La Corte costituzionale dà ragione alla Regione Siciliana sulla norma introdotta per sostenere le imprese danneggiate dal ciclone Harry, anche in presenza di irregolarità relative al Documento unico di regolarità contributiva (Durc). La Consulta ha infatti respinto il ricorso presentato dal Consiglio dei ministri contro la disposizione regionale, aprendo la strada alla conferma della legittimità dell’intervento adottato dal governo Schifani per garantire ristori alle attività economiche colpite dall’evento meteorologico.
Una decisione che l’assessore regionale al Territorio e ambiente, Giusi Savarino, interpreta come un riconoscimento delle scelte compiute dall’esecutivo siciliano nell’immediatezza dell’emergenza. La norma contestata aveva previsto la possibilità di sostenere anche le aziende che presentavano criticità rispetto al Durc con l’obiettivo di non escluderle dai meccanismi di aiuto proprio in una fase particolarmente delicata per la ripresa delle attività.
Ciclone Harry, Savarino: “La Consulta dà ragione al governo Schifani”
Commentando la pronuncia della Corte costituzionale, Savarino ha rivendicato la correttezza dell’operato della Regione e la necessità di intervenire rapidamente per affrontare le conseguenze economiche del ciclone.
“Oggi la Consulta dà ragione al governo Schifani sulla legittimità del lavoro e degli sforzi compiuti per sostenere le imprese danneggiate dal ciclone Harry, un evento eccezionale che richiedeva risposte immediate e coraggiose”. L’assessore ha quindi ricostruito le ragioni che avevano portato al ricorso del Consiglio dei ministri, collegandolo alle contestazioni sollevate dalle altre regioni interessate dal passaggio del ciclone, che non avevano adottato misure di sostegno analoghe a quelle predisposte dalla Sicilia.
“Ricorso nato a seguito delle obiezioni mosse dalle altre regioni colpite dal ciclone che non avevano attivato gli stessi aiuti decisi dalla Sicilia in favore delle imprese”, precisa l’assessore. “La Regione Siciliana si è attivata da subito, con proprie risorse, prevedendo ristori immediati anche per le aziende con criticità rispetto al Durc, perché potessero tornare operative, per tutelare occupazione ed economia. Il percorso che abbiamo intrapreso era giusto e legittimo”, ha aggiunto.
La deroga al Durc e gli aiuti alle imprese danneggiate
Al centro della vicenda c’è dunque la possibilità di non escludere automaticamente dai ristori le imprese che, pur avendo subito danni a causa del ciclone Harry, presentavano irregolarità contributive o difficoltà nella regolarità documentale.
Il Durc è lo strumento che certifica la regolarità contributiva di un’impresa nei confronti degli enti previdenziali e assicurativi. La sua presenza è generalmente richiesta per accedere a numerose agevolazioni e misure pubbliche. Nel caso degli interventi emergenziali siciliani, la Regione aveva scelto di prevedere una deroga per consentire anche alle aziende con posizioni contributive problematiche di beneficiare dei sostegni. La questione assume particolare rilevanza nel contesto di un’emergenza che ha messo in difficoltà il tessuto produttivo dei territori interessati. Per le attività danneggiate, infatti, la disponibilità di risorse immediate rappresenta un elemento importante per affrontare i costi della riparazione dei danni, ripristinare strutture e attrezzature e riprendere regolarmente il lavoro.
La scelta della Regione era stata contestata in sede istituzionale, fino al ricorso del Consiglio dei ministri. Con il rigetto dell’impugnazione, la Corte costituzionale ha respinto la contestazione della norma regionale, mentre Savarino rivendica il valore di un intervento che, nelle intenzioni del governo, mirava a evitare che le difficoltà amministrative e contributive impedissero alle imprese colpite di ricevere un sostegno nella fase di ripartenza.
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