CATANIA – C’è già un nome per chi dovrà occuparsi di ristrutturare e riqualificare l’ex centro sociale Auro, a Catania, trasformandolo in un centro servizi destinato al turismo. La gara d’appalto da oltre sei milioni di euro, di cui il Quotidiano di Sicilia si era già occupato alla fine dello scorso anno, segnalando i ritardi con cui la procedura era stata indetta rispetto a quanto annunciato nel 2024, è arrivata al traguardo.
In realtà ancora qualche passo va compiuto: nello specifico il responsabile unico del progetto, Fabio Finocchiaro, dovrà valutare le giustificazioni che la società prima in graduatoria è stata chiamata a presentare per motivare la sostenibilità della propria proposta tecnica-economica alla luce della possibile anomalia.
Offerta anomala al 24,8% di ribasso: scattano le verifiche sul Consorzio Vitruvio
Come già detto altre volte, l’alert riguardante l’anomalia si attiva in seguito al raffronto tra il punteggio rispetto a quello massimo previsto. Nello specifico, le verifiche scattano quando i punteggi sono superiori ai quattro quinti della soglia massima. Nel caso della gara per l’ex Auro, questo si è verificato sia per ciò che riguarda l’offerta economica – derivante dal ribasso sulla base d’asta, che nel caso in questione è stato del 24,8 per cento – che per l’offerta tecnica.
A dover fornire chiarimenti sarà il Consorzio stabile Vitruvio, con sede a Roma, ma legato a doppio filo con la Sicilia in quanto di proprietà della famiglia Mollica, noti imprenditori originari di Gioiosa Marea (Messina). Il Consorzio Vitruvio ha presentato l’offerta per conto delle consorziate Siar e Ares, anch’esse riconducibili ai Mollica. Stando a quanto appreso da questa testata, i termini per presentare le giustificazioni scadevano ieri. Dopodiché spetterà al Rup valutarne l’accoglimento. A quel punto si potrà procedere per l’aggiudicazione definitiva che porterà alla firma del contratto.
Il progetto: 4.900 metri quadrati tra via Vittorio Emanuele II e una corte centrale
“Il fabbricato occupa l’isolato interposto tra via Vittorio Emanuele II, via Sant’Agata e via Santa Maria del Rosario – si legge nella relazione illustrativa del progetto -. Questo si sviluppa su quattro livelli fuori terra, per una superficie totale di circa 4.900 metri quadrati collocati attorno a una corte centrale. L’intervento riguarda solo alcune porzioni dell’edificio collocate al piano terra e al piano primo, alcune proprietà del Comune di Catania e altre dell’Azienda sanitaria provinciale, quest’ultime oggetto di un protocollo con la stazione appaltante per la realizzazione dell’intervento”.
Un hub turistico nel cuore di Catania: caffè, bookshop, coworking e sala conferenze
L’obiettivo dell’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Enrico Trantino, è quello di creare un centro di informazione e accoglienza turistica che dia la possibilità ai visitatori “di accedere a tutte le informazioni utili per il loro soggiorno nel territorio, far conoscere l’offerta e le opportunità turistiche disponibili, le possibilità ricettive, i circuiti enogastronomici le iniziative artistiche e culturali”. Nella relazione illustrativa viene specificato che “il nuovo hub deve svolgere una funzione strategica per l’immagine della città e rappresentare un punto di osservazione privilegiato delle tendenze che caratterizzano il turismo contemporaneo per valutare – si legge nel documento – le caratteristiche dei flussi turistici, della domanda e le sue trasformazioni, fornendo dati analitici da utilizzare per attuare strategie di pianificazione adeguate”.
La rifunzionalizzazione del bene, che per tanti anni è stato un centro sociale punto di riferimento e aggregazione per tanti giovani e non, provenienti sia dalla città che dalla provincia, passerà anche da interventi sul fronte del miglioramento delle prestazioni energetiche ma anche da maggiori garanzie sul fronte antisismico. Il progetto esecutivo, realizzato da 2T Architettura, Eurpo, Arch. Fabrizio Occhipinti Amato e Arch. Sebastiano Di Mauro, prevede la realizzazione di spazi pubblici, semipubblici e privati. Tra i primi rientrano un caffè, la reception bookshop, la galleria botanica, un’area espositiva e una multimediale. Il nuovo centro sarà dotato pure di una sala conferenza e di uno spazio di coworking oltre agli uffici amministrativi.
Trantino, in occasione della presentazione del progetto nel 2024, lo definì “un’iniziativa dal forte valore simbolico, che restituisce alla città un’area stupenda che era stata occupata illegalmente”.

