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Centrosinistra,pranzo della Lanterna Franceschini-Salis con menu’ a base di primarie

Centrosinistra,pranzo della Lanterna Franceschini-Salis con menu’ a base di primarie

Sindaca Genova circoscrive alla gara la sua indisponbiilità alla corsa alla premiership

Roma, 25 mar. (askanews) – Pranzo di “lavoro” a Genova alla tradizionalissima Locanda Spinola a due passi da palazzo Ducale fra l’ex segretario del Pd Dario Franceschini e la sindaca civica di centrosinistra della città della Lanterna Silvia Salis che ha rinconquistato al centrosinistra il governo del capoluogo ligure alla testa del primo esperimento di ‘campo largo’ da Renzi a Conte passando per Pd e Avs dopo la caduta del governo Conte II giallo-rosso per le dimissioni delle ministre Iv.

Nel menù politico dell’incontro, riferiscono esponenti del centrosinistra ligure, l’annuncio di ieri di Salis della indisponibilità a gareggiare a primarie aperte. Indisponibilità che la sindaca di Genova ha volutamente reso pubblica in via preventiva, per porre fine a numerose pressioni per la sua iscrizione alla corsa venute da diversi dirigenti del centrosinistra con in mano sondaggi recenti che darebbero Conte vincente alle primarie su Schlein ma non su Salis. Lei ha rinnovato a Franceschini la determinata convinzione che la premiership del centrosinistra alternativa a Giorgia Meloni debba avvenire per scelta condivisa dei partiti della coalizione in stretta aderenza al programma di governo comune adottato da tutti, così come avvenuto per la sua candidatura a Genova e per le successive candidature comuni del campo largo progressista di autunno 2025 in Marche, Calabria, Toscana, Puglia, Campania e Veneto: “La persona meglio in grado di interpretare e farsi portavoce del programma di governo comune”

Di contro Salis, avrebbe anche precisato a Franceschini di aver ieri chiuso la porta soltanto alla scesa di campo diretta alle primarie. Una sottolineatura apprezzata dall’ex leader Pd che avrebbe ricordato come nessuna decisione è stata presa. Facendo presente alla sindaca civica di Genova come finora la segretaria del Pd Elly Schlein ha semplicemente dato la propria disponibilità personale a correre per il Pd in caso di primarie di coalizione, come lo Statuto stesso dei dem prevede. Subordinando però sempre la praticabilità delle primarie alla condivisione unitaria di tutta la coalizione, allo stato assente.

Allo stato infatti, è il presidente M5s Giuseppe Conte ad aver posto il tema di primarie “aperte”, all’indomani della vittoria referendaria del No che è andata oltre i numeri del solo campo largo. Ed è stato Matteo Renzi ad assicurare la presenza di un candidato moderato riformista a primarie sulla premiership da celebrarsi dopo quelle “delle idee” sul programma del centrosinistra. La posizione del Pd invece, è stato sottolineato a Salis, è che il metodo dovrà essere quello del maggiore consenso fra gli alleati. E che le primarie aperte indicate da Conte e avallate da Renzi, oltre alla disponibiltà personale di Elly Schlein ed Ernesto Ruffini a prendervi personalmente parte se si faranno non sono andate. Incassando, di contro, da Alleanza Verdi e Sinistra di Bonelli e Fratoianni se non un vero e proprio “niet” quanto meno un rinvio a tempi migliori.

Impegno dunque fra Salis e Franceschini a restare in contatto, per rivedersi e riparlarsi, possibilmente collegialmente, anche sul metodo di selezione della premiership. Rispetto cui, al momento del caffè sotto la Lanterna di Genova, Elly Schlein alla stampa estera è stata chiara nel dire che di deciso non c’è ancora nulla. “Ho sempre detto – le sue parole – che sarò disponibile a qualunque modalità, comprese le primarie se sceglieremo queste. Si può fare come fa la destra: chi prende un voto in più alle elezioni- oppure si possono fare le primarie, a cui mi sono sempre detta disponibile. Il problema non è fare una discussione tra di noi ma capire tutti insieme come non disperdere questa forza che si è generata al referendum a difesa della Costituzione”.