“Ho sempre detto che non sarei stato io il killer di Nello Musumeci in queste elezioni: le frange del centrodestra che hanno provato a coinvolgerci contro di lui non hanno mai ottenuto la nostra adesione. Tuttavia se il presidente uscente non viene ricandidato dalla coalizione che lo ha lanciato è evidente che non è stato all’altezza del compito e pertanto non merita la riconferma”.
Lo afferma Cateno De Luca, candidato alle regionali per Sicilia Vera, davanti al bar Santoro a piazza Indipendenza, durante un incontro con cittadini e giornalisti per fare un bilancio del cammino iniziato lo scorso 20 luglio da Fiumedinisi.
De Luca: “Non sono il killer di Musumeci”
“Sarei sinceramente dispiaciuto se Musumeci venisse messo da parte dalla sua coalizione: vedremo adesso se la ricatterà chiedendo la candidatura al senato in cambio della mancata riconferma – continua De Luca -. Le faide interne al centrodestra per me sono solo operazioni di potere per confermare gli incarichi: Miccichè alla presidenza dell’Ars, Lombardo a gestire la sanità, Cuffaro a proteggere gli interessi del fratello Silvio dopo che è stato messo alla guida del dipartimento delle finanze. Non sono giochi di cui intendo fare parte”.
De Luca: “Ecco il programma”
“La nostra coalizione è la prima a ufficializzare un programma: le azioni che proponiamo si articoleranno nei dieci comandamenti che ho illustrato in questi giorni di cammino tra Fiumedinisi e Palermo, siamo pronti a istituire tavoli tecnici per ogni settore su cui riteniamo necessario intervenire – dice De Luca -. Il nostro programma si articola in dieci anni, non un giorno in più: non bastano cinque anni per far venire la Sicilia fuori dalla situazione in cui è precipitata, per quanto su certi aspetti servirà un intervento più rapido”, aggiunge De Luca.
De Luca: “Russo candidato? Buon per noi”
Se Massimo Russo dovesse candidarsi con il partito di Calenda ne sarei felice: vedremo a che titolo si candida, dal momento che ha preso parte a uno dei periodi più bui della politica siciliana, un periodo in cui lui e Caterina Chinnici erano assessori di Raffaele Lombardo mentre il Palazzo era impegnato nelle connessioni con diversi ambienti, grazie anche alla partecipazione di illustri magistrati. Dopo l’azione politica di Russo la sanità in Sicilia è andata sempre di più allo sbando e di questo gli chiederemo conto e ragione”, aggiunge l’ex sindaco di Messina.

