Un confronto su questioni strutturali e non contingenti: ospite di questo Forum con il QdS, alla presenza del direttore Carlo Alberto Tregua, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, Marco Filipponi.
Al centro del confronto le prerogative delle Fiamme gialle in relazione alla complessità della provincia etnea: dal contrasto all’economia illegale a tutela di chi opera rispettando le regole alla tutela delle risorse pubbliche, con particolare attenzione rivolta al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Riflettori anche sulla contraffazione e i rischi che i consumatori possono correre nell’utilizzo di questi prodotti.
“La provincia di Catania contesto molto complesso”
“Quello della provincia di Catania è un contesto molto complesso, che ci impegna su tutti i fronti in cui si esplicano i molteplici compiti normativamente attribuiti alla Guardia di finanza, quale Forza di polizia a competenza generale in materia economico finanziaria. L’azione del Corpo persegue, con un approccio trasversale, tre ‘obiettivi strategici’. Il primo è la tutela delle entrate e, quindi, l’azione di contrasto dei fenomeni di frode ed evasione fiscale. Catania è una provincia molto rilevante da un punto di vista economico, sia nel panorama regionale sia in tutto il Sud Italia. Altrettanto importante è il fronte della tutela della spesa pubblica. Così come in altri contesti territoriali, la provincia è destinataria di considerevoli risorse che provengono dal Pnrr e, più in generale, da fonti pubbliche, che vengono acquisite e impiegate a vario titolo. Noi siamo costantemente impegnati nelle attività tese a verificare il corretto impiego di queste risorse. E poi c’è il contrasto della criminalità economico-finanziaria sotto i vari punti di vista, al fine di impedire l’ingresso, sotto qualsiasi forma, degli interessi criminali nell’economia legale e salvaguardare, al contempo, la correttezza del mercato e il rispetto della concorrenza leale. Sono tutti e tre fronti molto importanti, che trovano in questa provincia tutti pari rilievo sotto il profilo investigativo e a cui si aggiunge un obiettivo ‘strutturale’, ossia quello del concorso all’ordine e alla sicurezza pubblica garantito dal Corpo”.
“A quanto appena descritto aggiungiamo il fatto che la Guardia di Finanza è presente a Catania anche con le sue componenti navale e aerea, che – oltre a operare in stretta sinergia con quella ‘terrestre’ – sono fondamentali per lo svolgimento delle funzioni, proprie della Guardia di finanza, di unica Forza di polizia operante sul mare per garantire la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. In tale ambito si inquadrano le attività di contrasto ai traffici di stupefacenti, armi e migranti, la sorveglianza e il controllo del mare e dello spazio aereo sovrastante per il monitoraggio della frontiera marittima. A queste componenti (ossia quella terrestre, navale e aerea), quale ‘unicum’ a livello nazionale, si aggiunge sempre a Catania quella del soccorso alpino, con la Stazione di S.A.G.F. di Nicolosi, che ha competenza su tutta la Sicilia e che spesso opera sull’Etna, dove la presenza di tanti escursionisti comporta anche il verificarsi di numerose emergenze. Il Soccorso Alpino della Guardia di finanza (S.A.G.F.) costituisce la “polizia della montagna”, che opera in stretta sinergia con gli altri organismi ed enti del settore, oltre che in sistematico coordinamento anche con la componente aerea del Corpo, fondamentale in queste zone montane. Ci avvaliamo anche di ausili tecnici tecnologicamente all’avanguardia, come gli IMSI Catcher che ci consentono di rilevare la presenza di dispositivi e smartphone ubicati in determinate aree territoriali, funzionali all’individuazione di gente che sia smarrita o in difficoltà. Occuparsi della montagna per la GdF è una tradizione antichissima che nasce dal nostro servizio di confine che da sempre ha operato per il contrasto al contrabbando”.
“Organizzazioni sempre più evolute infiltrate nell’economia legale”
“L’evasione fiscale costituisce un fenomeno che per la Guardia di finanza è da sempre assolutamente centrale nella propria azione di servizio. Del resto, l’evasione rappresenta un grave ostacolo allo sviluppo economico in quanto non solo determina un mancato gettito nelle casse dell’Erario di risorse che potrebbero essere dedicate a politiche di sostegno delle fasce più deboli della cittadinanza ma anche perché genera un effetto distorsivo sulla concorrenza atteso che chi evade si pone in una posizione di assoluto privilegio e vantaggio rispetto a tutti gli altri operatori del mercato che, lavorando legalmente, non sono in grado offrire gli stessi livelli di competitività”.
“La nostra azione di contrasto agli evasori fiscali è quindi volta a tutelare gli operatori che rispettano le regole, intercettando e neutralizzando l’operatività sul mercato di quelli che operano in modo illecito. In questa prospettiva, la nostra attenzione si concentra, in particolar modo, sugli evasori totali, sui responsabili di condotte fraudolente e sui contribuenti connotati da un elevato indice di pericolosità fiscale, con la ricostruzione anche dei relativi flussi finanziari ai fini dell’applicazione delle misure di contrasto patrimoniale che rappresentano lo strumento più diretto ed efficace per il recupero degli importi indebitamente sottratti alla collettività attraverso queste condotte illecite”.
