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Catania, il bilancio su Sant’Agata: la festa si allunga sempre di più

Catania, il bilancio su Sant’Agata: la festa si allunga sempre di più
Festa di Sant’Agata 2026

Il fercolo è rientrato ieri alle 13 tra le critiche, compresa quella del sindaco, per i fuochi del Borgo sparati in pieno giorno. Intanto sullo svolgimento delle celebrazioni resta forte il monito dell’arcivescovo

CATANIA – I fuochi d’artificio, gli ultimi, alle 12,43 hanno anticipato il rientro delle 13,00, tra fazzoletti bianchi e telefoni cellulari. Si è chiusa ieri in maniera composta e partecipatissima, ma come sempre accompagnata da accese polemiche, prima fra tutti quella sul rientro in Cattedrale sempre più tardi in un giorno a tutti gli effetti lavorativo, la Festa di sant’Agata che quest’anno compie Novecento anni. Sotto un sole tiepido e un cielo terso, seguito dallo sguardo di migliaia di devoti, il busto reliquiario della Patrona ha fatto rientro nella “Cameretta”: uscirà tra otto giorni, per l’Ottava. Una tre giorni, diventati ormai quattro, caratterizzata quest’anno da alcune novità che ne hanno agevolato il percorso – come ad esempio, l’ingresso contingentato in via Crociferi per il canto delle suore Benedettine – ma anche dall’assenza delle Candelore durante buona parte del percorso: uno stop, a quanto pare, dovuto all’episodio, immortalato da tantissimi cellulari, della presunta “sfida” tra quella degli ortofrutticoli e quella dei pescivendoli che ha portato l’arcivescovo Renna a parole dure di condanna.

Le parole dell’arcivescovo Renna

“Agli adulti, che siete per lo più quelli che questa sera siete nel cordone, pregate e seguite il fercolo. Anche a voi che seguite le candelore e che forse ieri avete ironizzato e scommesso perché due candelore hanno ostacolato il normale decorso della processione – ha detto -: ho letto alcuni post che inneggiavano a queste cose, e devo dedurre che a qualcuno di voi di sant’Agata non interessa nulla, vi piace fare solo gare, corse, scommesse. E con queste cose voi rovinate la vostra vita, quella dei vostri figli e quella di Catania”.

Renna ha ricordato anche chi ha subito danni ciclone Harry e i cittadini di Niscemi, invocando la solidarietà come quella di Agata per i suoi concittadini, non dimenticando la devianza giovanile, con il brutto episodio di violenza ai danni del ragazzino pestato dal branco. “Catania c’è tanta gente di buona volontà che fa il suo dovere, tanto volontariato, tante persone che si prendono cura degli altri, delle loro famiglie, in silenzio – ha sottolineato Renna -. C’è un ragazzo a cui hanno fatto del male, ma ci sono tanti amici che sanno stare insieme senza violenza; ci sono genitori che privano i loro figli del futuro trascurandoli, ma tanti altri che si prendono cura di loro ‘spaccandosi la schiena’. Ecco, davvero essi sono coloro che costruiscono la loro città, la nostra città, con Dio”.

Fuochi d’artificio e polemiche sul rientro

Inevitabili le polemiche, molto accese, per i tempi del giro esterno, giorno 5 febbraio: per la prima volta i tradizionali fuochi di piazza Cavour, il Borgo, sono stati sparati alle 7,30 del mattino. In pieno giorno. “Soldi sprecati”, “Che vergogna”, “Un insulto a chi, in questo momento, ha perso tutto”, sono solo alcuni dei commenti che, sui social, hanno accompagnato gli ultimi momenti della festa. Un episodio sul quale è intervenuto immediatamente il primo cittadino, Enrico Trantino.

L’intervento del sindaco di Catania

“Nel mio ruolo – ha scritto il sindaco sui suoi canali – sono soddisfatto per la compostezza che ha caratterizzato la processione. Non altrettanto per i tempi. Capisco chi non si vuole separare da Agata, ma dobbiamo imparare che è doveroso consentire a chi deve lavorare di poter vedere il rientro in Cattedrale. Trovo insensato spendere soldi per i fuochi del Borgo che con la luce del giorno nessuno può vedere – ha aggiunto. Ci confronteremo anche su questo nei prossimi giorni”.