Un nuovo blitz antidroga nel cuore di Catania. Nel corso dell’operazione denominata “Safe Zone 2″, su disposizione della Procura Distrettuale etnea, la Polizia di Stato ha eseguito otto misure cautelari nel quartiere di San Berillo: gli indagati sono accusati, a vario titolo, di spaccio di stupefacenti.
Per ciascuno di loro vige, come previsto dalla legge, il principio di presunzione d’innocenza fino a eventuale sentenza di condanna passata in giudicato.
Catania, operazione “Safe Zone 2” contro lo spaccio di droga a San Berillo
Degli otto indagati, sei sono destinatari della misura della custodia cautelare in carcere. Si tratta di:
- C. A. (classe 1974);
- D. O. (classe 1993);
- D. B. J. S. (classe 1998);
- F. S. (classe 1985);
- M. A. M. (classe 1985);
- P. R. R. A. (classe 2005).
Per gli altri due (A.F., classe 2002, e T.G., due anni più piccolo), le autorità competenti hanno invece disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Catania nelle ore notturne.
Le indagini che hanno portato all’operazione Safe Zone 2 – eseguite dalla Squadra Mobile catanese assieme al Servizio Centrale Operativo -sono scattate negli ultimi mesi del 2024. Gli agenti hanno operato un costante monitoraggio – anche attraverso sistemi video – del quartiere San Berillo Vecchio, documentando minuziosamente l’attività di una piazza di spaccio, gestita principalmente – si legge nel comunicato sull’operazione di polizia – “da un gruppo di soggetti extracomunitari di origini africane”. Lo scorso dicembre, nei confronti del gruppo era già scattato un altro blitz.
Le attività degli inquirenti hanno permesso di verificare il particolare modus operandi, ormai consolidato, del gruppo di pusher. L’acquirente veniva accompagnato – o indirizzato – in punti precisi del quartiere, individuati specificamente, dove avveniva la contrattazione prima della cessione degli stupefacenti (cocaina, crack, marijuana e hashish). La droga veniva abilmente nascosta in fessure dei muri, bidoni dei rifiuti o tombini. Il secondo livello dell’organizzazione era costituito dai fornitori catanesi, tra i quali figurerebbero gli odierni indagati, in grado di assicurare i rifornimenti di droga in maniera diretta e continua per garantire la “costante operatività dell’illecita attività”.
Scattano anche le perquisizioni
A seguito delle indagini, gli operatori hanno disposto complessivamente 46 ordinanze e disposto il sequestro di alcuni chili di droga tra cocaina, crack, marijuana e hashish.
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