Catania sia una città che deve migliorare molto. Per far questo dobbiamo portare all’effettività della sanzione, perché molte volte essa viene elevata ma non è effettiva. E quando i più non pagano la multa, il cui effetto non è solo repressivo ma anche preventivo, l’effetto è evidente. Quando a un cittadino viene comminata una sanzione, magari per distrazione, per fretta, il giorno dopo si ricorderà di questo e allora starà più attendo. Ecco perché parliamo di effetto preventivo. Tutto questo deve portare a una città più ordinata e rispettosa. Altrimenti caos e disordine prevarranno”.
“In via Plebiscito, per esempio, il caos è molto evidente. Abbiamo fatto numerosi controlli, rimosso più di quaranta veicoli abbandonati di fronte alle botteghe. In quella zona, poi, abbiamo un fenomeno molto radicato: chi vive e circola lì non indossa il casco. Sembra quasi un’identificazione di quel territorio. E su questo stiamo ragionando, anche con il mio vice, su strategie per contrastare un malcostume che ha una rilevanza sociale importante”.
“Cerchiamo in ogni caso di far sentire la nostra presenza sul territorio e lo facciamo, come già accennato, anche con operazioni congiunte, programmate in sede di riunione tecnica di coordinamento da parte della Questura. Recentemente abbiamo collaborato anche con i Carabinieri: la Stazione dell’Arma ha ricevuto diverse segnalazioni di auto abbandonate e poi, operativamente, siamo intervenuti noi, anche perché abbiamo una squadra specifica che si occupa di questo fenomeno molto diffuso. Si tenga conto che, solo nel 2025, abbiamo rimosso circa mille veicoli”.
“Una stretta collaborazione con le altre Forze dell’ordine”
“Quello della Polizia municipale, in una città come Catania, è un ruolo fondamentale, oggi decisamente irrinunciabile. La nostra attività è importante anche in relazione allo stretto rapporto di collaborazione che abbiamo con le altre Forze dell’ordine e il coordinamento si è sviluppato anche grazie alle direttive che sono arrivate dal ministero dell’interno. Penso per esempio a quello che si chiama ‘Attività di polizia integrata’, cioè un’integrazione che passa attraverso il tavolo prefettizio di coordinamento delle varie componenti. Tutte le volte che il Comitato si riunisce in tema di sicurezza, per esempio, viene convocato il sindaco insieme al comandante della Polizia locale”.
“In città noi siamo presenti al massimo delle nostre forze e abbiamo competenze ben definite, che attengono prevalentemente agli ambiti della Polizia stradale, ma non soltanto. Ci occupiamo, in generale, di tutti gli ambiti della sicurezza urbana e, su questi temi, noi siamo molto concentrati. Negli anni abbiamo inoltre assunto un ruolo importante nella gestione delle problematiche ambientali, anche perché è cambiata la sensibilità su questioni di questo tipo. Le tematiche ambientali sono diventate ormai molto rilevanti”.
“Gara attualmente in corso per avviare Send, il servizio per le notifiche digitali delle multe”
“Tra le aree su cui ci concentriamo maggiormente c’è anche il centro storico, dove abbiamo quattro unità ogni giorno tra Stesicoro e Duomo. Anzi, a Stesicoro abbiamo aggiunto un turno da quando si sono verificati spiacevoli episodi di cronaca e stiamo munendo il nostro personale di monopattini elettrici, dal momento che siamo in area pedonale. Così possono avere la capacità di spostarsi rapidamente e dare un presidio importante su un’area più ampia”.
“In tema di turismo facciamo delle verifiche su segnalazione. A volte, per esempio, l’ufficio dedicato ci dice di controllare alcune strutture o B&B e noi agiamo di conseguenza. Nei controlli effettuati nei mesi scorsi, per esempio, sono state elevate circa trecento sanzioni a soggetti che non esponevano il codice identificativo. È un’attività importante, anche perché dietro queste operazioni c’è la tassa di soggiorno che, nelle strutture abusive, non viene versata al Comune e, magari, incassata da chi affitta. Oltretutto, vi è un altro obbligo imposto dalla legge antiterrorismo, che dispone di registrare le presenze e segnalare all’autorità di pubblica sicurezza la presenza di ospiti”.
“Insomma, ci muoviamo su più fronti e cerchiamo di farlo innovandoci sempre di più. Tornando al tema delle sanzioni, per esempio, stiamo lavorando, finalmente, alla notifica digitale. Abbiamo questa nuova procedura che ha messo in campo il ministero dell’Economia e delle Finanze che si chiama Send, Servizio di notifiche digitali, che consente all’Amministrazione di trasmettere un flusso di dati da notificare a PagoPa, la società che è stata individuata a tale scopo. Non mandano il verbale tradizionale a casa ma, per chi ha l’app Io, inviano un avviso: se il destinatario apre il messaggio, l’atto si intende notificato. Se ha una Pec è già notificato. Senza App o Pec, PagoPa stampa un avviso e lo notifica con raccomandata tradizionale. Purtroppo non tutti hanno la Pec. L’attivazione di una casella di Posta elettronica certificata per tutti i cittadini rappresenterebbe un grande risparmio. Spero venga reso obbligatorio, anche se mi rendo conto possa essere una decisione impopolare. Per Send stiamo facendo una gara, in corso di espletamento, in cui abbiamo previsto anche questa modalità di invio”.

