La chiesa di Santa Teresa del Bambino Gesù di Palermo dovrà risarcire i residenti di un palazzo di via Filippo Parlatore che avevano denunciato la troppa confusione dei bambini che giocano nell’oratorio della parrocchia. Lo ha deciso il tribunale.
“La parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù prende atto con senso di responsabilità della sentenza emessa dal tribunale di Palermo e conferma la propria volontà di attenersi pienamente a quanto stabilito, nella consapevolezza che il rispetto delle regole e della convivenza civile costituisce un valore fondamentale per la comunità cristiana” ma “ribadisce la funzione educativa, sociale e preventiva dell’oratorio che da decenni costituisce per bambini e ragazzi uno spazio fondamentale di crescita, inclusione e socialità, soprattutto in un contesto urbano povero di luoghi di socializzazione”. E’ quanto si legge in una nota dell’Arcidiocesi di Palermo che ha commentato la notizia riporata dal quotidiano “Repubblica Palermo”.
La vicenda ha avuto inizio nel 2015 e si è conclusa lo scorso novembre, ma la notizia è stata resa nota soltanto in queste ore. I residenti hanno sempre lamentato che l’attività dei bambini e anche degli adulti andava avanti dalle 16 alle 20 durante i giorni feriali e nel week end anche fino a mezzanotte. C’era stato un tentativo di accordo con la parrocchia che era pronta a risarcire con 5 mila euro i condomini, quest’ultimi però avevano rifiutato.
Bambini dell’oratorio disturbano residenti, chiesa condannata: “Le attività sportive sono strumenti di aggregazione”
“Le attività ludiche e sportive sono sempre state concepite non come fattore di disturbo, ma come strumenti di aggregazione e di formazione umana e cristiana – prosegue la nota dell’Arcidiocesi – Nel corso degli ultimi anni, la comunità parrocchiale ha cercato di adottare misure volte a ridurre i disagi segnalati dai residenti, nel tentativo di conciliare il diritto alla quiete con quello dei più piccoli a spazi sicuri di gioco e relazione. Il mancato raggiungimento di un accordo condiviso è motivo di rammarico per tutti”.
La parrocchia, conclude la nota, “auspica che, anche alla luce di questa vicenda, possa aprirsi una riflessione più ampia sul valore degli oratori e degli spazi educativi nelle città e sulla necessità di un dialogo costante tra istituzioni, comunità ecclesiali e cittadini, affinché si possano individuare soluzioni equilibrate che tutelino i diritti di tutti. La parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù, insieme all’Arcidiocesi, rinnova la propria disponibilità al confronto e al dialogo, nella ferma convinzione che la coesione sociale e la cura delle fragilità – a partire dai bambini – siano un bene comune da tutelare con responsabilità e rispetto reciproco, come avviene quotidianamente in molti quartieri della città grazie alla presenza delle parrocchie e al servizio pastorale dei loro parroci”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it
Segui QdS.it su Google Non perderti inchieste, news e video
WhatsApp Le notizie anche sul canale di QdS.it

