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Catanzaro, bancarotta e autoriciclaggio: imprenditore palermitano ai domiciliari

Catanzaro, bancarotta e autoriciclaggio: imprenditore palermitano ai domiciliari
Guardia di Finanza

Inoltre, sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari le misure del sequestro preventivo impeditivo della newco e del sequestro preventivo ai fini della confisca, anche per equivalente, della somma di oltre 644 mila euro

Bancarotta Fraudolenta e autoriciclaggio. Per questi reati un imprenditore palermitano è agli arresti domiciliari per fatti che riguardano una importante Onlus in stato di liquidazione in provincia di Catanzaro.

Onlus – impegnata nel terzo settore, attiva nei servizi di riabilitazione, socio-sanitari e assistenziali per anziani e per persone con disabilità – i cui componenti del Consiglio d’amministrazione, secondo quanto ricostruito dai finanzieri del comando provinciale del capoluogo calabrese, all’esito di un’indagine coordinata dalla Procura di Catanzaro, avrebbero distratto somme di denaro in concorso con l’imprenditore palermitano.

Ciò sarebbe avvenuto attraverso la creazione di un nuovo soggetto giuridico, newco, nel quale è confluita esclusivamente la parte operativa della Onlus in liquidazione giudiziale e della quale l’imprenditore siciliano risulta amministratore delegato.

Le indagini hanno rivelato una passività della Onlus per oltre 19 anni

Le attività investigative della Procura, condotte con l’ausilio dei militari del nucleo di polizia economico-finanziaria, hanno consentito di rilevare, in particolare, che la Onlus in fallimento risultava in stato di insolvenza dal 2016, accumulando, negli anni e sino al 2023, passività tributarie e previdenziali per oltre 19 milioni di euro. Inoltre aveva fittato ad altra società, costituita ad hoc a ridosso della procedura di liquidazione, il proprio complesso operativo aziendale senza, peraltro, prevedere la percezione di alcun corrispettivo per i successivi quattro anni e allo scopo preordinato di abbandonare l’Ente al fallimento; l’operazione ha determinato una vera e propria cessione del ramo d’azienda, poiché veniva trasferita alla newco anche la titolarità degli accreditamenti con il Servizio sanitario regionale.

Arresto ai domiciliari, divieto di esercitare attività professionali

Sulla base degli esiti delle investigazioni, l’ufficio del gip del Tribunale, accogliendo la richiesta di applicazione di misura cautelare personale e di misura reale della Procura, ha disposto nei confronti dell’imprenditore la misura cautelare personale degli arresti domiciliari e il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale e/o professionali.

Inoltre, sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari le misure del sequestro preventivo impeditivo della newco e del sequestro preventivo ai fini della confisca, anche per equivalente, della somma di oltre 644 mila euro, nei confronti della newco e, nel caso di mancanza o insufficienza di denaro, anche nei confronti dell’imprenditore di origine siciliana.

Tale somma corrisponde agli utili realizzati nelle annualità 2022 e 2023 dalla newco, attraverso la gestione del complesso aziendale distratto dalla Onlus.