Catania, una passeggiata civica per “salvare” la Purità - QdS

Catania, una passeggiata civica per “salvare” la Purità

Melania Tanteri

Catania, una passeggiata civica per “salvare” la Purità

mercoledì 13 Luglio 2022 - 10:18

L’ha organizzata il comitato Antico Corso che si oppone al progetto dell’Università di Catania di realizzare due aule: “Strutture brutte, brutali e inutili in un’area archeologica che va preservata”

CATANIA – Una passeggiata “civica” per scoprire le meraviglie della Purità e della collina di Montevergine.
L’ha organizzata lunedì sera il comitato Antico Corso dopo la notizia – pubblicata anche sulle pagine di questo giornale – dell’intenzione da parte dell’Università di realizzare due aule in una zona importante dal punto di vista archeologico.

La Purità era l’antica acropoli della città

E che il comitato, costituitosi per l’occasione, ha difeso già all’inizio degli anni Duemila, riuscendo a far bloccare i lavori. Che oggi incombono nuovamente come una spada di Damocle su quel che, con molta probabilità, era l’antica acropoli della città. “Già venti anni fa venne bloccato un lavoro di cementificazione – ha sottolineato Salvatore Castro, componente del comitato, illustrando le immagini degli scavi dell’epoca e di quello che gli archeologi riuscirono a portare alla luce: “una domus romana e resti delle mura della fondazione di Catania”, ha aggiunto.

Spiegando la ricchezza dell’area, un tempo fortificata e poi edificata nell’Ottocento; raccontando la demolizione di un intero quartiere e le scoperte in seguito alla campagna di scavo: gli affreschi e le ville romane.
“Testimonianze importantissime per noi cittadini che ricerchiamo radici e storia. Un patrimonio di tutti che bisogna conoscere. Andare a costruire in questa area libera è un atto criminale. Noi non siamo disposti a mollare”.

L’area è vincolata dalla Sovrintendenza

L’area è vincolata dalla Sovrintendenza: i vincoli furono posti proprio in seguito alla battaglia della popolazione per tutelare la zona. Era il 2004. Quasi vent’anni dopo però se ne riparla anche se l’Università di Catania, contattata dal Quotidiano di Sicilia, ha spiegato come il progetto sia ancora in fase di scrittura e come, una volta completo, sarà sottoposto alla città.

“La costruzione di due mega strutture brutte, brutali ed inutili in un’area archeologica che non possiamo né dobbiamo permettere di farci sottrarre – prosegue Castro: la Purità, già azzoppata da un primo intervento a cui vuole seguire ciecamente un completamento per captare i fondi Pnrr in barba a migliaia di anni di storia che ci appartiene e che siamo obbligati a preservare per i posteri. Chiedere la demolizione del costruito e l’apertura della campagna scavi per la fruizione dei cittadini prima ancora che dei turisti”.
Ma il timore che si voglia costruire lo stesso e nonostante tutto resta.

“È uno dei siti più importanti della storia di Catania – aggiunge Elvira Tomarchio, anche lei componente del comitato. Che si appella, come gli altri, alla Sovrintendenza affinché rinnovi i vincoli e, anzi, spinga a recuperare quanto sepolto. Qualcun altro, poi, sottolinea la presenza di due ospedali ormai dismessi, pubblici e al momento non utilizzati, a pochi passi dalla Purità. Il Vittorio Emanuele – che stando a quanto affermato dalla Regione, in parte, sarà destinato proprio all’Università – e il Santo Bambino.

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