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Cia Calabria: abbandono e incuria alvei fluviali alleati maltempo

Cia Calabria: abbandono e incuria alvei fluviali alleati maltempo

Serve piano straordinario di manutenzione del territorio

Roma, 16 feb. (askanews) – L’abbandono e l’incuria degli alvei dei fiumi calabresi sono alleati silenziosi del maltempo e dei cicloni come Harry, Ulrike e Nils. Cia Calabria ancora una volta, lancia un grido d’allarme che è anche una denuncia politica per tutti quelli che devono agire e continuano a non farlo, al di là delle ragioni e delle discolpe. “Le aree interne della nostra regione, cuore pulsante dell’agricoltura e presidio fondamentale contro il dissesto idrogeologico – si legge in una nota – hanno necessità di interventi molto più incisivi e risolutivi sia sul piano infrastrutturale per le politiche di contesto che sul piano della messa in sicurezza dal dissesto idrogeologico”.

“Il territorio non si governa con l’emergenza, ma con interventi continui di manutenzione – ricorda il presidente di Cia Calabria, Nicodemo Podella – Assistere ogni anno allo stesso copione di fiumi che esondano e versanti che cedono è inaccettabile. Gli agricoltori sono i primi custodi di queste terre, ma non possono essere lasciati soli a combattere contro la furia degli elementi in mancanza di opere essenziali a prevenzione dei danni”.

Per questo, Cia Calabria torna a chiedere un “Piano Straordinario di Manutenzione del Territorio” che passi anche attraverso il coinvolgimento diretto delle aziende agricole, profondi conoscitori delle criticità presenti e con mezzi e attrezzature adeguate; interventi strutturali e non episodici sugli alvei fluviali, per la loro pulizia profonda da sedimenti accumulati nel tempo e dalla presenza di imponenti boscaglie che impediscono il normale deflusso delle acque, per la messa in sicurezza dei costoni nelle aree montane, per il rafforzamento degli argini nelle aree di pianura, per prevenire esondazioni che distruggono raccolti e infrastrutture; politiche reali per le aree interne, con investimenti in servizi e infrastrutture anche per mitigare il dissesto idrogeologico e quindi per fermare l’abbandono.

“Non possiamo più permetterci – conclude Cia Calabria – di aspettare il prossimo ciclone per ricordarci che la Calabria è una terra fragile. È tempo di interventi immediati e risolutivi, prima che l’ultimo agricoltore decida di abbandonare il proprio presidio. Nel frattempo, è necessario fare una veloce ricognizione dei danni alle infrastrutture sui territori colpiti per il loro ripristino e per predisporre adeguati ristori alle aziende agricole che permetta loro di riprendere a produrre”.