La reale portata del ciclone Harry sulla fascia costiera ionica siciliana si ricostruisce anche attraverso le stime dei danni: 2 miliardi di euro tra diretti e indiretti, con un rilevante impatto su infrastrutture, territori costieri ed economia turistica col coinvolgimento di attività produttive, viabilità e servizi essenziali, infrastrutture portuali e idrauliche e necessità di agire per il consolidamento della costa. “Il peso specifico dell’evento, tuttavia, è ancora più ampio – spiega l’avvocato Antonino Reina, vicepresidente FT Balneari e presidente FederTerziario Sicilia –, abbiamo avviato un primo riscontro sulle nostre imprese associate ed è chiaro che le conseguenze riguardano le aziende localizzate nei territori più esposti ma indirettamente anche le altre, per questo riteniamo essenziale estendere l’area di intervento degli aiuti“.
Il vero peso del ciclone Harry è ancora tutto da scoprire. Secondo FT Sicilia, che si basa su alcune stime circolate in questi giorni, considerando la presenza, nelle aree colpite, di economie fortemente stagionali “significa che una parte del valore aggiunto perso ormai non si recupera. È per questo che, al di là dei danni diretti stimati dalla Regione, il ciclone Harry rischia di tradursi nel 2026 in una perdita di Pil che potrà raggiungere fino all’1% nelle aree più esposte: una stima di massima porterebbe fino alla perdita di un miliardo di euro per le attività produttive dell’Isola“.
FT Sicilia auspica una ricostruzione rapida per sostenere i settori strategici di questi territori, tra cui il turismo e l’agroalimentare. “Federterziario Sicilia – aggiunge Reina – è mobilitata per richiedere interventi immediati e strutturali. Le principali richieste, alcune già in fase di definizione o rese operative da parte della Regione Siciliana, includono lo stanziamento di ristori a fondo perduto, la sospensione degli adempimenti fiscali e l’attivazione di tavoli tecnici permanenti con il governo regionale“. Tra le altre richieste un ulteriore intervento di finanziamento che prevede credito agevolato (60% a tasso zero, 40% a fondo perduto) con preammortamento di 3 anni, gestito da IRFIS FinSicilia, sostegno al settore agricolo e pesca in seguito alla devastazione nelle campagne e del settore pesca e ripristino delle infrastrutture e indennizzi per le produzioni ortofrutticole andate perdute.

