Arriva lo stop dal Governo nazionale sulla legge della Regione Siciliana per gli interventi sui danni causati dal ciclone Harry. Il Consiglio dei ministri ha, infatti, deliberato di impugnare la legge del governo regionale 3 del 30 gennaio scorso “Interventi urgenti per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026”. La proposta è arrivata su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli: “Il Ciclone Harry, in quanto talune disposizioni, “eccedono dalle competenze statutarie” andando “in contrasto con la normativa statale” in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza, “violano l’articolo 117, secondo comma, lett. e) e o) della Costituzione”.
Impugnata delibera su ciclone Harry. la risposta della Regione: “Lo Stato ha già pronta deroga”
Sulla notizia è intervenuta la Regione con una nota: “In merito alla decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la legge della Regione Siciliana n. 3 del 30 gennaio 2026, si chiarisce che l’impugnativa riguarda esclusivamente un aspetto tecnico legato alla disciplina del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e non l’impianto complessivo degli interventi varati dalla Regione per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo di gennaio”.
“Il rilievo è stato formulato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – continua la Regione Siciliana – nell’ambito delle proprie competenze in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza, e si configura quindi come un’impugnativa di natura tecnica. Lo stesso ministero, a seguito dell’interlocuzione con Palazzo d’Orléans, si è comunque impegnato a inserire, nel decreto-legge (25 del 27 febbraio scorso) attualmente in fase di conversione in Parlamento sugli aiuti disposti dal Governo nazionale per l’emergenza legata al ciclone Harry, una specifica deroga sul Durc, la cui competenza è in capo allo Stato. La deroga riguarderà le regioni maggiormente colpite dagli eventi calamitosi, ossia Sicilia, Calabria e Sardegna”.
CdM impugna legge su interventi per ciclone Harry, le reazioni dall’opposizione
“Dopo il sonoro schiaffone con cui in massa i siciliani hanno detto No alla riforma della Giustizia salva-casta, ieri in Cdm il governo ha pensato bene di punire le popolazioni duramente colpite dal ciclone Harry, impugnando lo stanziamento dei fondi per l’emergenza disposto dalla Regione Siciliana. Un atto gravissimo che dimostra quanto le reali emergenze dei cittadini siano importanti per Meloni quando si spengono i riflettori sulle urne, soprattutto se l’esito non è quello auspicato”. Lo afferma la senatrice siciliana del M5S Dolores Bevilacqua.
“Altro elemento di enorme gravità – dichiara Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del M5S in Sicilia – è l’incapacità del governatore Schifani, che evidentemente nemmeno parla col governo nazionale per concordare interventi vitali e non commettere errori nel prevedere gli aiuti economici per famiglie e imprese in ginocchio per i danni del ciclone Harry e che ancora una volta vengono abbandonate alle loro difficoltà”.
“Invece di prendersela con i siciliani – concludono Bevilacqua e Di Paola – la presidente del Consiglio intervenga immediatamente per porre rimedio all’inadeguatezza di chi governa in Sicilia e, già che c’è, completi con le pulizie di primavera liberando i siciliani dai vari Galvagno e Amata coinvolti a vario titolo in cronache giudiziarie”.
Blocco fondi ciclone Harry, Pd: “Dilettantismo di Schifani”
“Siamo davanti ad un clamoroso paradosso. C’è una totale assenza di comunicazione tra i governi regionale e nazionale, targati entrambi centrodestra, e a farne le spese sono i siciliani che assistono al blocco degli aiuti decisi subito dopo il disastro del ciclone Harry”. Lo dice il deputato del Partito democratico all’Assemblea regionale siciliana, Nello Dipasquale, commentando l’impugnativa decisa ieri dal Consiglio dei ministri rispetto alla legge ‘Interventi urgenti per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026’ approvata da Sala d’Ercole.
“Qui non è in ballo il finanziamento di una festa o di una sagra ma sono in gioco i ristori per le imprese siciliane che hanno subito i danni da parte del ciclone Harry – sottolinea Dipasquale – a nonostante ciò il governo Schifani, che aveva presentato il ddl, e l’Esecutivo Meloni, entrambi dello stesso colore politico, non sono riusciti a raccordarsi per evitare una impugnativa che sa di beffa. Sembra che il problema riguardi in prima battuta la deroga, prevista nella legge, rispetto alla regolarità del Durc per le aziende che hanno ricevuto i ristori e, in secondo luogo, nell’impossibilità di erogare aiuti come l’esenzione del pagamento dei canoni demaniali marittimi perché considerati una ‘violazione’ delle norme sulla concorrenza – spiega ancora Dipasquale -. Se tutto questo sarà confermato bisognerà prendere atto del dilettantismo del governo Schifani giunto ormai ai titoli di coda”.
Impugnata legge su ristori per la popolazione vittima dei danni del ciclone Harry, La Vardera: “Sopruso da parte della Meloni”
“È curioso che a qualche giorno dal Referendum – dice il deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera – dopo il No ha stravinto in Sicilia, il Consiglio dei Ministri impugna una legge fondamentale, votata ad unanimità dal Parlamento siciliano e che prevedeva, in via emergenziale, lo stanziamento di 40 milioni di euro per ristorare chi aveva subito danni dal ciclone Harry. Un chiaro segnale da Roma e dalla premier Giorgia Meloni che, non riuscendo più a tenere i suoi in riga qui in Sicilia, visto che proprio i pezzi importanti del centrodestra siciliano dicono che la stessa maggioranza si è disinteressata del Referendum. Qui Schifani però non può non farsi sentire e attui lo stato siciliano e vada a discutersi la questione direttamente al Consiglio dei Ministri. Non possiamo soprusi e ritorsioni da Roma perché la democrazia e i siciliani hanno deciso di difendere la costituzione”.
“Da sindaco – conclude il primo cittadino di Lingaglossa, Stagnitta – non posso che essere vicino a tutti i miei colleghi che hanno visto la propria comunità distrutta dal ciclone e che oggi, per la seconda volta, vengono danneggiati da una palese ritorsione del governo centrale che basa la sua impugnativa sull’eccesso di competenze. Una legge voluta fortemente dalla maggioranza di Schifani e smentita da Roma. Un chiaro messaggio che arriva qualche giorno dopo l’esito fallimentare del referendum proposto proprio dal governo Meloni. Una circostanza che amareggia perché quando a prevalere è l’ego e il potere, gli unici a pagare sono i cittadini anche quelli che hanno votato sì”.
Maltempo nel Messinese, proroga di 12 mesi per lo stato di emergenza
Nelle scorse ore inoltre sempre il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha deliberato la proroga, per 12 mesi, dello stato di emergenza già deliberato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni 19 e 20 ottobre 2024 nel territorio dell’isola di Stromboli del comune di Lipari in provincia di Messina.
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