Roma, 17 giu. (askanews) – La riforma della legge 157/92 sulla gestione della fauna selvatica non è più rinviabile. La necessità di un nuovo quadro normativo più coerente con le mutate condizioni agricole, ambientali e faunistiche del Paese è da tempo la strada essenziale per affrontare una delle più grandi emergenze per la tenuta del mondo agricolo, come per la sicurezza dei cittadini, anche nelle aree urbane. Questo quanto ribadisce, oggi, Cia-Agricoltori Italiani nella giornata del passaggio del testo in Senato e auspicando la conclusione dell’iter di approvazione del Ddl entro la legislatura.
“Cruciale – sottolinea Cia – contenere il proliferare senza controllo degli ungulati, mantenendo un equilibrio efficace tra tutela ambientale, attività venatoria e salvaguardia delle produzioni, degli allevamenti e dei territori rurali. Ricordando gli oltre 2 milioni di cinghiali in circolazione, responsabili dell’80% dei danni all’agricoltura e le centinaia di incidenti di cui sono responsabili ogni anno”.
Infine, Cia chiarisce che il principio di gestione, introdotto con la riforma, dovrà garantire, per essere efficace, misure preventive e un adeguato ristoro alle aziende agricole per i danni subiti, riconoscendo che si tratta di risarcimento e non di aiuto.

