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Ciclone Harry, nuove le somme urgenze. Informazioni col contagocce: ecco le altre ditte incaricate

Ciclone Harry, nuove le somme urgenze. Informazioni col contagocce: ecco le altre ditte incaricate
I danni del ciclone Harry in Sicilia

Proseguono gli affidamenti in somma urgenza per ripristinare le aree maggiormente colpite dal ciclone Harry

Ad assegnare l’incarico di eseguire le opere nei porti e sui lungomari danneggiati dalle mareggiate è il dipartimento regionale tecnico (Drt) della Regione, nel ruolo di soggetto attuatore degli interventi finanziati con l’ordinanza del capo della Protezione civile nazionale, dopo che il consiglio dei ministri a fine gennaio ha dichiarato lo stato d’emergenza per la Sicilia, la Calabria e la Sardegna.

La trasparenza delle informazioni riguardanti le imprese esecutrici e gli importi dei lavori continua a essere incompleta. Tuttavia, qualcosa in merito agli affidatari si riesce a recuperare dalle stringate note divulgare dall’assessorato.

Appalti in provincia di Catania


La scorsa settimana, il Genio civile, su incarico del Drt, ha proceduto all’affidamento di diversi lavori tra Catania, Acireale e Riposto. Nel capoluogo, a occuparsi della riparazioni alle infrastrutture del porticciolo di San Giovanni li Cuti sarà il consorzio Infratech – omonimo della ditta che lavorerà a Letojanni, come raccontato nei giorni scorsi dal Quotidiano di Sicilia – che ha sede a Milano ma tra i propri consorziati diversi siciliani. Al momento, non è possibile dire quale ditta esecutrice opererà nel borgo catanese né quale esattamente sia l’importo dei lavori, anche se la cifra dovrebbe aggirarsi intorno ai 345mila euro.

A occuparsi del ripristino del molo del porto Ulisse a Ognina sarà invece la C.C.S. Group. In questo caso si tratta di una ditta di Favara (Agrigento), di proprietà del 48enne Stefano Castronovo. La somma che verrà impiegata dovrebbe essere di poco inferiore al mezzo milione di euro.

Nel territorio di Acireale, le somme urgenze riguardano le frazioni marinare di Stazzo, Santa Tecla, Pozzillo e Capomulini. Per i quattro interventi, la somma destinata strettamente ai lavori – senza contare gli eventuali ribassi offerti dalle ditte, sui quali al momento non è possibile avere informazioni – è rispettivamente di 440mila, 335mila, 400mila e 170mila euro.
A Stazzo lavorerà la Edil Med di Giarre, cooperativa il cui presidente è il 36enne mascalese Orazio Villani. A Santa Tecla, dove la ricostruzione riguarderà anche lo scalo Pennisi, i lavori sono stati affidati al Consorzio Jonico, con sede a Valverde. Anche in questa circostanza non è possibile dire quale delle ditte consorziate opererà in cantiere. Per i lavori a Pozzillo, il Drt guidato da Duilio Alongi si è affidato alla Pi.Sa.Ni di Mussomeli (Caltanissetta), di proprietà di Antonina Mingoia.

L’impresa che invece opererà a Capo Mulini è la Cogen Costruzioni di Catania: la ditta è di proprietà del 29enne Francesco Costanzo e in passato è stata guidata da Giovanni Costanzo, imprenditore che è stato molto vicino – secondo la procura di Catania – agli imprenditori Nino e Carmelo Paratore, a loro volta ritenuti legati al boss dei Santapaola Maurizio Zuccaro e per questo rapporto attualmente al centro di un processo per mafia.

Somma urgenza, infine, anche a Riposto, dove per ripristinare un tratto di molo foraneo è stata chiamata la Piazza Costruzioni, anch’essa di Mussomeli. I lavori dovrebbero costare 215mila euro.

Appalti in provincia di Messina


Tra le imprese a cui la Regione ha chiesto di occuparsi degli interventi urgenti per consentire di ripristinare la funzionalità dei punti di attracco c’è la Ingegneria Costruzioni Colombrita.
L’impresa, all’opera a Catania per la realizzazione della cittadella giudiziaria e la riqualificazione del borgo di Ognina, si occuperà della messa in sicurezza del molo di Scari, sull’isola di Stromboli.

A Nizza di Sicilia, sulla costa ionica, i tratti di lungomare crollati saranno ricostruiti dal Consorzio Campale, che ha sede in provincia di Benevento. Come negli altri casi, i dati pubblicati dalla Regione non consentono di dire quale sarà la ditta esecutrice. Discorso simile a Sant’Alessio, dove la somma urgenza è stata assegnata al consorzio San Pietro, che ha sede a Favara.

Tempistiche e Anac


Se sulla piattaforma utilizzata dalla Regione per gli affidamenti, in molti casi ci si imbatte in procedure che risultano “scadute” senza contenere il nome dell’aggiudicatario, in questi giorni sono stati pubblicati stringati comunicati con i nomi delle ditte coinvolte ma senza importo.
In ognuno de comunicati, si specifica che “l’operatore economico è stato individuato secondo i principi di risultato, fiducia, accesso al mercato, trasparenza e rotazione”, aggiungendo che la procedura “sarà formalmente ratificata con successiva determina” così come previsto dal comma 10 dell’articolo 140 del codice degli appalti.
Quest’ultimo prevede che “in un termine congruo compatibile con la gestione della situazione di emergenza, (i nominativi) sono trasmessi all’Anac per i controlli di competenza”.

A oggi sul sito dell’Anticorruzione non c’è traccia delle ultime somme urgenze. E il motivo – stando a fonti interne alla Regione – starebbe nei tempi non immediati con cui la stessa Anac rilascia i Cig, i codici identificativi delle gare.

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