CATANIA – “Evidente illogicità, irragionevolezza e contraddittorietà”. Sono le caratteristiche del parere reso dalla Soprintendenza ai beni culturali di Catania al progetto di ampliamento della concessione demaniale, varata dalla Regione nel 2024, alla Torturga srl, società che nel porticciolo di Ognina gestisce oltre cinquemila metri quadrati di specchio acqueo. Superficie che sarebbe dovuta aumentare di altri duemila metri quadrati, suscitando però l’opposizione della Società sportiva Circolo Canottieri Jonica e di Legambiente. Ad annullare il pronunciamento della Soprintendenza, e a seguire il decreto dell’assessorato al Territorio che lo aveva acquisito, è stato il Consiglio di giustizia amministrativa (Cga), con una sentenza pubblicata mercoledì e che mette fine a quasi due anni di polemiche. Il Cga ha ribaltato il giudizio del Tar che in primo grado aveva respinto il ricorso della Società sportiva Circolo Canottieri Jonica e dell’associazione del Cigno.
La sentenza sul progetto di ampliamento della concessione demaniale
Nella sentenza di secondo grado, i giudici hanno dichiarato illegittimo il parere con cui la Soprintendenza aveva dato il benestare alla realizzazione delle opere proposte dalla Tortuga, comprendenti anche la demolizione di una porzione del molo e la realizzazione di una passerella sovrastante. L’ente che fa capo all’assessorato regionale ai Beni culturali era stato chiamato a pronunciarsi in quanto il borgo di Ognina rientra tra le aree di interesse archeologico in quanto risale, al pari del porto, all’VIII secolo a.C quando fu realizzato dai Calcidesi. Nonostante ciò da parte della Soprintendenza era arrivato il via libera a patto di rispettare alcune prescrizioni: dal fare in modo che le imbarcazioni che avrebbero ormeggiato fossero tali da determinare un ingombro, anche in altezza, che non causasse “disagio visivo” all’esigenza di tenere in considerazione i profili materici e cromatici degli interventi da realizzare. In parole più semplici, la Soprintendenza aveva dato l’ok ma richiedendo alla Tortuga di seguire “criteri di minimizzazione visiva” e questo anche in considerazione del progetto di riqualificazione del borgo di Ognina che vedrà come protagonista l’intero borgo.
Ognina e tutela archeologica: le motivazioni del Cga
Per il Cga, però, la Soprintendenza sarebbero stata eccessivamente generica. “La Soprintendenza, all’esito di una adeguata istruttoria resa necessaria dalla indubbia valenza storico – archeologica del sito, avrebbe dovuto argomentare perché ha ritenuto compatibili con le ragioni di interesse pubblico sottese al vincolo l’esecuzione dei lavori”. I giudici si spingono oltre: “La demolizione di una parte del molo originario, costituente bene di indiscusso interesse storico e archeologico, avrebbe dovuto indurre la Soprintendenza, all’esito di una adeguata istruttoria nel caso di specie del tutto omessa, ad argomentare, ad esempio, come si possa, alla cessazione del titolo concessorio, compiere l’integrale ripristino di un’opera risalente a epoca romana senza distruggerne definitivamente o ridurne notevolmente l’attuale alto valore culturale”.
I giudici contestano le stesse prescrizioni impartite: “Risultano prive di qualsiasi valore precettivo e, conseguentemente, sul piano attuativo, lasciano amplissima libertà decisionale al concessionario, con il corollario di rendere praticamente impossibile la verifica in ordine al loro effettivo rispetto”. Così facendo il parere della Soprintendenza, anziché essere condizionato al rispetto delle prescrizioni, sarebbe un “parere favorevole incondizionato”.
Le reazioni alla sentenza sul porto di Ognina
A commentare la sentenza è l’avvocato Lino Barreca, che ha seguito il ricorso presentato dalla Associazione sportiva Circolo Canottieri Jonica. “Non posso che condividere la sentenza che ha riconosciuto la centralità e rilevanza del parere della Soprintendenza, che di per sé è uno dei pareri maggiormente rilevanti in tutte le conferenze dei servizi ma che che nel caso in questione, considerata la valenza storico-archeologica e paesaggistica del sito, era fondamentale. Ciò fa sì che – continua Barreca – in ogni futura riproposizione della domanda da parte della Tortuga l’aspetto della rilevanza archeologica dovrà essere particolarmente attenzionato”.
“Siamo soddisfatti per l’esito di questo ricorso – commenta Luciano Sfogliano, presidente della Società sportiva del Circolo Canottieri Jonica – Possiamo dire che siamo riusciti a segnare un punto molto importante. Ci aspettiamo che la Tortuga riproponga l’istanza, ma noi siamo sicuri che la società civile si farà sentire. Non siamo i soli a esserci opposti a questo progetto che avrebbe pregiudicato il porticciolo. Insieme a noi ci sono stati Legambiente, il Rotary, il Fai, la Lipu, il presidio Slow Food interessato a proteggere la mascolina di maglia, ma anche le associazioni che seguono sordi e non vedenti, perché a Ognina verranno realizzate iniziative per ampliare la conoscenza del borgo con totem ad hoc”.
Futuro del porticciolo di Ognina e nuova istruttoria
A esprimersi su una riproposizione del progetto dell’ampliamento sono stati anche i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio. “Abbiamo letto il comunicato diffuso dalla società La Tortuga, che annuncia l’intenzione di richiedere una nuova istruttoria amministrativa e di proseguire il proprio percorso autorizzativo. Si tratta di una scelta legittima, che rientra nelle facoltà della società. Tuttavia, riteniamo doveroso precisare che la pronuncia del Cga non può essere ridotta a una semplice questione burocratica o formale. Oggi la priorità è quella di prendere atto degli effetti della sentenza e rispettarne pienamente le conseguenze”.
“Ci auguriamo – proseguono i consiglieri – che La Tortuga proceda senza ulteriori indugi a liberare le aree e gli specchi acquei interessati dall’ampliamento della concessione annullata, consentendo il ripristino delle condizioni precedenti e la piena fruizione da parte della collettività. Il porticciolo di Ognina non appartiene a interessi particolari, ma rappresenta un bene identitario della città, vissuto quotidianamente da cittadini, pescatori, associazioni sportive, diportisti e realtà storiche che da decenni custodiscono e valorizzano questo luogo”.

