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Politica siciliana, il j’accuse di Cateno De Luca: “Schifani rabbioso nei miei confronti” – VIDEO

La situazione in questo momento, secondo Cateno De Luca, è ancora quella che si è concretizzata con la legge di stabilità: “Il presidente Schifani ha realmente 29 voti a disposizione, e si è votato con voto palese”, dice il leader di Sud chiama Nord, definendo la maggioranza che all’Ars si manifesta in evidente disaccordo interno. “Se questo ddl sugli enti locali va con voto segreto, posso partire dal presupposto che più di 20 voti a favore non prenderà”.

Questa la previsione del sindaco di Taormina e deputato regionale che, in conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, ha rilanciato la propria sfida alla coalizione di cui, in qualche modo, alla vigilia del grande evento di Caltagirone del 18 gennaio, sembrerebbe essere vittima. Il disegno di legge di riforma degli Enti locali, per De Luca, rischia di essere affossato dalla maggioranza e per questo – afferma il deputato – nel corso della conferenza dei capigruppo di ieri ha dato uno dei suoi consueti consigli non richiesti: “Non mettete questo disegno di legge perché rischia di essere ammazzato per un problema della stessa maggioranza”.

L’intergruppo sabotato

Quello in conferenza stampa, da esponente del progetto “Governo di liberazione”, è un Cateno De Luca di nuovo scatenato che non risparmia nomi e fatti nella sua narrazione dei retroscena politici siciliani. Tanto più che i nomi e i fatti in questione avrebbero sabotato il grande evento “Ti amo Sicilia” in cui finalmente sarebbero stati rivelati i soggetti di altri schieramenti che avrebbero dovuto aderire all’intergruppo parlamentare. A Caltagirone dovevano infatti partecipare, a detta del fondatore di Sud chiama Nord, i deputati della Democrazia Cristiana. Ma su questa presenza sarebbe stato posto un veto, e a volerlo, secondo quanto rivelato da Cateno De Luca, sarebbe stato il presidente della Regione Siciliana Schifani, cui i democristiani dell’Ars stanno garantendo massima lealtà in parlamento.

“Noi non abbiamo ancora avuto la conferma da Marcello Caruso perché mi ha detto che deve parlare con il presidente Schifani, quindi qua c’è una evidente commistione – ecco dove sta il problema – tra il presidente della Regione, statista e capo partito o capo tribù”. Lo dice Cateno De Luca al QdS rispondendo alla domanda sul forfait che a pochi giorni da Caltagirone parrebbero aver dato i democristiani.

J’accuse di Cateno De Luca e le parole su Schifani

“La Democrazia Cristiana aveva dato la disponibilità a partecipare – dice infatti De Luca – e dopo l’8 di gennaio questa disponibilità è stata revocata”. L’idea, spiega l’ideatore e promotore del progetto, “è cambiata, dicono i corridoi, perché una delle condizioni che ha posto il presidente Schifani per continuare l’interlocuzione con il gruppo democristiano era l’ostracismo nei confronti di Cateno De Luca”. Un j’accuse pesante che il sindaco di Taormina fa senza dubbio di smentita.

L’ostracismo imposto di cui parla De Luca varrebbe “sia in termini di eventuale formazione di intergruppo e sia anche con la partecipazione a Caltagirone”. Grandi idee, sulla carta, che al momento sembra non trovino evoluzione nei fatti. Cateno De Luca ha ricordato e ripetutamente sottolineato che, in occasione della legge di stabilità, erano state sottoposte al presidente della Regione ben cento proposte delle quali, giorni dopo, a Palazzo d’Orleans ne erano state vagliate e accolte 15. Infine, queste quindici non sono state inserite nel disegno di legge e soltanto tre norme sono state conquistate in Aula da Sud chiama Nord, che ne rivendica la paternità come rivendica il voto contrario alla finanziaria.

Sud chiama Nord né in maggioranza e neanche all’opposizione

Sud chiama Nord quindi resta al momento fuori sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Non è parte della coalizione di centrodestra né è stata invitata al tavolo di San Martino della Scale per decidere insieme a Pd, M5s e Controcorrente se tentare di sfiduciare Renato Schifani. L’assenza di Marcello Caruso – segretario regionale di Forza Italia – a Caltagirone, su cui De Luca dice di avere ancora speranze, sarebbe motivata da “questa posizione rabbiosa nei miei confronti, per ora, del presidente Schifani”.

Al netto di questo, che il deputato definisce “errore grammaticale” del segretario Caruso, la partecipazione a Caltagirone ci sarà e “non è isolato Cateno De Luca e Sud chiama Nord, ma è invece ritenuto di interesse, anche con una notevole valenza politica, la decisione che prenderà Cateno De Luca e Sud chiama Nord”. Non si spiegherebbe altrimenti, secondo il leader di Sud chiama Nord, la presenza in quell’occasione dei segretari di partito. Marcello Caruso, quindi, dovrebbe sciogliere la riserva ma dalle altre formazioni politiche la partecipazione parrebbe esserci.

Il 2026 “sarà un anno molto difficile”

L’anno appena iniziato, secondo Cateno De Luca, sarà “molto difficile”. Questa previsione De Luca la prospetta pochi giorni dopo aver affermato da Roma che tira aria di elezioni politiche anticipate. “In Sicilia neanche con il Kalashnikov li si può togliere dalla sedia i colleghi parlamentari”, dice sorridendo, proponendo poi una riflessione sulla mozione di sfiducia che i deputati della maggioranza hanno respinto pur avendo affossato anche l’80% – secondo una stima del deputato – dell’attività legislativa della stessa coalizione di governo.

“Qua, per fatto politico non finirà mai la legislatura – dice De Luca – tranne che il presidente Schifani non stacchi la spina”. Diversa invece la questione nazionale, perché – secondo il sindaco-deputato – si inserisce una logica diversa: “Che riguarda anche una legge di stabilità del 2027 più pesante di quella del 2026, quindi c’è una valutazione politica del perché staccare prima; tanto è vero che questo è collegato alla definizione della legge elettorale”.