Il sistema produttivo della provincia di Catania è in forte sofferenza. Le imprese stanno subendo conseguenze pesanti, con perdite già valutate come ingentissime. Per far fronte a questo scenario, Confindustria Catania ha già avviato una ricognizione strutturata tra le aziende del territorio per raccogliere segnalazioni dettagliate. “La situazione è estremamente seria e mette a rischio la continuità produttiva di molte imprese”, dichiara la Presidente di Confindustria Catania, Cristina Busi. “Siamo già consapevoli dell’entità dei danni, ma un monitoraggio accurato è indispensabile per rappresentare con forza le esigenze del mondo imprenditoriale”.
A Catania sofferenze per le imprese dopo il maltempo. Il supporto di Confindustria per garantire azioni urgenti sul posto
Confindustria Catania ha già attivato un’interlocuzione costante con le istituzioni per garantire azioni urgenti sul territorio. “Abbiamo chiesto alla Protezione civile che le operazioni di rimozione dei detriti e di messa in sicurezza siano rapide e coordinate”, prosegue Busi. “Nella zona industriale le condizioni sono critiche: strade dissestate, buche e voragini rendono difficoltosi e, in alcuni casi, pericolosi gli spostamenti di mezzi e lavoratori. Occorrono interventi tempestivi anche per la pulizia dei canali di scolo, oggi ostruiti, che stanno aggravando ulteriormente l’assetto dell’area. La situazione più grave rimane però quella del litorale Jonico, particolarmente colpito, dove abbiamo richiesto misure immediate”.
“Le attività turistiche, che negli ultimi anni sono state uno dei settori trainanti dell’economia regionale, si trovano ora in ginocchio. Il blocco delle attività minaccia l’intera filiera turistica, con ripercussioni sull’economia regionale e sulla tenuta dei livelli occupazionali. Prioritario resta l’accesso veloce ai ristori per le imprese colpite: senza sostegni rapidi molte aziende rischiano di non reggere l’impatto di questa emergenza”, conclude la Presidente. “È fondamentale che Governo e Regione intervengano con strumenti straordinari, adeguando le misure alla gravità della situazione”.
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