Milano, 21 mar. (askanews) – Cembra Cantina di Montagna presenta il “Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva Extrabrut Vintage 2019”, nuova etichetta da uve Pinot Nero che arriva sul mercato dopo almeno 48 mesi di affinamento in bottiglia, che amplia la collezione “Oro Rosso”, affiancando l’”Oro Rosso Riserva Dosaggio Zero” da Chardonnay in purezza.
La cooperativa trentina fondata nel 1952, aggiunge così un secondo, prezioso, Metodo Classico alla linea che richiama nel nome il porfido rosso, roccia vulcanica che caratterizza i suoli della valle e che ha avuto un importante ruolo economico per generazioni di famiglie di valligiani che lo definivano appunto oro rosso. Del resto nella Val di Cembra questa roccia accompagna l’intero paesaggio agrario, dai suoli ai terrazzamenti sostenuti da oltre 700 chilometri di muretti a secco. È su questa matrice che la Cantina costruisce la propria linea di spumanti di punta, cercando una propria lettura territoriale del TrentoDoc che lega altitudine, tensione acida e impronta sapida e minerale dentro una bolla fine e ramata.
Il nuovo vino nasce da vigneti collocati tra i 600 e i 700 metri di altitudine, con esposizioni a sud, sud-est e sud-ovest, su terreni mediamente profondi, franco-sabbiosi e ben drenati. Le uve sono Pinot Nero in purezza, allevate a pergola semplice trentina e guyot, con una resa tra i 50 e i 55 ettolitri per ettaro. La vendemmia viene effettuata a mano tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, in un contesto segnato da forti pendenze ed escursioni termiche che rientra pienamente nella viticoltura eroica di questa valle.
In cantina la lavorazione prevede pressatura soffice, decantazione statica a freddo e fermentazione a temperatura controllata a 18 gradi. Segue un affinamento sulle lisi in acciaio per circa sei mesi, mentre il tiraggio avviene nella primavera successiva alla vendemmia. La base viene completata con l’apporto di vini di riserva di vecchie annate, che in questo millesimo si aggira intorno al 15%. Il titolo alcolometrico è 12% vol con acidità di 7,5 grammi per litro.
“Con il Blanc de Noirs abbiamo voluto esplorare un’altra espressione della nostra montagna”, ha dichiarato l’enologo Stefano Rossi, spiegando che “il Pinot Nero coltivato a queste altitudini riesce a conservare freschezza, precisione ed eleganza. Il lungo affinamento in bottiglia ne amplifica la complessità, mentre il porfido restituisce nel calice un’accentuata sapidità che è la firma più autentica dei vini made in Val di Cembra. Un vino – ha concluso – che non è solo tecnica, ma il risultato di un continuo ascolto verso un territorio tanto generoso quanto esigente”.
Il progetto si inserisce in un percorso più ampio di definizione dell’identità della Cantina sociale che riunisce circa 300 soci conferitori e che negli anni ha progressivamente accentuato il lavoro di selezione delle parcelle e di lettura del territorio. Un impegno gravoso portato avanti con determinazione e caparbietà nella corretta convinzione che la qualità paghi più della quantità fine a se stessa. Un percorso partito fin dagli anni Ottanta con gli gli studi di zonazione avviati insieme con l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige e con l’Università di Firenze, poi l’ingresso nella sfera di Cantina La-Vis nel 2002 e un ulteriore passaggio qualitativo nel 2020, con una gestione ancora più puntuale del vigneto e attenta della vinificazione.