“Naturalmente siamo attivi anche sul fronte del contrasto al lavoro ‘nero’: in provincia di Catania nel 2025 abbiamo individuato oltre 300 lavoratori irregolari, di cui circa 240 completamente in ‘nero’. Quando si parla di “sommerso da lavoro”, ci si riferisce anche a fenomeni connessi all’illecita somministrazione di mano d’opera e ai distacchi di personale fittizi, che spesso sono associati a forme di sfruttamento del lavoratore ricomprese nella fattispecie del ‘caporalato’. I nostri controlli per il contrasto del lavoro ‘irregolare’ sono svolti, in modo mirato, presso quelle attività che sono caratterizzate da più elevati profili di rischio anche in relazione al settore in cui esse operano”.
“La criminalità organizzata, anche quella di stampo mafioso, pur continuando in alcuni contesti a operare secondo logiche tradizionali, si è sempre più evoluta attraverso meccanismi d’infiltrazione nell’economia legale, rivelatisi funzionali non solo al riciclaggio dei proventi illeciti conseguiti, per esempio, attraverso il traffico degli stupefacenti, ma anche a ‘far fruttare’ tali proventi attraverso le variegate forme di reimpiego, appunto, nell’economia legale. È un fenomeno che si registra soprattutto nei territori che da un punto di vista economico offrono di più e proprio per questo Catania è uno snodo importante. In questo contesto, è talvolta emerso in alcune attività investigative, anche a livello nazionale, il coinvolgimento di professionisti che a vario titolo svolgono attività asservite alla realizzazione dei progetti delle organizzazioni criminali”.
“Distorsioni nella concorrenza e potenziali rischi per la salute”
“Il fenomeno della contraffazione può essere considerato un “moltiplicatore di illegalità”, alimentando fenomeni di lavoro sommerso, evasione fiscale e riciclaggio, nonché spesso gli interessi “imprenditoriali” della criminalità organizzata. A questo si aggiunge che chi compra e utilizza merce falsa mette a rischio la propria salute. I beni contraffatti non sono prodotti dalla filiera “ufficiale”, controllata, e quindi possono essere realizzati utilizzando anche prodotti tossici nocivi per la salute”.
“La nostra azione di contrasto nello specifico settore è sistematicamente orientata alla ricostruzione della “filiera del falso”, al fine di individuare, in particolare, coloro che, “a monte”, si siano occupati di organizzare la produzione e la successiva commercializzazione ai vari livelli dei beni in questione. Parimenti potenzialmente pericolosi per la salute sono i beni che non rispettano i requisiti dal Codice del consumo, in quanto privi di informazioni sulla relativa composizione, provenienza, modalità d’uso, oppure recano etichette con informazioni false. Specie quando si tratti di generi di prodotti destinati ai bambini, la sensibilità dovrebbe essere aumentata. Ci sono periodi dell’anno, pertanto, in cui, anche per questo motivo, siamo chiamati a intensificare i nostri sforzi: si pensi ad Halloween, Natale o al Carnevale, dove normalmente c’è un maggiore ricorso all’acquisto di questi beni, soprattutto destinati ai bambini, che chiaramente consideriamo una fascia più debole da proteggere”.
“Verifiche e controlli sul fronte della spesa con funzione preventiva, oltre che repressiva”
“Le nostre proiezioni operative sono state ridefinite dal decreto legislativo n. 68 del 2001 che, mantenendo inalterate le previgenti disposizioni riguardanti le funzioni di polizia tributaria e polizia giudiziaria, ha attribuito alla Guardia di finanza quelle di ‘polizia economica e finanziaria’ e, in tale contesto, quello di ‘polizia della spesa pubblica’, a tutela dei bilanci dell’Unione europea, dello Stato e degli Enti locali”.
“Il settore della tutela della spesa pubblica ha quindi per noi assunto una rilevanza sempre maggiore, consentendoci peraltro di operare ‘trasversalmente’ nella ‘lotta agli sprechi’ sfruttando i poteri e le peculiari competenze attribuite alla Guardia di finanza anche in altri ambiti. Al Corpo è stato attribuito negli ultimi anni il compito di rafforzare la strategia antifrode che il sistema Paese si è impegnato ad attuare per garantire che le ingenti risorse messe a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (P.N.R.R.) consentano di raggiungere gli obiettivi di rilancio e di rafforzamento strutturale dell’economia. In altri termini si tratta di tutelare le condizioni affinché progetti e investimenti possano essere realizzati in una cornice di piena legalità. Il Corpo agisce sia sul piano della prevenzione che su quello della repressione degli illeciti, impegnandosi, anche qui in provincia di Catania, nell’esecuzione di interventi amministrativi d’iniziativa, mirati prioritariamente alla verifica dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti per la richiesta della specifica erogazione pubblica, nonché alle connesse modalità di impiego e destinazione delle risorse”.

