CATANIA – Da area di sosta a lungo termine non sfruttata a sufficienza a struttura di interscambio che metta in collegamento il sistema di trasporto pubblico e privato su gomma – gli autobus – con quello ferroviario e metropolitano. È il progetto del valore di oltre cinque milioni di euro mandato in gara dal Comune di Catania per lo sviluppo di un hub nell’area del parcheggio Fontanarossa, nei pressi dell’aeroporto, nella zona sud della città. La procedura d’appalto è gestita da Invitalia e prevede per il 5 marzo la scadenza dei termini per presentare le offerte. Il giorno stesso dovrebbero iniziare le operazioni di apertura delle buste.
Appalto e criteri di valutazione delle offerte
La commissione giudicatrice dovrà valutare le proposte sia dal punto di vista economico, tenendo conto dei ribassi, sulla cifra di 5.193.579,36 euro messa a base d’asta, e delle migliorie tecniche. Il disciplinare prevede l’assegnazione di un massimo di 90 punti sui cento disponibili per l’offerta tecnica e mentre i restanti dieci saranno attribuiti all’offerta economica. L’opera, che sarà finanziata dalla Regione tramie fondo del Piano sviluppo e coesione, è stata concepita partendo da un concorso di idee che ha assegnato il compito di sviluppare i livelli di progettazione. A occuparsene è stato il raggruppamento temporaneo di imprese formato dalla milanese Oneworks e dalle catanesi Stancanelli Russo Associati e Comma Engineering.
Obiettivi del nodo di interscambio modale
“Il progetto del Nodo di interscambio modale si pone l’obiettivo fondamentale di realizzare un punto di scambio gomma-ferro in prossimità dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini”, si legge nella relazione illustrativa allegata agli atti della procedura di gara. L’obiettivo è quello di far confluire nella futura piattaforma il traffico proveniente dalle province della parte meridionale della Sicilia, sia dal lato orientale che occidentale, ma anche di creare un collegamento con la stazione della metropolitana Santa Maria Goretti, ancora da realizzare.
Viabilità, accessibilità e riduzione degli stalli
“L’area di intervento – proseguono i progettisti – ha un livello di accessibilità molto alto essendo connessa direttamente alla via Priolo (sopraelevata) attraverso rampe di ingresso e uscita che portano a una intersezione a raso in rotatoria. La capacità delle strade consente di gestire grandi volumi di traffico. Il parcheggio, a seguito della realizzazione del nodo di interscambio avrà sicuramente una attrattività maggiore, ma al contempo una riduzione del numero degli stalli (360 circa). Per facilitare l’ingresso alla stazione degli autobus – si legge – è stata prevista l’introduzione di due nuove rotatorie che realizzano una viabilità dedicata per entrata e uscita dallo stesso al fine rendere più sicuro e fluido lo smistamento del traffico. L’ingresso alla stazione dei bus avviene dalla rotatoria a nord dove verrà installato il sistema di controllo degli accessi”.
Tecnologie di gestione e possibile concessione
Le tecnologie per il riconoscimento delle targhe faciliterà la gestione degli stalli così da consentire l’individuazione del punto in cui effettuare la fermata a fine corsa. Nella relazione si sottolinea come tale sistema si rende indispensabile nel caso il terminal venisse dato in concessione a un gestore. “In tal caso sarà necessario valutare il rapporto tra i bus del trasporto pubblico locale e quelli a media e lunga percorrenza gestiti da società private”, viene messo in evidenza.
Separazione dei flussi e collegamenti intermodali
Il progetto è stato sviluppato in modo da garantire la separazione dei percorsi tra autobus e quelli dedicati ad altri mezzi, come taxi, servizi di noleggio con conducenti o privati che sceglieranno di raggiungere l’area con la propria automobile. “In termini funzionali prevede la realizzazione di un sistema di connessioni al livello del mezzanino della futura stazione della metropolitana in modo tale che metro, stazione ferroviaria, autostazione bus e parcheggi siano collegati senza alcun conflitto con la viabilità. Sarà preferibile che questo percorso non sia solo al livello interrato, ma anche al piano terra in modo da mantenere le connessioni anche in orari in cui la metro potrà essere chiusa, il collegamento con la stazione ferroviaria è invece previsto in superficie con attraversamenti pedonali a raso”, si legge.
Pensiline, stalli e servizi per l’utenza
Il nuovo nodo intermodale avrà una lunga pensilina con 18 stalli coperti per le operazioni di salita e discesa. A questi se ne aggiungeranno altri. “Per l’esperienza sviluppata in altre situazioni simili riteniamo che un sistema di indirizzamento e controllo degli accessi permetta di soddisfare tutte le esigenze della stazione con i 18 stalli coperti e di lasciare una fila esterna scoperta di sette stalli per situazioni straordinarie”, è la spiegazione. L’opera prevedrà inoltre la realizzazione di una sala d’attesa con capacità di accogliere circa duecento persone, la biglietteria, i servizi igienici e i servizi per il ristoro.

