Il video che sta facendo il giro del web lascia pochi dubbi. Lo ha postato “Ibridishop” mostrando immagini inequivocabili: una lunga serie di botteghe sfitte in quella che, fino a poco tempo fa era una delle zone commerciali più dinamiche. Soffre la via Etnea a Catania, una delle vie più importanti della città è costellata di saracinesche abbassate e cartelli vendesi o affittasi. Il video mostra in particolare la parte che dalla villa Bellini al viale XX Settembre, ma la situazione in alcune parti della città è critica. Canoni alti, concorrenza del web e dei grandi centri che circondano la città, sono tra le cause della moria del piccolo commercio, che resta vivace solo per quel che riguarda il food e poco altro, come ci spiega l’assessore alle Attività produttive del Comune di Catania, Giuseppe Musumeci.
Affitti insostenibili e crollo del commercio di vicinato: la crisi di via Etnea
“Recentemente, abbiamo avuto una riunione con le associazioni di categoria durante la quale è emerso che, nel 2024 e nel 2025, Catania ha perso numerose attività – afferma il rappresentante della Giunta comunale -. Via Etnea non fa eccezione – aggiunge: soffre molto per i giganti delle vendite online ma anche la presenza di tanti centri commerciali. Ma soprattutto – prosegue – mi dicevano che i costi di affitto per una bottega piccolina in questa zona sono diventati insostenibili“.
Una serie di concause che stanno mettendo ulteriormente in ginocchio il piccolo commercio di vicinato e per le quali l’amministrazione può fare poco, per quanto alcuni settori non siano affatto in crisi. “Abbiamo visto che il settore del cibo resiste e tiene in piedi l’economia di questa zona di Catania – continua Musumeci – ma, sinceramente, vorrei evitare che il salotto buono diventi una friggitoria”.
Il Comune di Catania post-dissesto: niente agevolazioni, ma si punta ai canoni calmierati
Una delle possibilità, secondo l’assessore, potrebbe essere quella del bando regionale per sostenere le startup per chi vuole investire, “ma di agevolazioni come Comune, in questo momento, non riusciamo a darne perché non abbiamo risorse”.
D’altronde, fa presente Musumeci, Palazzo degli Elefanti è da poco uscito dalla procedura di dissesto e affronta adesso la delicatissima fase del post. “Non possiamo immaginare esoneri della Tari, ad esempio, o canoni agevolati, perché non ci sono le risorse. Quello che si potrebbe fare – afferma ancora – è un tavolo di concertazione con i grandi proprietari di via Etnea per trovare una soluzione per dei canoni calmierati per occupare le botteghe sfitte”.
Non tutto in crisi, però: “Vero che chiudono tante attività – dice – ma è vero che ne aprono altre e che Catania attira importanti marchi”.
Mercato di piazza Carlo Alberto: censimento, regolarizzazione e decoro urbano
Musumeci interviene anche su un’altra questione relativa al centro: il mercato di piazza Carlo Alberto e la volontà, espressa dal sindaco Trantino, di intervenire per mettere ordine nello storico sito. “Stiamo procedendo a fare un censimento per poi avere una mappatura degli operatori e poi assegnare gli stalli – spiega l’assessore -. Bisogna capire chi è in regola e chi no e assegnare gli spazi a chi ne ha diritto. Se possibile, poi, vedremo di mettere in regola anche gli abusivi, che ci sono”.
Non solo: la volontà è quella di intervenire anche sul fronte igienico sanitario. “Soprattutto nell’area alimentare, dove abbiamo fatto controlli e sono state riscontrate carenze – continua: bisogna regolarizzare ma soprattutto rendere il mercato decoroso. Questa è una zona identitaria della città – conclude – e che va valorizzata e tutelata”.

