Catania

Catania, Consiglio comunale in campo contro l’aumento della Tari

iCATANIA- Lo spettro dell’aumento della Tari preoccupa tanti. I cittadini ma anche i loro rappresentanti in Consiglio comunale che, di fronte alla concreta possibilità di dover approvare un aumento della tassa per i rifiuti solidi urbani del 18%, a fronte di un servizio non certo ineccepibile, hanno preso carta e penna e scritto al sindaco facente funzioni. Nella lettera, firmata da tutti i consiglieri, si chiede di attivare il dialogo con le istituzioni per scongiurare un aumento che, per i rappresentanti politici, sarebbe difficile spiegare ai catanesi che, sebbene abbiano oggettive responsabilità nell’insozzamento della città, pagano già la tassa tra le più alte in Italia.

Una lettera al sindaco facente funzione

La richiesta è chiara, nelle discussioni su aumento dei costi in un momento in cui l’inflazione fa sentire già i suoi effetti, i consiglieri chiedono il “coinvolgimento diretto della presidenza, dei vicepresidenti e di tutti i Capigruppo consiliari – si legge – con la partecipazione a tutti i tavoli politici, tecnici e istituzionali, per evitare che si realizzi uno sconsiderato aumento della Tari, che per moltissime famiglie e imprese sarebbe insostenibile. È indispensabile – prosegue la missiva – che il governo e il parlamento, nazionale e regionale, si facciano urgentemente carico del problema e adottino provvedimenti utili a scongiurare questo ulteriore aumento tariffario verso la cittadinanza catanese e siciliana, raccogliendo le sollecitazioni che arrivano dagli Enti locali e dai consigli comunali, organi che meglio di ogni altra espressione istituzionale conoscono le concrete necessità dei siciliani. Non esiteremo – continuano i consiglieri – a recarci a Palermo o Roma per protestare contro l’eventuale inerzia delle istituzioni”.

Ma c’è chi si spinge oltre e, di fronte a quello che i rappresentanti dei cittadini a Palazzo degli elefanfi definiscono “evidente malfunzionamento dei meccanismi di conferimento dei rifiuti”, chiede la riduzione della Tari. Sono i consiglieri comunali Bartolomeo Curia e Giovanni Grasso che, giurisprudenza alla mano chiedono che la tariffa venga ridotta. “Appare doveroso – affermano – evidenziare all’amministrazione comunale che, ai sensi dell’art. 1 comma 656 della L. 147 del 2013, “la Tari è dovuta nella misura massima del 20% della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente”.

Curia e Grasso citano poi l’ordinanza n. 5940 del 23/02/2022 della Corte di Cassazione che “ha confermato l’orientamento di prassi secondo cui, anche in assenza di una previsione in regolamento, spetta la riduzione della Tari nel caso in cui il servizio di raccolta rifiuti non venga svolto”. Insomma, secondo i due consiglieri i catanesi dovrebbero corrispondere meno del richiesto. Ed è per questo che chiedono al vicesindaco e primo cittadino facente funzioni, Roberto Bonaccorsi, di voler “agire in conformità alla legge – concludono – dando mandato agli uffici competenti di operare le dovute riduzioni della tariffa Tari”.