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Ciclone Harry, ecco chi si sta occupando delle prime somme urgenze: i dati non caricati sul sito della Regione

Ciclone Harry, ecco chi si sta occupando delle prime somme urgenze: i dati non caricati sul sito della Regione
I danni del ciclone Harry in Sicilia

L’iter, che prevede l’individuazione dell’operatore economico senza passare da alcuna forma di gara, è compatibile con ciò che è accaduto. Quel che però è mancato è la chiarezza nelle informazioni pubblicate dalla Regione

La necessità di intervenire in maniera tempestiva nei territori danneggiati dal ciclone Harry quali deroghe al codice dei contratti comporterà? La domanda finora è rimasta sullo sfondo dei discorsi seguiti alla calamità che ha colpito il Sud, a partire dalla Sicilia, il mese scorso.

A chiedere uno snellimento delle procedure di affidamento dei lavori sono stati in molti. Tra loro ci sono i sindaci dei centri più colpiti, dove è chiaro che, senza un aiuto concreto da parte di Regione e governo nazionale, tornare alla normalità, in tempi compatibili con le aspettative di chi in queste aree ci vive e in vista dei flussi turistici, sarà complicato. Va da sé, però, che coniugare celerità e trasparenza resta un obiettivo per tutti. Delle comunità, interessate ad avere opere eseguite a regola d’arte, e dei cittadini in senso più ampio visto che si parla di spesa pubblica. Per il momento gli interventi autorizzati sono stati tutti in somma urgenza. L’iter, che prevede l’individuazione dell’operatore economico senza passare da alcuna forma di gara, è compatibile con ciò che è accaduto. Quel che però è mancato è la chiarezza nelle informazioni pubblicate dalla Regione. In particolare ciò che riguarda i nomi delle imprese a cui gli appalti sono stati assegnate. Lacune che, seppure non in maniera completa, possono essere colmate cercando all’interno della banca dati gestita dall’Autorità anticorruzione.

Cosa dice la norma

L’attuale codice dei contratti, per ultimo aggiornato nel 2023 con una riforma che ha ampliato le maglie dei controlli e aumentato il potere discrezionale della pubblica amministrazione, prevede all’articolo 140 che le somme urgenze possano essere disposte “entro il limite di 500mila euro o, se superiore, nel limite di quanto indispensabile per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica e privata incolumità, comunque nel limite della soglia europea”.

Al comma 10 si legge, inoltre, che “sul sito istituzionale dell’ente sono pubblicati gli atti relativi agli affidamenti, con specifica indicazione dell’affidatario, delle modalità della scelta e delle motivazioni che non hanno consentito il ricorso alle procedure ordinarie. Contestualmente, e comunque in un termine congruo compatibile con la gestione della situazione di emergenza, sono trasmessi all’Anac per i controlli di competenza, fermi restando i controlli di legittimità sugli atti previsti dalle vigenti normative”.

Guardando però sia sul portale della Regione che sulla piattaforma dedicata alle procedura di gara è possibile rintracciare l’oggetto e gli importi degli affidamenti relativi ai primi interventi seguiti al ciclone Harry, ma non c’è traccia dell’esito degli stessi.

I cantieri nel Messinese

A Santa Teresa di Riva (Messina), le violente mareggiate di metà gennaio hanno distrutto ampie porzioni di lungomare.
Una delle somme urgenze affidate dalla Regione riguarda, oltre al rifacimento di tratti della strada costiera, la realizzazione di opere provvisionali di protezione delle abitazioni e delle reti di sottoservizi, in particolare tra la piazza Galassiopea e il civico 75 della via Giovanni Falcone. L’importo di questo lotto è stato quantificato in 1.332.675 euro ed è andato alla Gf Costruzioni, al consorzio Valori e alla società Ottomarzo Lavori.

La prima è di proprietà del presidente di Ance Catania Rosario Fresta, il consorzio della famiglia Mollica di Gioiosa Marea e la terza impresa ha nel consiglio d’amministrazione il 55enne Nunzio Pistorio, che ha ruoli anche all’interno delle imprese della famiglia Vecchio. Ottomarzo e Cosedil, ditta ammiraglia dei Vecchio, in passato hanno condiviso anche l’impegno sportivo a supporto della pallavolo etnea.

Qualche chilometro più a nord, a Furci Siculo, a lavorare sarà il consorzio Alp, che ha sedi sia a Milano che in Sicilia, a Sant’Agata di Militello. La somma urgenza di 446.650 euro è stata disposta dalla Regione per lavori simili a quelli previsti per Santa Teresa di Riva.
Nel centro guidato dal sindaco leghista Matteo Francilia lavorerà anche la ditta giarrese Astrea. Di proprietà di Raffaele Ventura e Daniela Squatrito, Astrea opererà anche a Roccalumera. Nel complesso la somma urgenza vale 243.456,26 euro.

Sempre sulla costa ionica messinese, ma a Letojanni, i lavori di protezione della condotta fognaria tramite l’apposizione di una scogliera saranno eseguiti – al prezzo di 446.650 euro – dalla Costruzioni Bruno Teodoro e dal Consorzio Stabile Infra.Tech. Entrambe rimandano alla famiglia Bruno: la prima ha sede a Brolo ed è controllata da Magnolia Holding, che a propria volta condivide alcuni soci con la cooperativa Effebi proprietaria delle quote di maggioranza di Infra.Tech.

Appalti senza nome

In provincia di Messina risultano assegnate altre due somme urgenze. In questo caso, però, le informazioni relative agli aggiudicatari non sono state ancora pubblicate da Anac.

Il primo lavoro riguarda il territorio di Sant’Alessio Siculo, tra via Musumeci e via Sciascia e in zona Sena nei pressi del torrente Agrò. Nel secondo, invece, il cantiere è stato allestito a Santa Teresa di Riva e servirà a ripristinare l’area danneggiata tra via Zara e l’area limitrofa a via del Gambero. In entrambe le circostanze, il valore dell’affidamento è stato quantificato in mezzo milione di euro.

I lavori nelle Pelagie

Tra le somme urgenze scaturite dai danni del ciclone Harry, ce ne sono tre che riguardano le isole di Lampedusa e Linosa. Stando a quanto ricostruito dal Quotidiano di Sicilia, in un primo caso le procedure sono andate deserte e soltanto in un secondo momento gli affidamenti sono stati formalizzati. Tuttavia, sulla piattaforma della Regione l’unico risultato rintracciabile è quello relativo al tentativo andato a vuoto. Dalla banca dati dell’Anac, però, è possibile saperne di più.

Per i lavori al porto di Lampedusa, la ditta incaricata è stata la Emmecci di Gangi, in provincia di Palermo. L’importo dell’affidamento è stato di 432.600 euro. A operare nel porto di Linosa, con una somma urgenza di 456.275 euro, è invece il consorzio Santa Chiara, che ha sede a Favara ed è di proprietà delle società agrigentine Aurora, Co.Ge.Ma e Puglia. Nell’isola più piccola delle Pelagie si lavora anche sulle strade: un affidamento da 469.930 euro è andato alla Idrogedil di Palermo.