Roma, 1 apr. (askanews) – A margine dell’incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Cia-Agricoltori Italiani ha ribadito l’allarme per l’agricoltura italiana, tra i comparti più esposti alle crisi belliche ed energetiche. Italia ed Europa devono agire subito sia con il credito d’imposta per il gasolio agricolo, come già sollecitato da settimane, sia con un pacchetto di misure ad hoc dalla Commissione europea.
Pur apprezzando gli sforzi del governo sui temi del tavolo odierno, Cia chiede con forza una strategia strutturata per gestire la crisi e garantire tutele negli approvvigionamenti di materie prime strategiche. Il conflitto in Medio Oriente provoca rincari fino al 60% su gasolio e urea, fertilizzanti introvabili, turbolenze nei mercati di gas ed elettricità: un impatto medio di decine di migliaia di euro per ogni impresa.
“Non c’è più tempo da perdere – spiega Cia – gli agricoltori sono esausti e i 4 centesimi in meno sulle accise non bastano. Servono interventi incisi e risorse consistenti per preservare la sicurezza alimentare globale, evitando che aziende riducano la produzione o chiudano. Bisogna tutelare – ha detto Fini – la sovranità del nostro Made in Italy agroalimentare, che senza cerealicoltura, zootecnia da latte e florovivaismo, filiere tra le più sensibili, perde la sua essenza. Oggi, nei campi, nelle stalle e nelle serre, il nostro sistema agricolo nazionale è sotto assedio”.

