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Il centro storico dialoga con il sito archeologico. A Tusa al via il progetto artistico Antiquarium

Il centro storico dialoga con il sito archeologico. A Tusa al via il progetto artistico Antiquarium

L’iniziativa, realizzata nell’ambito della missione 1 del Pnrr, si inserisce nell’annuale edizione della rassegna “Factus”

TUSA (ME) – L’ultima edizione di Factus – Festival di Arte Contemporanea Tusa, ha realizzato nella città del Messinese, realtà dalla profonda vocazione turistica che custodisce nell’antica Halaesa Arconidea uno dei patrimoni archeologici più significativi del Mediterraneo, il progetto Antiquarium: un intervento di produzione artistica che mette in relazione il centro storico di Tusa con il sito archeologico di Halaesa Arconidea, intrecciando arte contemporanea, patrimonio archeologico e spazio pubblico. Il progetto è realizzato nell’ambito del Pnrr – missione 1, componente 3, investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi” e del festival, promosso e organizzato dall’Associazione culturale Tusa Nero su Bianco presieduta da Alfonsina Bellomo, da Factus con la direzione artistica di Michelangelo Calderone e Salvatore Giacomo Notaro, e da Santo Di Salvo, in collaborazione con il Comune di Tusa e il Parco Archeologico di Tindari; e con il patrocinio del Museo Riso di Palermo.

L’installazione di Daniele Franzella ispirata alla statua di Claudio Pulcro

Antiquarium ha prodotto una nuova installazione contemporanea site specific di Daniele Franzella ispirata a un’antica statua che ha abitato diversi spazi del paese e che adesso è custodita presso il Museo Antiquarium della città. La statua originale ritrae il magistrato romano Claudio Pulcro, vissuto intorno al 90 a.C, e per molti anni è stata collocata al centro di Tusa, dove adesso si trova la nuova scultura. L’opera di Franzella offre una visione contemporanea di Pulcro raccogliendo i frammenti del passato e restituendo all’antica figura gli occhi, realizzati in ceramica con un effetto sorprendente. Il monumento conserva tracce riconoscibili del modello antico — il naturalismo, il realismo del ritratto, l’eredità della scultura greca e la funzione celebrativa — proponendosi come una nuova presenza che suscita una riflessione sui processi di trasmissione delle immagini, sulla pratica della replica e sul rapporto tra autenticità, memoria e invenzione.

Il dialogo tra il centro storico di Tusa e Halaesa Arconidea

Collocata presso l’antica porta di accesso al centro storico in Largo Notarile, la scultura stabilisce una relazione ideale tra Tusa e Halaesa Arconidea, ricucendo il legame tra la città contemporanea e il suo paesaggio archeologico. L’opera non celebra il passato né lo ricostruisce; ne riattiva piuttosto il potenziale interpretativo, facendo dello spazio pubblico un luogo in cui la storia continua a essere riletta e condivisa. L’intervento nello spazio urbano è accompagnato da una mostra dello stesso artista allestita nelle sale del sito archeologico di Halaesa Arconidea fino al 20 settembre, per raccontare la genesi dell’intero processo creativo a cura di Alessandro Pinto, in un dialogo tra archeologia e arte contemporanea, passato e presente, ampliando la riflessione sul rapporto tra archeologia e pratiche artistiche contemporanee.

Il sindaco Tudisca: “La cultura è l’asse di sviluppo di Tusa”

“Il nostro è un comune storico che trae origine – ha commentato il sindaco Angelo Tudisca – dall’antica città di Halaesa Arconidea risalente al IV secolo a.C. Come amministrazione ci vantiamo di avere voluto fortemente rivalutare il sito archeologico, con caparbietà. Grazie alla collaborazione dell’università francese di Amiens siamo riusciti a fare grandi scoperte. E oggi collaborano agli scavi anche le università di Oxford, Messina, e Palermo. Grazie alla scelta di fare della cultura l’asse di sviluppo di Tusa, siamo entrati nel Pnrr Borghi, all’interno del quale abbiamo potuto realizzare vari interventi: 3 postazioni di co-working a Tusa, Castel di Tusa e Halaesa, panchine intelligenti per lavorare o ricaricare il telefono davanti al mare, la collaborazione con Factus per il progetto Antiquarium, gli alloggi per ospitare gli studenti delle università che vengono qui a lavorare nel sito archeologico in un ex convento abbandonato e inutilizzato. Complessivamente sono stati finanziati dal Pnrr 12 progetti e ne siamo fieri”.

Factus e Antiquarium: il ponte tra passato e futuro

“Le prime tre edizioni di Factus – ha spiegato il direttore atistico Michelangelo Calderone – hanno utilizzato la forma delle residenze d’artista con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo. L’edizione di quest’anno si è concentrata sull’antica statua di epoca romana raffigurante Claudio Pulcro, collocata per molto tempo all’interno del paese. L’idea di proporre una statua contemporanea che partisse da quella scultura, la reinterpretasse e la riponesse lì dove la tradizione voleva che fosse, vicino alla Porta, ci sembrava un’operazione che potesse costruire un ponte tra Tusa, Halaesa e il futuro rappresentato appunto dall’arte contemporanea.

“L’arte è fatta di sopravvivenze come ha postulato lo storico dell’arte tedesco Aby Warburg. Il progetto Antiquarium – ha osservato il curatore Alessandro Pinto – è la realizzazione di questa idea rispetto alla figura di Claudio Pulcro la cui statua di epoca romana, fu spostata più volte: inizialmente collocata nei pressi della porta medievale del paese, venne ricollocata agli inizi del XX secolo al centro della piazza principale, su una fontana monumentale, dopo il 1950 trasferita nel Palazzo Municipale e infine musealizzata presso l’Antiquarium di Tusa, dove è tuttora conservata. Una statua documentata dall’acquerello realizzato da Jean Houel nel 1777, oggi conservato al Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo. Qualche decennio fa è stata realizzata anche una replica, oggi esposta lungo il percorso di visita del sito archeologico di Halaesa. Il tentativo del progetto Antiquarium è reinterpretare questa figura nel presente e alla luce di questa storia, attraverso l’arte contemporanea”.

“Non si tratta – ha detto l’artista Daniele Franzella – di una copia ma di una reinterpretazione che è fatta di frammenti come frammentata è la sua storia. Gli occhi sono un presente e un dettaglio importante che manca alla statua originale e stanno a significare uno sguardo vivo sui cittadini e sulla storia di questo luogo. Confrontarmi con i reperti di Halaesa è stata un’esperienza unica per me”.

La mostra visitabile fino al 20 settembre

L’organizzazione dell’iniziativa è a cura dell’Associazione culturale Tusa Nero su Bianco, presieduta da Alfonsina Bellomo. La direzione artistica di Factus è di Michelangelo Calderone, Salvatore Giacomo Notaro e Santo Di Salvo. Rassegna realizzata in collaborazione con il Comune di Tusa e il Parco Archeologico di Tindari e con il patrocinio del Museo Riso di Palermo. La mostra è visitabile fino al 20 settembre dal lunedì alla domenica dalle ore 9:00 alle ore 18:00.