CATANIA – Fare sistema, una rete fitta e interconnessa in un lavoro sinergico per lo sviluppo di Catania, della sua provincia e, in generale, dell’intera Sicilia. È quanto chiedono gli esperti del settore, amministratori, imprenditori, professori e portatori di interesse per quel che riguarda le infrastrutture Catania, tema al centro dell’incontro di ieri organizzato da Confindustria Catania. Un momento di riflessione e di scambio di esperienze ed esigenze per non perdere l’importante treno dell’innovazione e della crescita. D’altronde, “Catania è la quinta area metropolitana del Paese per posizione geografica e rappresenta un punto di riferimento per oltre un milione di persone che ogni giorno si muovono dentro e intorno alla città”, ha detto il vicesindaco Massimo Pesce, in apertura dei lavori.
Porto e Aeroporto di Catania: asset strategici per lo sviluppo economico
“Una giornata dedicata a un tema fondamentale per il futuro della nostra città e della Regione – ha confermato Antonello Biriaco, past president dell’associazione degli industriali etnei e padrone di casa in assenza della presidente Busi. Un tema – ha proseguito – che va direttamente al cuore dello sviluppo economico di Catania. Le infrastrutture sono, infatti, il motore che alimenta la crescita di una comunità, il filo che collega le persone, le imprese e i territori, e l’elemento chiave per affrontare le sfide del futuro. Non si possono stabilire le fondamenta della Catania del futuro senza partire dai suoi due asset principali: il Porto e l’Aeroporto. Entrambi nodi fondamentali dell’economia dell’isola, in piena fase di espansione, in termini di passeggeri ma anche di infrastrutture, e fulcro imprescindibile dello sviluppo dell’intero territorio. Come evidenziato dall’amministratore delegato della Sac – la società che gestisce l’aeroporto etneo e quello di Comiso – Nico Torrisi. “La visione strategica d’impresa e di sistema è quello che fa a crescere – ha detto, sottolineando come l’intermodalità di cui si parla debba essere un concetto concreto. “Deve essere una realtà per un territorio che ne ha bisogno”, ha insistito, ponendo l’accento su quanto messo in atto dall’assessorato regionale delle Infrastrutture, retto da Alessandro Aricò, che ha finanziato un piano viario a servizio dello scalo di Comiso. “Se lo scalo ragusano ha visto riconosciuta la continuità territoriale, ha aggiunto Torrisi, è perché l’Europa considera quel territorio fortemente disagiato e fare i collegamenti per quello scalo è fondamentale”.
Intermodalità e sistema portuale: il ruolo dell’Autorità portuale di Catania
Intermodalità, sistema, integrazione e sinergia. Sono i 4 concetti su cui si sofferma Riccardo Lentini, direttore delle Grandi infrastrutture dell’Autorità portuale di Catania. Autorità che gestisce ben 4 porti, Catania, Augusta, Siracusa e Pozzallo. “Il porto è un sistema, come l’aeroporto – ha affermato. Siamo due realtà sostanzialmente leader, che movimentano un traffico che supera il 50% di quello dell’intera Regione. Per noi, integrazione significa dare a ciascun porto un ruolo sostanziale per lo sviluppo futuro”. Il commerciale per Pozzallo, il turistico per Siracusa, “Qui abbiamo in corso un concorso di progettazione e realizzazione della stazione marittima”, ha continuato Lentini. E ancora Augusta, “dove è in corso di redazione il Piano regolatore portuale e Catania per cui “l’attività turistica e commerciale rimangono il core. Il futuro del porto passa attraverso alcuni concetti principali – ha aggiunto: trovare spazi e aprire il porto alla città”.
Università, mobilità e Pug: pianificazione strategica per Catania
Altri asset strategici, l’Università di Catania, come hanno evidenziato Antonio Pogliese, presidente del Centro di documentazione, ricerca e studi sulla cultura dei rischi, e il direttore del dipartimento di Ingegneria civile dell’ateneo, Matteo Ignaccolo; la rete delle infrastrutture per la mobilità, aspetto approfondito da Alessandro Di Graziano, ordinario di UniCt, nonché ex direttore generale della Ferrovia Circumetnea; le scelte urbanistiche e la programmazione su regole certe, in primis il Piano urbanistico generale (Pug), aspetti affrontato da Salvo Messina, vicepresidente di Ance Catania e dal direttore dell’Urbanistica del Comune di Catania, Biagio Bisignani.
“Abbiamo una serie di saperi a Catania, una quantità di progetti, materiali, soluzioni, talmente tale che per fare il Pug basta solo metterli a sistema – ha detto il dirigente comunale. Fare sistema significa mettere d’accordo i vari interessi, non dire che nessuno né ha. E il Pug deve catalizzare tutti i vari interessi e farli diventare sistema”. Non perdendo tempo prezioso.

