Roma, 25 feb. (askanews) – Con il quarto bando agrisolare, il Governo rinnova e rafforza un percorso che riconosce all’agricoltura un ruolo centrale nella transizione energetica del Paese, leva concreta per contrastare gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici che stanno rapidamente modificando la geografia produttiva. Questo il commento di Cia-Agricoltori Italiani, secondo cui la nuova misura da 800 milioni di euro rappresenta la naturale prosecuzione del percorso avviato dal 2022 con il Pnrr e offre alle Pmi agricole nuove opportunità di investimento nel fotovoltaico sui tetti di stalle, cantine, magazzini e serre, garantendo la generazione di energia green senza sottrarre suolo alla produzione alimentare.
Secondo Cia, i risultati conseguiti finora confermano la validità dello strumento: sono già 23.000 le aziende agricole finanziate attraverso i fondi del Pnrr. Imprese che hanno creduto sin da subito in questa opportunità, perseguendo un duplice obiettivo: ridurre i costi energetici, voce di spesa particolarmente significativa nei bilanci aziendali, e contribuire in modo concreto al contrasto del riscaldamento globale.
“Accogliamo con favore l’iniziativa del Masaf di attivare il quarto bando Parco Agrisolare -ribadisce il presidente nazionale, Cristiano Fini- e apprezziamo la soluzione individuata, che permetterà alle imprese beneficiarie di completare gli investimenti entro il 31 dicembre 2028, garantendo tempi adeguati alla piena realizzazione degli interventi. Come Confederazione, abbiamo accompagnato fin dall’inizio i nostri associati, favorendo l’accesso alle misure e la corretta presentazione delle domande, attraverso il lavoro di Esco Agroenergetica, che ha supportato le aziende nella progettazione, nella richiesta dei contributi e nella realizzazione degli interventi”.
Questo quarto bando, ha concluso, “è anche il frutto di un confronto costante e costruttivo tra Cia, il Masaf e il Gse, che in questi anni hanno consolidato un’attenzione crescente verso il settore agricolo, non solo come comparto produttivo, ma come attore centrale della transizione energetica nazionale”.

