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Il Catania e la telenovela allenatore: ecco chi è vicino all’accordo

Il Catania e la telenovela allenatore: ecco chi è vicino all’accordo
Il presidente del Catania Ross Pelligra e il suo vice Vincenzo Grella (credit Davide Anastasi)

Le prossime 24 ore potrebbero rivelarsi decisive per la scelta del nuovo allenatore del Catania: ecco chi è in pole per la panchina etnea

Il rebus allenatore in casa Catania potrebbe presto risolversi nel modo più imprevisto. É notizia delle ultime ore, infatti, quella di un ritorno di fiamma con Fabio Caserta. La trattativa con il tecnico nativo di Melito di Porto Salvo, lo avevamo scritto nei giorni scorsi, sembrava definitivamente arenata per questioni legati agli accordi economici e al progetto. Invece, adesso, il nome caldo è di nuovo il suo. Stando a quello che emerge la giornata di oggi potrebbe essere decisiva, in un senso o nell’altro. Sullo sfondo, seppur in posizioni diverse, restano i profili emersi dopo che era saltato l’accordo con Pietro De Giorgio, che pare ora destinato a sedere sulla panchina della Juve Stabia. La squadra campana, infatti, si sarebbe inserita con decisione vincendo la concorrenza dell’Empoli, la cui proposta era stata proprio il “casus belli” che aveva allontanato l’ormai ex Potenza e la compagine rossazzurra.

Le alternative a Caserta: occhio a Emilio Longo ma non solo

Tornando al Catania e ai profili alternativi a Caserta, in pole sembra esserci Emilio Longo, ex Picerno e Crotone. Più defilati, ma comunque non del tutto esclusi dalla corsa viste le folli dinamiche di questo mercato allenatori, sarebbero invece i profili di Diana, Troise e Gorgone. Ma è davvero possibile che si arrivi al tanto sospirato accordo tra Catania e Caserta? Gli scogli da superare sono gli stessi che, circa due settimane fa, hanno bloccato un matrimonio che sembrava cosa fatta. L’aspetto, forse, meno ostico da questo punto di vista è quello economico, complice anche la voglia del tecnico di tornare ai piedi dell’Etna, per scrivere un’altra storia dopo quella – conclusa in maniera burrascosa – da calciatore quasi vent’anni fa.

Catania-Caserta, cosa manca per l’accordo

Il nodo centrale, invece, resta proprio quello del progetto generale e degli obiettivi. Insomma, la programmazione spiccia della prossima stagione e la scelta degli atleti.  Una questione non certo da poco, visto che l’ex allenatore dell’Empoli chiede, giustamente, garanzie e chiarezza. Resta da capire, dunque, se oggi ci saranno le condizioni che non c’erano state ieri per arrivare alla stretta di mano. Nella dinamica tra società e tecnico, probabilmente, dovrà essere la prima a compiere qualche passo in più per raggiungere l’intesa. Al di là di questo, però, è altrettanto chiaro che il diminuire delle opzioni, sia per il Catania che per Caserta, potrebbe essere un buon incentivo per il matrimonio. Fin qui la cronaca delle ultime ore, ma questa vicenda – che si trascina di fatto sin dai primi giorni post eliminazione dai playoff – merita una serie di riflessioni. Innanzitutto va detto che, tra i vari nomi circolati, quello di Fabio Caserta è il più appetibile e stuzzicante. Dunque, il tanto sospirato accordo sarebbe una buona notizia per la piazza rossazzurra, ma anche la certificazione di aver “perso tempo”, in una fase in cui il tempo è cruciale.

Il Catania non può più perdere tempo

Certo, e cosa nota che le trattative di mercato siano lunghe e complesse, ma dopo il fallimentare esito della scorsa stagione, era lecito attendersi un Catania deciso e pronto per individuare e subito ufficializzare il nuovo tecnico.  Basti pensare a quanto si sarebbe potuto lavorare in termini di mercato e programmazione se l’accordo fosse arrivato nei primi giorni di giugno. Invece, la tanto sbandierata volontà di ripartire nell’immediato con due figure forti e simbiotiche quali quelle di Ds e allenatore, è rimasta solo un’aspirazione. In tutta questa vicenda è emerso, ancora una volta, il pressapochismo che è stato tante volte rimproverato alla società, la sua mancanza di concretezza e risolutezza. Un eterno valutare che, quando arriva al traguardo, lo fa con enorme ritardo o con errori madornali. Un “tirare a campare” che non dovrebbe appartenere al modus operandi di una realtà con ambizioni importanti. Una situazione che, inevitabilmente, ha dei pesanti riflessi sul piano concreto. Se, infatti, anche questa seconda trattativa con Caserta non dovesse andare in porto, con quali prospettive un altro tecnico direbbe sì ai rossazzurri, consapevole di essere la terza se non la quarta scelta? Catania si accetta ad occhi chiusi anche in C, potrebbe dire qualcuno.

Il pressapochismo danneggia i rossazzurri

Ma, evidentemente e comprensibilmente, non è più così e non solo per il deprimente permanere in terza Serie. A far perdere fascino all’opzione Catania sembrano, soprattutto, le vicende interne e il clima che si respira nelle stanze dei bottoni societarie. E poi probabilmente, a differenza di un tempo, il classico “passaparola” tra tecnici e calciatori in procinto di venire a Catania e loro colleghi che ci sono passati, non è più solo ed esclusivamente positivo ma comprende tante criticità che – giustamente – un professionista mette sul piatto della bilancia. Ed è facile intuire quanto questi giudizi diretti pesino in un ambiente come quello calcistico, soprattutto quando riferiti vis a vis e non tramite il filtro mediatico. Si pensi, a puro titolo d’esempio, a quale potrebbe essere la trasposizione privata delle ultime dichiarazioni di Mimmo Toscano da tecnico etneo. In condizioni normali, ci pare un ragionamento più che lecito, Caserta avrebbe firmato un minuto dopo e De Giorgio sarebbe stato immune al fascino delle sirene empolesi o stabiesi, anche al netto della categoria superiore. Non resta che attendere le prossime ore, quindi, per capire quale sarà il nome del nuovo tecnico e come si risolverà un tormentone che dura da quasi un mese… Nel frattempo è arrivata l’estate anche sul calendario e non vi è alcuna certezza su come e con quali prospettive il Catania dovrà preparare una stagione sempre più vicina, che dovrà essere quella del riscatto ma che è, fin qui, partita nel peggiore dei modi.


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