Chiesa accanto a Sinagoga e Moschea, svelato il progetto di piazza “Tre culture” - QdS

Chiesa accanto a Sinagoga e Moschea, svelato il progetto di piazza “Tre culture”

redazione

Chiesa accanto a Sinagoga e Moschea, svelato il progetto di piazza “Tre culture”

sabato 01 Giugno 2019 - 00:03
Chiesa accanto a Sinagoga e Moschea, svelato il progetto di piazza “Tre culture”

Il complesso architettonico potrebbe sorgere nell’ex deposito locomotive di piazza Europa, a Catania. L’idea di Nicolosi Fazio sposata dall’amministrazione etnea: “Possibile sfruttare i fondi Ue”

CATANIA – “Edificare la ‘Piazza delle Tre Culture’ laddove è ormai in degradante disuso l’ex deposito delle Locomotive F.S., in quella porzione panoramica alla destra di Piazza Europa oggi purtroppo negata alla vista dei cittadini. Un progetto architettonico ambizioso perché ridarebbe nuova vita – letteralmente – al terminale di un binario morto, ma ancor di più un vero e proprio atto di riscatto culturale di Catania e del suo tessuto sociale e urbano”.

L’ingegnere Francesco Nicolosi Fazio ha così annunciato l’individuazione del sito che di fatto potrebbe ospitare la brillante e complessa idea architettonica che lui coltiva da quasi un ventennio: costruire, una accanto all’altra, una chiesa, una sinagoga e una moschea, insieme ai rispettivi istituti religiosi. “Intervenire in quest’area, bonificando un tratto del waterfront di Ognina che oggi interrompe bruscamente la vista del litorale della città, significherebbe ridare dignità a una zona molto amata da cittadini e turisti, con un forte messaggio di rigenerazione urbana ma anche valoriale di luoghi simbolo che custodiscono la nostra identità”, ha continuato Nicolosi Fazio durante l’incontro svoltosi giovedì al Palazzo del Cultura.

E per confermare la fattibilità dell’opera l’ingegnere e intellettuale catanese ha sottolineato la possibilità di “ricavare una parte dei finanziamenti dai fondi europei appositamente destinati ai progetti d’integrazione, ma soprattutto dalle risorse internazionali delle comunità religiose coinvolte. Non da ultimo, anche attraverso il prezioso strumento popolare del crowdfunding. Dal punto di vista pratico – continua Nicolosi Fazio – occorre acquistare il terreno di proprietà delle Ferrovie dello Stato, successivamente il recupero dell’area prevede interventi ad hoc sulle strutture già esistenti degli ex capannoni. Affinché il possibile diventi concreto è indispensabile l’appoggio dell’Amministrazione”.
E il Comune di Catania ha manifestato il proprio interesse attraverso la presenza dell’assessore Alessandro Porto: “Condividiamo le proposte che come questa vanno nella direzione del bene collettivo” ha detto, ricordando di aver conosciuto il progetto quando svolgeva il ruolo di presidente della Commissione Urbanistica. Dall’attuale componente della stessa Commissione, Salvo Di Salvo, sostenitore dell’opera ed ex assessore all’Urbanistica, è stato preso un impegno fattivo: “Ritengo – ha dichiarato – che ci siano tutte le condizioni affinché la piazza possa trovare spazio all’interno del nuovo Piano regolatore generale. Porterò avanti la proposta perché si tratta di un’opera che può dare lustro alla nostra città”.

La filosofia dell’accoglienza dell’altro, che sta alla base dell’idea di Nicolosi Fazio, ha accomunato i rappresentanti delle tre religioni coinvolte: l’imam di Sicilia e della moschea della Misericordia di Catania Kheit Abdel Hafid ha voluto sottolineare “la straordinaria capacità di dialogo che appartiene alla città”, mentre mons. Gaetano Zito e il rabbino Stefano Di Mauro hanno fatto pervenire il loro pensiero: “Non possiamo dimenticare – ha detto il rappresentante cristiano – che le nostre coste erano di passaggio nella navigazione tra Roma e il Medio Oriente, sia l’ebraismo, che il cristianesimo e l’Islam sono di fatto approdate nell’isola da qui”; mentre l’israelita ha ribadito come “da troppo tempo i popoli si fanno la guerra e sacrificano vite umane con la scusa di questa o quella religione che si crede l’unica degna di essere seguita”.

Il confronto è proseguito anche attraverso le relazioni del poeta e scrittore Mario Grasso, dello storico Tino Vittorio, del sociologo e docente dell’Università etnea Carlo Colloca, e con i saluti giunti dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dal neo europarlamentare catanese Dino Giarrusso, dalla pastora evangelica Silvia Rapisarda e dal Pope Apollinariys della chiesa ortodossa del patriarcato di Costantinopoli.

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