Dopo mesi di lavoro, sono state chiuse le indagini sulla truffa dei centri dentistici Visodent di Catania e dintorni. Come noto infatti, sono stati in centinaia i pazienti che, spesso dopo aver pagato il tutto in anticipo, sono stati poi sottrattati alle varie cure da tempo programmate, rimanendo in certi casi in condizioni di salute precarie.
Sul caso, da tempo si sono accesi i fari della Procura a Catania che, in queste ore, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di Roberto Maria La Torre e Bartolo Conte. Sono loro infatti i due indagati per un centinaio di truffe sull’intero territorio locale e oltre, con l’inchiesta che è stata avviata dall’aggiunto Fabio Scavone, attivo da settimane sul caso.
Catania, chiuse le indagini sul caso Visodent: le accuse nei confronti di C0nte e La Torre
A conclusione delle indagini di tipo preliminare si attendono dunque maggiori sviluppi nelle prossime settimane. Intanto, le accuse a carico di Roberto Maria La Torre e Bartolo Conte sono importanti, con il reato di truffa all’indirizzo di un centinaio di persone della zona e anche oltre i confini. Conte sarebbe infatti il proprietario e amministratore di “Dental Italia Uno s.r.l.” e Dental Italia Due s.r.l.”, in concorso col collega specialista La Torre, amministratore di diritto delle due società.
Conte, insieme al collega ad delle due società responsabili delle cure di un centinaio di pazienti su tutto il territorio locale, avrebbe continuato a proporre delle prestazioni sanitarie a pagamento. Il tutto però, sembra pur essendo al pieno consapevole della progressiva incapacità della società di adempiere agli obblighi sanitari assunti.
I ritardi nei pagamenti a staff medico, fornitori e amministrazione che rende il quadro di Visodent ancora più complesso
Una situazione già molto complessa per la società responsabile e resa aggravata dai numerosi ritardi accumulati nei confronti dei fornitori per quanto riguarda i vari pagamenti, stesso discorso per il personale medico sanitario, paramedico e amministrativo. In sostanza un tilt di un sistema per intero, con i pazienti che sono stati indotti ad anticipare i soldi richiesti per le prestazioni mediche odontoiatriche per poi, una volta pagato tutto il lavoro stimato (in alcuni casi anche da migliaia di euro versati con largo anticipo), non ricevere in diversi casi alcun trattamento o, in altri casi, essere solo in parte sotto servizi causando anche ulteriori danni alle complicazioni già presenti.
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