Un nuovo supermercato in una delle città con più alta concentrazione di questa tipologia di negozi. Una nuova struttura dove il Piano regolatore Piccinato, approvato cinquant’anni fa e non ancora superato, prevedeva altro. È la denuncia degli esponenti del Movimento 5 Stelle, Partito democratico, Avs e varie associazioni che, ieri mattina, hanno incontrato la stampa in via Palazzotto, a Catania, per denunciare la ripresa dei lavori per la realizzazione di una nuova grande struttura commerciale, “l’ennesima”, affermano.
Le analogie con il caso Cibali: nuova udienza in corso sul contenzioso Eurospin
“La riapertura del cantiere ripropone con forza una questione che da anni cittadini, associazioni e forze politiche denunciano – sottolineano -: il rispetto del Piano regolatore generale e delle destinazioni urbanistiche previste per il territorio. Il caso di via Palazzotto presenta infatti evidenti analogie con la controversa vicenda di Cibali – continuano – oggetto di esposti, ricorsi e contenziosi che, a distanza di anni, non risultano ancora definiti. Proprio oggi è prevista una nuova udienza, la terza, relativa a quel procedimento”.
Secondo i manifestanti, la nuova struttura commerciale non solo non rispetterebbe le previsioni urbanistiche che, in quel luogo prevedevano scuole e servizi di utilità, ma finirà per soffocare il commercio di vicinato, già fortemente indebolito dalla presenza di tantissimi super e ipermercati nell’area urbana.
Bonaccorsi (M5S): “Secondi in Europa per numero di supermercati, non servono altri”
“La nostra posizione è assolutamente contraria alla realizzazione di nuovi supermercati – prosegue Graziano Bonaccorsi, esponente del M5S in Consiglio comunale -. Ce ne sono troppi in città, siamo secondi in Europa per numero di strutture, e non c’è necessità di averne altri”.
Bonaccorsi evidenzia le analogie con l’altro supermercato sorto in seguito a variante, quello di via Sabato Martelli Castaldi. “Già nel 2019 – evidenzia – il Movimento 5 Stelle aveva depositato un esposto sulla vicenda Eurospin-Cibali, contestando interpretazioni urbanistiche ritenute incompatibili con la pianificazione vigente. Oggi, mentre quel contenzioso è ancora pendente e in attesa di ulteriori pronunce, assistiamo all’avvio dei lavori per un nuovo supermercato su un’area che, secondo il Piano Regolatore, risulta destinata a servizi pubblici e scolastici“.
Non solo pianificazione urbanistica non rispettata: l’esponente politico denuncia anche l’effetto che il supermercato avrà sui negozi di vicinato e, in generale, sul tessuto economico della città. “Non abbiamo un piano commerciale – denuncia – e non si capisce con quali criteri siano dati questi permessi. Si vive nel caos e si danneggiano i commercianti della zona”.
Musumeci: “Gli uffici hanno operato nel rispetto delle norme amministrative”
Una vicenda controversa, sulla quale sono stati presentati esposti, interrogazioni, richieste di chiarimento e iniziative pubbliche da parte di associazioni civiche, organizzazioni di categoria e rappresentanti istituzionali. E sulla quale interviene l’assessore alle Attività produttive, Giuseppe Musumeci. “Ritengo che gli uffici abbiano operato nel massimo rispetto delle norme amministrative“, afferma il delegato del sindaco Trantino, che evidenzia come lo Sportello unico per le attività produttive (Suap) “non ha discrezionalità urbanistica”, dice. Avendo l’Ufficio Urbanistica qualificato l’opera come compatibile con la ‘Zona L’ (strutture di interesse generale) – aggiunge Musumeci – la direzione commerciale ha dovuto rilasciare le autorizzazioni come atto dovuto per evitare contenziosi legali da parte della ditta”.
Il nodo del Piano urbanistico generale: l’unico strumento per fermare le varianti a cascata
Resta, dunque, la necessità di pianificare la città, non solo dal punto urbanistico ma anche commerciale, proprio per evitare situazioni come queste. Ne è convinto il rappresentante della Giunta comunale. “Serve un piano aggiornato, ovvero il Piano urbanistico generale – sottolinea – l’unico strumento legale definitivo per bloccare i permessi a cascata e ridefinire i vincoli del territorio di Catania, che ad oggi è ancora regolato dal vecchissimo Piano regolatore generale (Prg) del 1969. Solo così – continua – avremmo una programmazione migliore e una ridotta speculazione edilizia che, in molti casi, – conclude – impoverisce il tessuto economico relativo alle piccole attività di vicinato”.
Insomma, l’unico modo per bloccare questo tipo di varianti sarebbe accelerare sul Pug, il cui documento preliminare è atteso in aula a settembre e senza il quale di vicende come queste se ne potrebbero verificare ancora.

