Catania

Catania, Ztl e area pedonale: la rabbia di tassisti, hotel e ristoranti – Video

Non si placano le proteste a Catania, da parte di addetti ai lavori e cittadini in merito alla scelta da parte dell’amministrazione comunale di rendere area pedonale e zona traffico limitato, gran parte del centro cittadino.

Non per ultimo, il divieto di accesso ai tassisti e perfino ai monopattini elettrici ed alle biciclette a pedalata assistita, creando enormi disagi a cittadini e turisti.

Tassisti

Il tassista Vito Noto ha dichiarato: “Questo non è lavorare. Il problema più grande riguarda l’area pedonale di via Etnea, da Piazza Duomo al Giardino Bellini. Un tratto molto lungo, pieno di attività ricettive, ristoranti e negozi. Ci troviamo in difficoltà ad accompagnare sia i turisti che i cittadini catanesi che erano abituati ad andare in centro in Taxi. Da nessuna parte si vede una cosa del genere, è una situazione che ha dell’inverosimile. L’area pedonale, secondo il codice della strada, indica che non può passare nessuno se non mezzi in soccorso, disabili e biciclette. Da noi, invece, passano autobus dell’AMTS, il car sharing Amigo, mezzi di soccorso non in allarme, vigilantes ecc.

A noi, inoltre, è stato comunicato di inviare una mail ogni qualvolta passiamo dall’area pedonale indicando i dati del cliente che trasportiamo. Questa, la ritengo una cosa del tutto assurda oltre ad essere una violazione della privacy. Qualche giorno fa, sono stato costretto a far scendere alcuni turisti in Piazza Stesicoro non potendoli accompagnare fino alla struttura alberghiera che l’aspettava. A mio avviso, la magistratura dovrà avviare un’indagine per capire se alla base di tutto questo vi è un conflitto d’interesse. Inoltre, trovo del tutto inutile lasciare l’area pedonale anche la notte quando tutti gli altri mezzi pubblici non sono in funzione.”

Gli fa eco, il presidente provinciale dei Taxi, Vincenzo Serafini: “Se io sono a Piazza Duomo e mi chiama una persona in Piazza Stesicoro non posso percorrere la via Etnea ma devo raggiungere la piazza attraverso le vie limitrofe, passando in mezzo la confusione ed allungando notevolmente il percorso. Al momento non stiamo riuscendo a servire il centro storico, cosa davvero assurda per un servizio pubblico. Abbiamo presentato diverse possibili soluzioni, tra tutte la divisione dei turni nelle telecamere dei software. Se il taxi è in turno può passare, se non lo è, non può passare. A Catania, siamo 200 taxi divisi per turni da 100 taxi ciascuno.

Le macchine sono in giro per tutta la città e non soltanto in via etnea dove passiamo in media tre volte l’ora. Chi prende il taxi deve essere agevolato invitandolo a non prendere la propria auto, sennò non ha senso parlare di mobilità sostenibile.

Con il sindacato, abbiamo già comunicato lo stato d’agitazione e stiamo preparando uno sciopero importante non prestando più servizio fin quando non si sistemeranno le cose. Non sarà uno sciopero statico bensì mediante corteo. Paralizzeremo la città con tutte le 200 vetture dei taxi percorrendo le strade in fila indiana”.

Albergatori

Parole dure anche quelle lanciate da Brigida De Klerk, operatrice del turismo e proprietaria di un B&b in centro: “Il turista non giunge più a destinazione. Ci troviamo di fronte a persone disabili, anziani, donne in gravidanza, tutti con bagagli che non vengono più lasciate a destinazione ma abbandonate nei pressi delle strutture. Inoltre, così facendo sottoponiamo i nostri ospiti a svariati rischi specialmente nelle ore notturne, costretti ad aspettare  il taxi altrove e non davanti la struttura. Tutto questo, sicuramente, non lascia un bel ricordo della città. Io mi chiedo perché passano tutte le macchine di rappresentanza mentre il tassista no. Questo è un disservizio dato non solo alla cittadinanza ma anche al turismo. Quel turismo che è sulla bocca di tutti i nostri politici ma del quale sconoscono le basi. Se la ZTL deve esistere, esista pure ma con logica e senza creare problemi ad una città che già ne ha tanti.”

Ristoratori

Infine, è la volta di Roberto Tudisco, proprietario di un ristorante nel centro storico: “E’ una città allo sbando. Quella dei taxi è la ciliegina sulla torta. Ci stiamo trovando in uno stato d’emergenza in cui i turisti che alloggiano in tutte le zone limitrofe a Via Etnea non possono raggiungere i ristoranti in taxi. Chiediamo a Pogliese un secondo atto d’amore, ovvero quello di dimettersi. Siamo stanchi di questi giochi politici, noi abbiamo famiglia e non possiamo permetterci tutto questo. Sono tutti basiti e tutti al nostro fianco in questa battaglia. La cosa assurda che le decisioni prese dall’amministrazione comunale non sono mai concordate insieme ai vari rappresentanti di categoria. Dobbiamo ringraziare che a Catania vi è l’aeroporto perché ormai siamo una città di passaggio. I turisti, infatti, preferiscono andare a Noto, Taormina e Modica perché non si trovano più bene qui. Riceviamo, ormai, turisti soltanto nel giorno di arrivo o di partenza. Se le cose non dovessero cambiare, protesteremo ad oltranza.”

Antonio Licitra