Catania

Catania, Sant’Agata, piazza Duomo deserta nella “Sira o tri”

Oggi, 3 Febbraio, in tempi pre-covid si sarebbero svolti i fuochi d’artificio tradizionali che davano il via ai festeggiamenti agatini, conosciuti in città come “A sira o tri”. Purtroppo, per il secondo anno consecutivo, a causa della pandemia tutto ciò non accade.

In esclusiva per il Quotidiano di Sicilia ci siamo recati tra le vie del centro, stasera deserte, ascoltando i pareri dei cittadini tra cui i portatori delle candelore e i venditori di dolciumi. Queste le loro parole:

Sembriamo quasi a lutto. Non essendoci la festa sembra una serata normale come tutte le altre. Non si sente il clima della festa già da due anni. Hanno messo le luminarie per dare un segnale ma non è la stessa cosa. Per il prossimo anno speriamo di poter tornare alla normalità e di vivere la nostra festa. Un anno è sopportabile, ma due anni consecutivi di assenza della festa è pesante.” afferma il signor Cimino, portatore delle candelore.

Gli fa eco il nipote Vincenzo, anch’esso portatore: “Stiamo vivendo malissimo questa situazione. Non poter vedere Sant’Agata in viso e non poter entrare in chiesa fa davvero male al cuore. Questa era una notte nella quale non si dormiva perché si aspettava Sant’Agata.”

In Piazza Università, abbiamo sentito il parere di un venditore di dolciumi: “Solitamente in questi giorni Catania era gremita, molto diversa da come si vede stasera. Oggi è una città assente, ma per noi è già un punto di ripartenza. La nostra è stata tra le categorie più colpite durante la pandemia. I dolci tipici del periodo di Sant’Agata  sono le olivette verdi zuccherate ed il croccante di mandorle, il cosiddetto “torrone”, ma anche il croccante di nocciole, di arancia e di arachidi. E’ una produzione artigianale che si realizzata con zucchero e mandorle.”