Un colpo al cuore. Il secondo in pochi giorni e, per di più, con le temperature che già sfiorano i trenta gradi. L’incendio che, lunedì scorso, ha interessato la Timpa di Leucatia, prezioso e delicato polmone verde di Catania al confine col il comune di Sant’Agata Li Battiati, si somma a quello degli Orti della Susanna, la vasta area non edificata nel cuore di Cibali bruciata pochi giorni prima, evidenziando come le aree libere della città, le poche zone boschive superstiti, le aree naturali, siano particolarmente a rischio in una realtà che, troppo spesso, si piazza nei fondi delle classifiche sulla vivibilità.
Una questione che preoccupa tanti, allarmati dalla facilità con cui roghi, difficili da domare, possano scoppiare in area urbana, a pochi passi dalle abitazioni e in zone che, altrove, sarebbero maggiormente tutelate, valorizzate, anche solo per contrastare le isole di calore che sempre più attanagliano le città. E che richiede interventi urgenti, come chiedono gli esponenti del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale che, in occasione della seduta di martedì scorso, hanno esposto la questione pubblicamente.
M5S: “È una coincidenza? Entrambe le aree incendiate sono oggetto di interesse edilizio”
In particolare, il consigliere Graziano Bonaccorsi che ha parlato di “una situazione anomala“, domandandosi se si tratta di una coincidenza: entrambe le aree sono oggetto di interesse edilizio. “Sulla Timpa ci sono stati diversi esposti – ricorda Bonaccorsi -. Nella zona sud è sorto un altro immobile e la strada comunale è stata distrutta per fare realizzare questo edificio, tanto che i vigili del fuoco hanno avuto tantissime difficoltà ad accedere all’area dell’incendio e spegnerlo. Abbiamo rischiato di esporre a pericolo i residenti di via Tito Manlio Manzella“.
Per i consiglieri del M5S, “è impossibile ignorare il filo conduttore che lega incendi, consumo di suolo e trasformazioni territoriali – sostengono. È difficile non notare come, guarda caso, gli incendi colpiscano sempre le aree più sensibili dal punto di vista ambientale e urbanistico. Da mesi – aggiunge Bonaccorsi – avevo chiesto la convocazione di una seduta specifica sullo stato attuale della Timpa di Leucatia, per monitorare le condizioni generali delle aree vicino alle abitazioni e delle vie di accesso alla Timpa. Oggi quelle richieste inevase confermano le preoccupazioni che avevo ancora più gravi”.
Parco naturalistico intercomunale e osservatorio permanente
“Una strategia vera di tutela del territorio, manutenzione, controllo e prevenzione” chiedono i 5 Stelle. “È arrivato il momento di avviare un percorso per la realizzazione di un grande parco naturalistico intercomunale tra Catania e Sant’Agata Li Battiati, così da proteggere definitivamente queste aree da abbandono, incendi e speculazioni edilizie” – sottolinea la consigliera Gianina Ciancio che invoca la costituzione di “un osservatorio permanente di monitoraggio e difesa della Timpa di Leucatia, formato da cittadini, associazioni, comitati e realtà civiche già attive sul territorio che come noi hanno a cuore il futuro dell’area”.
Strada intercomunale chiusa alle auto
Intanto, i due Comuni hanno stabilito di chiudere al transito delle auto la via intercomunale dove, spesso, vengono scaricati i rifiuti e che pare sia il punto di origine del rogo di lunedì. Come conferma il sindaco di Sant’Agata Li Battiati, Marco Rubino. “Con il sindaco Trantino – ci dice – abbiamo concordato di chiudere il tratto di strada di confine, quella per intenderci da cui sono passati i vigili del fuoco e da dove si pensa sia partito l’incendio, per evitare che vengano gettati rifiuti che poi, spesso, vengono incendiati. La chiuderemo alle auto e la lasceremo aperta solo pedonale”, precisa Rubino. Che, nel corso della sua sindacatura, ha bloccato le edificazioni sulla Timpa. “Questo luogo prezioso io l’ho tutelato da quando sono sindaco – evidenzia con orgoglio -. Ho bloccato tutto dal punto di vista urbanistico: in questi terreni non si può costruire nulla. La zona di Monte San Paolillo, dove hanno edificato, ricade su Catania, a Battiati regna il verde. Sono proprietà privata – precisa il primo cittadino di Battiati – e io, ogni anno, faccio un’ordinanza con la quale chiedo di tenere pulito dal punto di vista antincendio”.

