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Cia: operativa Cun grano duro, prezzi più equi e trasparenti

Cia: operativa Cun grano duro, prezzi più equi e trasparenti

Stop scaricare su agricoltori peso distorsioni mercato

Roma, 30 mar. (askanews) – Dopo tanta attesa, la Commissione Unica Nazionale del grano duro entra nella piena operatività. La prima riunione, ospitata alla Camera di Commercio di Roma, “segna l’avvio concreto di uno strumento atteso da tutto il settore e rivendicato dalla Confederazione per riportare trasparenza e giustizia nella formazione dei prezzi”. Così Cia-Agricoltori Italiani, che rimarca il risultato raggiunto e sottolinea come la CUN, dopo la fase sperimentale, entri ora a pieno regime, affiancando le altre già attive nei comparti uova, conigli e suini.

“L’avvio della CUN segna un passaggio strategico e non più rinviabile per riequilibrare davvero i rapporti di filiera e restituire dignità economica ai produttori. È una conquista frutto delle battaglie di Cia, che si inserisce in un percorso preciso – spiega la Cia – da Granaio Italia, per garantire trasparenza e tracciabilità, al riconoscimento dei costi medi di produzione tramite Ismea, fino al rafforzamento degli accordi di filiera. L’obiettivo è chiaro, ristabilire condizioni di equità e assicurare un reddito giusto agli agricoltori, senza più scaricare su di loro il peso delle distorsioni del mercato”.

D’altra parte, il grano duro è una coltura centrale per l’agricoltura nazionale: con circa 1,2 milioni di ettari è la prima per superficie coltivata, con l’Italia primo Paese Ue e secondo produttore mondiale dopo il Canada, oltre che base della pasta, emblema della cucina italiana patrimonio dell’Unesco. Tuttavia, l’impennata dei costi di produzione a fronte di prezzi all’origine troppo bassi sta mettendo in ginocchio gli agricoltori, spesso costretti a lavorare in perdita.

A peggiorare ulteriormente la situazione, gli effetti della guerra in Medio Oriente, con il gasolio agricolo salito da 0,80 a 1,40 euro al litro e i fertilizzanti azotati, come l’urea, passati da 40 a 75 euro al quintale e sempre più difficili da reperire. Per questo, sottolinea il presidente di Cia, “crediamo fortemente nella modernizzazione della filiera, anche attraverso strumenti come la CUN. Il grano è un pilastro del Made in Italy e serve un impegno concreto per garantire un futuro sostenibile alla produzione e al reddito degli agricoltori”.

La CUN, composta da 10 commissari in rappresentanza della parte agricola e 10 della parte industriale, avrà il compito di individuare il prezzo indicativo del grano duro nazionale, differenziato per categorie produttive e aree geografiche (Nord, Centro, Sud e Isole). Cia-Agricoltori Italiani sarà presente nel collegio dei commissari con due rappresentanti effettivi e due sostituti: Silvana Roberto, imprenditrice di Foggia, prima provincia per produzione di grano duro in Italia; Carmelo Allegra, giovane produttore siciliano; Marco Bergami, cerealicoltore del Bolognese; Claudio Capecchi, agricoltore della Maremma grossetana. “A tutti i commissari, gli auguri di buon lavoro da parte della Confederazione”, conclude Fini.