Dopo l’avvio in più province dei lavori per cercare di rimettere in sesto nel più breve tempo possibile le infrastrutture, soprattutto strade litorali e moli portuali, e i sussidi per i gestori del lidi, la Regione ha pubblicato gli elenchi delle ditte a cui saranno riconosciuti i contributi per i danni seguiti al ciclone Harry.
Si tratta di attività imprenditoriali che in molti casi non si trovano a ridosso delle zone colpite dal mare in tempesta, ma che comunque hanno subito conseguenze per via dell’ondata di maltempo che ha interessato la Sicilia nella seconda parte di gennaio.
Ciclone Harry e i contributi per i danni alle imprese, l’avviso
“Attività economiche e produttive che hanno subìto perdite significative e sospensioni di attività economiche a causa degli eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026, diversi da quelli causati dalle mareggiate sul litorale”. È questo il perimetro in cui si muove l’avviso pubblicato nelle scorse settimane dall’Assessorato alle Attività produttive guidato da Edy Tamajo.
L’iniziativa del governo Schifani segue la delibera dello stato d’emergenza nazionale per la durata di dodici mesi disposta dal Consiglio dei ministri lo scorso 26 gennaio. Un provvedimento che il governo nazionale ha esteso anche per la Calabria e la Sardegna, le altre due regioni interessate dal ciclone Harry.
Il maltempo di gennaio in Sicilia ha riguardato soprattutto la costa orientale, ma i danni sono stati registrati anche in altre province, compresi luoghi che stanno dalla parte opposta dell’isola. Sono centinaia le domande presentate al dipartimento regionale. Così come previsto dall’ordinanza della Protezione civile del 30 gennaio, il sostegno straordinario è finalizzato – pena la revoca – all’immediata ripresa delle attività economiche e produttive nel limite massimo di 20mila euro.
Gli elenchi degli ammessi e dei non ammessi al contributo
Con un decreto del dirigente generale Dario Cartabellotta stamattina sono stati ufficializzati gli elenchi contenenti le domande ammissibili e quello delle istanze considerate inammissibili. Riguardo a queste ultime, va detto che si tratta di poco meno di trenta richieste, il cui rigetto è stato motivato con la stessa formula: “Il codice Ateco dell’impresa è oggetto di un altro avviso”.
L’articolo 2 del decreto fa riferimento alle istanze che sono state ricevute dalla Regione incomplete nella parte riguardante il modello C1 o con carenze in quella di competenza dei Comuni. “Allo stesso (modello) – si legge – dovrà essere apposto protocollo e timbro del Comune”.
Per integrare quanto manca sarà possibile inviare direttamente il modello all’indirizzo Pec contributiciclonefrana@pec.irfis.it oppure far sì che l’acquisizione avvenga tramite il Comune “a seguito di inoltro da parte del dipartimento Attività produttive ai Comuni delle istanze senza la parte di competenza dei Comuni”.
Questi gli elenchi:
Domande ammissibili
Domande non ammissibili

