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Catania, sfumata la Capitale della Cultura serve salvare il “capitale”

Catania, sfumata la Capitale della Cultura serve salvare il “capitale”
Il Municipio di Catania in Piazza Duomo

Nonostante la delusione per la nomina che è andata ad Ancona, il sindaco rilancia e punta a non disperdere il lavoro fatto con associazioni e comitati

Nulla da fare. Non ce l’ha fatta, Catania, a diventare Capitale italiana della Cultura per il 2028. È stata scelta Ancona. Un peccato, senza dubbio, per i tanti che si sono scommessi in questa sfida, primo tra tutti il sindaco Trantino che non nega la delusione ma, saggiamente, non intende nemmeno sprecare quanto fatto. “Rivolgiamo i migliori auguri alla città di Ancona per aver conseguito il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 affermandosi tra le dieci finaliste di cui Catania è stata orgogliosamente parte attiva” – ha dichiarato il primo cittadino commentando a caldo l’esito della selezione ministeriale e l’annuncio del Ministro Giuli.

“Catania Continua”: Trantino non ferma il percorso e convoca le associazioni per il 20 marzo

“Il nostro Dossier ‘Catania Continua’ va rispettato, onorato e perseguiti gli obiettivi, per gli autentici valori di partecipazione con cui è stato ideato e realizzato nell’ottica di una metropoli in divenire, giovane e con oltre un milione di abitanti”, ha aggiunto Trantino che, dunque, non intende fermare il percorso intrapreso. “La candidatura non era un punto di arrivo ma un metodo, una visione strategica per la città che intendiamo portare avanti con determinazione anche lavorando al Piano partecipato della Cultura 2038 e ad altri obiettivi a medio e lungo termine che annunceremo durante l’incontro con la Stampa e gli operatori culturali” – ha continuato, aggiungendo di aver già “convocato per venerdì 20 marzo alle ore 10:00, nel Palazzo della Cultura, i rappresentanti delle oltre cento associazioni e comitati che hanno contribuito fattivamente al progetto di candidatura. L’incontro, aperto alla stampa, ha l’obiettivo di avviare il concreto lavoro di attuazione del progetto ‘Catania Continua’, confermando l’impegno dell’Amministrazione a realizzare la visione culturale, sociale e urbana contenuta nel dossier”.

Schifani: “Pronti a sostenere Catania per una nuova candidatura che merita il riconoscimento”

Parole di incoraggiamento arrivano anche dal presidente della Regione siciliana, Renato Schifani. “Prendiamo atto della decisione della commissione del Mic che ha scelto Ancona come Capitale italiana della Cultura 2028 – ha detto Schifani -. Facciamo i complimenti al capoluogo marchigiano, seppur convinti della bontà e della completezza del dossier di candidatura proposto da Catania, un progetto articolato e partecipato che aveva le carte in regola per competere per l’assegnazione del titolo. Auspichiamo che la città siciliana saprà e potrà riproporre la propria candidatura per ottenere il riconoscimento che merita. Ci impegniamo fin da ora a garantire il sostegno della Regione siciliana“.

Rifiuti, decoro e il precedente di Agrigento: i commenti social che puntano il dito

Tanti i commenti consegnati ai social: molti puntano il dito sulla situazione reale di Catania che, al di là dell’innegabile patrimonio culturale e storico, presenta ancora problematiche evidenti, dai rifiuti al decoro urbano, alla viabilità. Altri sul fatto che l’esperienza agrigentina non sia stata certo esemplare. Come Dario Stazzone, presidente della Società Dante Alighieri.

“Va subito messo in evidenza – scrive su Facebook – che, in genere, le decisioni del Mic non guardano solo alla storia, al patrimonio artistico, all’Heritage di una città, se così fosse Catania avrebbe pochi rivali. Si guarda invece al progetto in virtù di parametri precisi e alla sua concreta possibilità di realizzazione. Subentrano poi altri criteri non dichiarati, ad esempio un’implicita rotazione tra le regioni. Dopo Agrigento (e forse bisognerebbe dire dopo la disastrosa gestione di Agrigento capitale della cultura) difficilmente sarebbe stata scelta un’altra città siciliana. Poco importa – conclude -. È stato avviato un percorso, occorre continuare a costruire e guardare al futuro, alla città attuale e al suo evidente declino”.