CATANIA – “Invogliare la popolazione alla cura e alla manutenzione degli edifici da loro abitati”. C’è anche questo tra gli effetti a valle che il Comune di Catania spera di ottenere dalla riqualificazione di una delle torri di Librino che ricadono nel lotto De-7 del quartiere di Librino.
Il progetto del Comune di Catania
Si tratta di uno dei tre edifici – uno non è mai stato realizzato, un altro è abitato, il terzo sarà oggetto di lavori di recupero – che caratterizzano il Polo di servizi previsti nel piano urbanistico che a inizio anni Settanta venne progettato da Kenzo Tange e la cui visione si è scontrata con una realizzazione soltanto parziale delle opere e poi con il progressivo abbandono dell’intera zona.
La ristrutturazione dell’edificio di dodici piani, che ospita settantadue appartamenti, passerà anche da opere di demolizione. Di tutto ciò si occuperà la società Ingegneria Costruzioni Colombrita, vincitrice della gara d’appalto gestita da Invitalia, l’agenzia del governo con cui il Comune di Catania ha stipulato una convenzione. La gara valeva oltre sei milioni ed è stata aggiudicata per l’importo di 4.573.672,79 euro, oltre Iva. La cifra è frutto del ribasso 31,975 per cento presentato dall’impresa catanese, che si è piazzata prima nella graduatoria con un punteggio complessivo di 67,26 punti su un massimo di cento.
“L’operatore economico Ingegneria Costruzioni Colombrita ha ottenuto un punteggio per l’offerta tecnica pari a 57,615 punti e un punteggio per l’offerta economica pari a 9,645 punti”, si legge nel provvedimento che ufficializza l’aggiudicazione dell’appalto.
Lavori di recupero della torre di Librino
“Gli interventi che sono stati previsti – si legge nella relazione generale del progetto redatto dagli architetti Giuseppe Ippolito e Sabina Zappalà, e dall’ingegnere Orazio Pellegrino – mirano a rendere fruibili tutti gli alloggi esistenti e degradati, ivi comprese le superfici a servizio delle residenze il che dà l’opportunità di riqualificare alcune tra le zone più significative di tutto il quartiere”.
La ristrutturazione sarà finanziata con fondi comunali e fondi provenienti dal Poc Metro 2014-2020. L’immobile si trova al civico 5 del viale Biagio Pecorino. I dodici piani poggiano su un basamento di quattro piani destinato a parcheggio interrato per i residenti, un piano di sottonegozi, uno per negozi e uno per uffici.
“L’edificio – prosegue la relazione – versa in condizioni di grave degrado, diventando così non solo simbolo del disagio in cui versa l’intera area ma soprattutto elemento a rischio per intrusione di attività criminali creando così disturbo per la vita degli abitanti vicini e di tutto il quartiere. La presenza di edifici, posti nelle immediate vicinanze, di proprietà dell’Istituto autonomo Case popolari, dello stesso Comune, nonché le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, hanno reso indispensabile il recupero dell’immobile al fine di consentire a tutti gli abitanti del comparto edilizio una vita tranquilla e sicura con la possibilità di funzionamento e accesso a tutte le altre opere limitrofe”.
Il progetto di recupero degli alloggi a Librino
Il Polo di servizi di cui fa parte la torre è quello chiamato San Giorgio-San Teodoro. Gli appartamenti al proprio interno hanno superfici variabili, i più piccoli sono di 46 metri quadrati, mentre i più grandi raggiungono i 96 metri.
“Alla base dell’edificio in oggetto vi è una piazza pedonale che in modo non interferente con la strada carrabile unisce l’edificio con l’altra torre identica già costruita e abitata e dove potranno organizzarsi negozi per commercio di prima necessità. Chiaramente – viene sottolineato – la condizione di incompiutezza, abbandono e degrado in cui versa l’edificio ha causato il dilagare degli atti vandalici e l’impossibilità di rendere attivo ciò che il progetto prevedeva”.
Le opere incluse nel contratto di appalto comprendono la rimozione degli inerti e dei rifiuti presenti al momento, e poi interventi sulle tamponature esterne e sulle tramezzature interne, la sostituzione delle pavimentazione e dei rivestimenti, la collocazione di nuovi infissi capaci di migliorare le prestazioni energetiche e il rifacimento dei servizi igienici. Alla ditta appaltatrice spetterà inoltre il rifacimento degli impianti mai completati o ormai inutilizzabili, come quello elettrico, idrico, fognario, nonché l’ascensore e l’impianto fotovoltaico.
Tempi dei lavori della torre di Librino
Per il completamento di quanto previsto nel progetto serviranno circa due anni. “Il termine finale per l’esecuzione delle prestazioni oggetto dell’appalto – si legge nel disciplinare di gara – è di 730 giorni naturali e consecutivi, decorrenti dalla data del verbale di consegna dei lavori”.

