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Censure dell’Unione europea sui giudici tributari e obbligo per l’Italia di attuare misure correttive

Censure dell’Unione europea sui giudici tributari e obbligo per l’Italia di attuare misure correttive
La sede della Commissione europea

Avviata formalmente la procedura d’infrazione per il trattamento applicato, ritenuto contrario al diritto del lavoro Ue. Il vice ministro dell’Economia, Leo, ha assicurato il proprio interessamento per risolvere la situazione

ROMA – Lo scorso 4 giugno 2026, l’Unione europea, dopo diverse censure dei Giudici di merito e di legittimità, ha avviato formalmente la procedura d’infrazione a carico dell’Italia per il trattamento riservato ai Giudici tributari onorari, da sempre privi delle giuste prerogative riservate a tutti i lavoratori.

Più in particolare, con la lettera di costituzione in mora relativa alla procedura Infr (2026) 4004, Bruxelles ritiene che il trattamento applicato ai giudici ancora in servizio sia meno favorevole rispetto a quello previsto per i magistrati tributari professionali e, più in generale, contrario al diritto del lavoro dell’Unione europea.

Le richieste di Bruxelles e le misure correttive

Con la citata lettera di costituzione in mora, è stato disposto che l’Italia dovrà rispondere alla Commissione europea e adottare eventuali misure correttive entro il breve termine di due mesi. In mancanza di una soddisfacente risposta del nostro Governo, Bruxelles proseguirà con i successivi adempimenti del caso, cominciando con un “parere motivato”.

Il ruolo dei giudici tributari e le criticità denunciate

Ricordiamo che si parla dei Giudici tributari, che sono stati immessi nell’apposito ruolo dopo avere superato un rigoroso concorso per titoli, e che, da sempre, hanno assicurato lo svolgimento dell’attività giurisdizionale tributaria, nelle Commissioni tributarie e oggi nelle Corti di Giustizia, con dedizione e professionalità. Il tutto, ricevendo un compenso assolutamente irrisorio e, cosa ancora più grave, del tutto privi delle prerogative delle quali godono tutti i lavoratori di un Paese civile (ferie, congedo per malattia, congedo per maternità, pensione, ecc…).

La riforma della magistratura tributaria e le differenze di trattamento

Ora, finalmente, l’Unione europea prende posizione nei confronti di questa assurda situazione, che si è manifestata in maniera ancora più eclatante da quando, con la riforma del Contenzioso tributario, è stata prevista l’istituzione di una Magistratura professionale, con magistrati provenienti dalle altre Magistrature (ordinaria, contabile, amministrativa o militare) oppure assunti attraverso apposito concorso pubblico.

Questi nuovi magistrati si aggiungono ai precedenti Giudici fino all’esaurimento (per raggiunti limiti di età) di questi ultimi, ma, diversamente dagli altri, pur svolgendo le stesse funzioni, i magistrati previsti dalla recente riforma sono “magistrati a tutti gli effetti”, ossia con lo stipendio di qualunque altro magistrato, con il diritto alle ferie e a tutto il resto.

L’intervento del Governo e il ruolo del vice ministro Leo

Del problema è stato interessato anche il vice ministro dell’Economia, Maurizio Leo, il quale ha assicurato il proprio interessamento al fine di potere dare una corretta soluzione al problema.

Salvatore Forastieri
già dirigente superiore ministero delle Finanze, Garante del contribuente e giudice Corte giustizia tributaria secondo grado Sicilia