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Risarcimento ai condomini per oratorio confusionario, la chiesa di Palermo lancia sottoscrizione

Risarcimento ai condomini per oratorio confusionario, la chiesa di Palermo lancia sottoscrizione

La decisione dei parroci della chiesa

Una sottoscrizione per far fronte al risarcimento da 45mila euro disposto dal Tribunale di Palermo. Questa è la mossa della chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù per far fronte a quanto deciso dai giudici, a causa dei rumori provenienti dall’oratorio. A lanciare l’iniziativa sono gli stessi parroci di via Parlatore, don Gabriele Tornambè, don Gianpiero Cusenza e don Emilio Cannata

“Abbiamo ritenuto opportuno custodire nel silenzio quanto è scaturito dalla diffusione della notizia relativa alla sentenza del Tribunale di Palermo, che ha coinvolto anche la nostra piccola comunità parrocchiale, prevedendo un significativo risarcimento per danni patrimoniali e non patrimoniali in favore dei promotori dell’azione legale – scrivono i parroci -. Siamo consapevoli che, quando sorgono incomprensioni, esiste il rischio che si alimentino anche di questioni di principio. La porta della nostra chiesa è e rimane aperta a tutti, senza distinzione, ai piccoli come agli adulti”.

Troppa confusione dall’oratorio, i condomini dovranno essere risarciti

La vicenda ha avuto inizio nel 2015 e si è conclusa lo scorso novembre, ma la notizia è stata resa nota soltanto in queste ore. I residenti hanno sempre lamentato che l’attività dei bambini e anche degli adulti andava avanti dalle 16 alle 20 durante i giorni feriali e nel week end anche fino a mezzanotte. C’era stato un tentativo di accordo con la parrocchia che era pronta a risarcire con 5 mila euro i condomini, quest’ultimi però avevano rifiutato.

Bambini dell’oratorio disturbano residenti, chiesa condannata: “Le attività sportive sono strumenti di aggregazione”

Su quanto deciso dal Tribunale di Palermo era intervenuta anche l’Arcidiocesi del capoluogo siciliano. “Le attività ludiche e sportive sono sempre state concepite non come fattore di disturbo, ma come strumenti di aggregazione e di formazione umana e cristiana – prosegue la nota dell’Arcidiocesi – Nel corso degli ultimi anni, la comunità parrocchiale ha cercato di adottare misure volte a ridurre i disagi segnalati dai residenti, nel tentativo di conciliare il diritto alla quiete con quello dei più piccoli a spazi sicuri di gioco e relazione. Il mancato raggiungimento di un accordo condiviso è motivo di rammarico per tutti”.

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