Catania, rissa e armi in pubblico: fermati in 5 - NOMI e VIDEO

Catania, dall’esibizione mancata alla sparatoria: 5 fermi – NOMI e VIDEO

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Catania, dall’esibizione mancata alla sparatoria: 5 fermi – NOMI e VIDEO

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martedì 09 Agosto 2022 - 08:53

I dettagli dell'operazione della Polizia di Stato che ha permesso di fermare i responsabili di una violenta rissa/sparatoria nata per un motivo futile: l'esibizione di un cantante neo-melodico.

Nella notte tra lunedì 8 e martedì 9 agosto la Polizia di Stato del capoluogo etneo ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari detentive nei confronti di 5 persone. I soggetti fermati a Catania sono ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di rissa e lesioni personali, aggravate dall’uso di armi, detenzione e porto in luogo pubblico di più armi comuni da sparo nonché di maltrattamenti in famiglia e danneggiamento di cose esposte alla pubblica fede.

L’ordinanza è stata emessa dal GIP del Tribunale di Catania, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Ecco i dettagli trasmessi dalla Polizia di Stato.

Catania “violenta”: 5 fermi

Nelle prime ore di oggi, la Procura Distrettuale della Repubblica di Catania ha delegato alla Polizia di Stato l’esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di 5 persone. Queste sono ritenute gravemente indiziate, con differenti profili di responsabilità, allo stato degli atti e in relazione alla fase processuale che non ha ancora consentito l’intervento delle difese, dei reati di rissa e lesioni personali, aggravate dall’uso di armi, detenzione e porto in luogo pubblico di più armi comuni da sparo e di maltrattamenti in famiglia e danneggiamento di cose esposte alla pubblica fede.

Operazione anti-violenza a Catania: i nomi degli arrestati

I destinatari della misura cautelare sono i catanesi:

  1. Sebastiano Miano (classe 1994);
  2. Giuseppe Santo Patanè (classe 1996);
  3. Salvatore Danilo Napoli (classe 2002);
  4. Gabriele Gagliano (classe 2003);
  5. Gaetano Salici (classe 2003).

Il provvedimento restrittivo del massimo rigore è stato emesso all’esito di indagini – sia di tipo tradizionale che tecnico – coordinate dalla Procura etnea e svolte dalla Squadra Mobile – Sezione Reati contro la persona, sessuali e in danno di minori, in occasione dei gravi fatti accaduti a Catania nella notte del 21 aprile 2022.

La rissa nel locale notturno

Nei pressi di un locale notturno, situato nel centro cittadino di Catania, si è verificata una violentissima rissa con il coinvolgimento di numerose persone, poi degenerata in una sparatoria avvenuta sulla pubblica via, tra le trafficate corsie, a doppio senso di circolazione, di una importante arteria cittadina.

Già dai primissimi atti di accertamento, gli investigatori sono riusciti a stabilire che, nell’occasione, vi erano stati almeno due feriti, raggiunti da colpi di arma da fuoco: un maggiorenne e un minorenne.

Le indagini

Attraverso i rilievi e le repertazioni di Polizia Scientifica è stato anche possibile verificare, sulla base del ritrovamento dei bossoli trovati nelle adiacenze del luogo dell’azione delittuosa, come fossero state impiegate almeno 2 pistole: una di calibro 7,65 e l’altra calibro 40.

L’esame delle immagini raccolte dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona interessata dal violento confronto tra due contrapposte fazioni ha consento, inoltre, di confermare che alcuni dei colpi d’arma da fuoco sarebbero stati esplosi da Patanè e avrebbero attinto Salici.

La prosecuzione degli approfondimenti investigativi – supportata da attività di tipo tecnico e dalle testimonianze raccolte – ha permesso di ricostruire la vicenda.

La ricostruzione della sparatoria nel cuore di Catania – VIDEO

Alcuni giovani, da ritenersi vicini al clan “Mazzei”, avrebbero impedito a un noto cantante neo-melodico catanese di esibirsi insieme a un trapper che, per rendere più interessante lo spettacolo, ne aveva richiesto la presenza sul palco. Nella concitazione, il citato cantante neomelodico avrebbe pure spinto la fidanzata di uno dei ragazzi contigui ai “Carcagnusi”.

Tale “frizione” avrebbe avuto poi, nella notte del 21 aprile, il grave epilogo già evidenziato, finito con colpi di arma da fuoco esplosi sulla pubblica via e con il ferimento di due individui. In quest’ultima occasione, un gruppo di giovani, raccolti attorno alla figura di Sebastiano Miano e appartenenti a una frangia avversa (vicina al clan “Cappello-Bonaccorsi”), ha attuato una sorta di controffensiva ai danni della fazione che aveva impedito, la settimana precedente, l’esibizione canora. Ne scaturiva, pertanto, un vero e proprio raid con l’uso di più armi.

Le operate investigazioni hanno messo in luce elementi indizianti, univoci e convergenti, anche a carico d di Napoli e Gagliano.

Le misure cautelari

Le indagini hanno permesso anche di delineare un’altra vicenda verificatasi in ambito familiare e riguardante solo Miano. Una vicenda indicativa della sua indole violenta, della facilità e familiarità all’uso di armi da fuoco, riconducibile al reato di maltrattamenti in famiglia ai danni di persona a lui vicina e a quello di detenzione e porto di armi comuni da sparo e danneggiamento di auto esposta alla pubblica fede. L’indagato non avrebbe esitato a esplodere, per ragioni futili, un colpo di arma da fuoco, calibro 38, sul cofano anteriore dell’auto di un consanguineo.

Per le operazioni di rintraccio e cattura dei destinatari della misura dopo la violenta rissa/sparatoria a Catania, la Squadra Mobile della Questura di Catania ha avuto il supporto di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine della Sicilia orientale e unità di altre articolazioni della Questura catanese.

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